Una notte magica al Bentegodi, avvolta dalla nebbia ma illuminata dalla fame di un Verona finalmente vincente. La squadra di Paolo Zanetti travolge l’Atalanta 3-1 e conquista i primi tre punti della stagione, abbandonando l’ultimo posto in classifica e lasciando la Fiorentina sola in fondo alla graduatoria.
Un primo tempo da sogno per i gialloblù
L’Hellas scende in campo con la determinazione di chi si gioca tutto. Nonostante le numerose assenze per infortuni e squalifiche, Zanetti schiera una formazione coraggiosa con Giovane e Mosquera in attacco, supportati da un centrocampo combattivo guidato da Al Musrati e Bernede.
L’Atalanta di Raffaele Palladino prova a impostare il gioco e al 17′ sfiora il vantaggio con un colpo di testa di Hien, neutralizzato da un grande intervento di Montipò. Poco dopo, De Ketelaere va vicino al gol con un tiro deviato che esce di pochissimo.
Il vantaggio firmato Belghali
Al 28′ arriva la svolta. Mosquera scatta sul filo del fuorigioco e serve di tacco Rafik Belghali, che con una finta manda a vuoto Djimsiti e lascia partire un sinistro potente sotto la traversa. Il Bentegodi esplode di gioia.
La Dea accusa il colpo e al 36′ subisce il raddoppio. Su una rimessa laterale respinta corta da Krstovic, Giovane si coordina al limite dell’area e calcia di controbalzo: la deviazione beffa Carnesecchi e fa 2-0.
Ripresa: Bernede cala il tris
Palladino prova a cambiare l’inerzia inserendo Scamacca e Kolasinac all’intervallo, ma il copione non cambia. Al 50′ solo un miracolo di Montipò evita il gol nerazzurro, togliendo la palla praticamente dalla linea.
Il Verona continua a giocare con intensità e al 71′ chiude definitivamente i conti. Belghali avvia l’azione, Giovane rifinisce con un assist perfetto e Antoine Bernede dal limite spara un fendente all’angolino che non lascia scampo al portiere bergamasco.
Il rigore di Scamacca non basta
L’Atalanta trova il gol della bandiera solo all’81’. Scamacca colpisce la traversa con un gran tiro, ma sulla traiettoria Bella-Kotchap tocca il pallone con il braccio. Dopo il controllo al VAR, l’arbitro Mariani concede il penalty che lo stesso attaccante trasforma spiazzando Montipò.
È troppo tardi per una rimonta. I minuti finali scivolano via nella nebbia sempre più fitta, con il Verona che gestisce il vantaggio e festeggia una vittoria attesa da quattordici giornate.
Le chiavi della partita
Il successo del Verona nasce da alcuni fattori fondamentali:
- Intensità agonistica: i gialloblù hanno vinto praticamente tutti i duelli individuali
- Giovane protagonista: un gol e un assist per il brasiliano, migliore in campo
- Compattezza difensiva: Nelsson ha annullato Krstovic, Montipò si è superato
- Ripartenze letali: tre gol nati da azioni rapide e verticali
Atalanta irriconoscibile
La squadra di Palladino è apparsa lontana parente di quella ammirata nelle ultime uscite. Lookman e De Ketelaere sono stati praticamente invisibili, mentre Krstovic, preferito a Scamacca dal primo minuto, ha deluso perdendo nettamente il confronto con i difensori scaligeri.
La difesa ha mostrato fragilità preoccupanti: Hien, ex di turno, ha vissuto una serata da incubo, mentre Djimsiti è stato umiliato nell’azione del primo gol. Un campanello d’allarme in vista dell’impegno di Champions League contro il Chelsea.
Classifica e prossimi impegni
Con questa vittoria il Verona sale a 9 punti, staccandosi dalla zona retrocessione. Domenica prossima ci sarà lo scontro diretto in casa della Fiorentina, un appuntamento fondamentale per dare continuità a questo successo.
L’Atalanta resta ferma a 16 punti e dovrà interrogarsi su una prestazione insufficiente. Prima del Chelsea, la squadra di Palladino ospiterà il Cagliari in campionato.
Pagelle dei protagonisti
Verona – top:
- Giovane (7.5): gol, assist, giocate continue
- Belghali (7.5): rete splendida e dominio sulla fascia
- Bernede (7): inserimento perfetto e gol pesante
- Montipò (7): due parate decisive
Atalanta – flop:
- Hien (4.5): serata da incubo
- Djimsiti (4.5): saltato come un birillo sul primo gol
- Lookman (5): mai nel vivo del gioco
- Palladino (5): squadra senza idee