Dimmi che notebook hai e ti dirò chi sei

15 Gennaio 2026 di 5 min di lettura
Notebook esperienza digitale
Notebook esperienza digitale - foto SHOTPRIME via canva.com

Dimenticatevi oroscopi, test della personalità e lettura della mano. Nel 2026 c’è un solo modo infallibile per capire chi avete davanti: guardare che notebook usa. Il portatile è diventato un’estensione dell’anima, una finestra sul carattere, un biglietto da visita più eloquente di mille parole. Ecco la nostra guida definitiva (e assolutamente scientifica, fidatevi).

MacBook Pro: il creativo (o presunto tale)

Sei convinto che la tua vita sia un film e che prima o poi qualcuno ti scoprirà. Frequenti bar con il WiFi lento perché “l’atmosfera è tutto”, ordini cappuccini con latte d’avena e dici frasi come “sto lavorando a un progetto”. Quale progetto? Nessuno lo sa, nemmeno tu. Hai 47 tab aperte su Safari, di cui 40 sono articoli che “leggerai dopo”. La Touch Bar non l’hai mai capita davvero, ma non lo ammetteresti mai.

MacBook Air: l’equilibrato

Volevi un Mac ma non volevi sembrare quello che ostenta. Sei una persona pratica, ragionevole, probabilmente fai yoga ma non lo posti su Instagram. Usi il notebook per cose normali: email, Netflix, qualche documento. Non hai mai aperto Terminale in vita tua e vai fiero di questo. Quando qualcuno ti chiede “ma il Pro non era meglio?”, rispondi con un sorriso zen che nasconde una leggera irritazione.

Lenovo ThinkPad: il professionista serio

Lavori davvero. Non fai finta, non “stai sviluppando un’app”, non “sei in call”. Tu produci. Probabilmente hai un lavoro con benefit, fondo pensione e ticket restaurant. Il TrackPoint rosso al centro della tastiera lo usi davvero, e questo ti rende automaticamente una persona superiore. Non ti importa del design, ti importa che la tastiera sia perfetta. E lo è. Il tuo ThinkPad ha 8 anni e funziona ancora meglio del MacBook del tuo collega comprato ieri.

Notebook gaming RGB: l’eterno adolescente

Hai tra i 16 e i 45 anni, ma mentalmente sei rimasto a quando hai scoperto Counter-Strike. Il tuo portatile pesa quanto un’utilitaria, ha più ventole di un datacenter e luci che cambierebbero colore anche se non glielo chiedessi. Lo porti in giro dicendo che “ti serve per lavoro” (spoiler: non ti serve per lavoro). Quando lo accendi in biblioteca, il rumore delle ventole fa girare tutti. Tu fingi di non notarlo mentre lanci Steam.

Microsoft Surface: l’indeciso

Non sapevi se volevi un tablet o un laptop, quindi hai preso entrambi. Probabilmente nella vita fai la stessa cosa: ordini due primi al ristorante “per assaggiare”, hai tre app di dating attive contemporaneamente e non riesci mai a scegliere un film su Netflix. La tastiera staccabile ti fa sentire versatile, anche se l’hai staccata forse due volte in tre anni. Usi la penna stylus per sentirti un artista, ma in realtà ci firmi solo i PDF.

Chromebook: il minimalista (o lo studente squattrinato)

Due possibilità: o hai abbracciato una filosofia di vita essenziale dove “tutto quello che serve è nel cloud”, oppure semplicemente avevi 200 euro e dovevi comprare qualcosa per l’università. In entrambi i casi, hai scoperto che Chrome OS fa il 90% di quello che ti serve, e quel 10% mancante non ti manca poi così tanto. Quando qualcuno ti chiede “ma non è limitato?”, rispondi parlando di minimalismo digitale. Funziona sempre.

Huawei/Honor MagicBook: il bastian contrario

Ti piace andare controcorrente. Quando tutti compravano iPhone, tu avevi Huawei. Quando tutti usano MacBook, tu tiri fuori il MagicBook. Ami spiegare che “ha lo stesso hardware a metà prezzo” e “il design è praticamente identico”. Hai ragione, ma questo non ti impedisce di sembrare quello che deve sempre fare il diverso. In compenso, la webcam a scomparsa nella tastiera ti fa sentire una spia ogni volta che la usi.

Dell XPS: il perfezionista silenzioso

Hai fatto ricerche per settimane prima di comprare. Hai letto recensioni, confrontato benchmark, analizzato i rapporti schermo-corpo. Alla fine hai scelto l’XPS perché era oggettivamente il migliore, non perché volevi fare bella figura. Sei il tipo che legge i manuali di istruzioni, che fa il tagliando alla macchina ogni 10.000 km esatti, che tiene lo scontrino “nel caso serva”. Il tuo desktop è ordinato in cartelle con nomi logici. Sei un po’ noioso, ma funzioni.

ASUS ZenBook: lo stiloso pragmatico

Volevi qualcosa di bello ma non volevi il “costo Apple”. Sei attento all’estetica ma anche al portafoglio. Probabilmente vai da Zara invece che da Gucci applicando lo stesso principio. Lo ScreenPad (quello schermo nel touchpad) lo usi una volta al mese per far vedere agli amici che ce l’hai, poi torni ad usare il mouse come tutti. Sei fondamentalmente una persona ragionevole che ogni tanto vuole sentirsi speciale.

Il notebook del 2015 che “funziona ancora benissimo”

Sei o un informatico che ha installato Linux e ottimizzato tutto, o una persona che “non capisce perché bisogna sempre cambiare le cose”. Il tuo portatile ha i tasti lucidi dall’uso, adesivi di conferenze del 2017 e una batteria che dura 47 minuti se sei fortunato. Lo difendi come un figlio: “fa tutto quello che mi serve!”. E in effetti è vero. Sei fedele, resistente al cambiamento e probabilmente hai ancora un account Hotmail.

La morale della storia

Qualunque notebook abbiate, sappiate che qualcuno vi sta giudicando. Ma tranquilli: anche loro vengono giudicati per il loro. È il cerchio della vita digitale. L’importante è usarlo per qualcosa di utile, o almeno fingere di farlo con sufficiente convinzione.

E voi, in quale categoria vi siete riconosciuti? Scrivetelo nei commenti… dal vostro notebook, ovviamente.

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