Pulisic ribalta il Torino: il Milan vince 3-2 e aggancia il Napoli in vetta

9 Dicembre 2025 di 7 min di lettura
Pulisic (Depositphotos)
Pulisic (Depositphotos)

Una serata da batticuore per il Diavolo

Ci sono partite che raccontano molto più di un semplice risultato. Torino-Milan 2-3 è una di quelle sfide destinate a rimanere impresse nella memoria dei tifosi rossoneri, un manifesto di carattere e determinazione che va oltre i tre punti conquistati. All’Olimpico Grande Torino, i ragazzi guidati da Landucci (con Allegri squalificato e costretto a seguire dalla tribuna) hanno scritto una pagina indimenticabile della loro stagione.

Il lunedì sera si trasforma in un incubo quando, dopo appena diciassette minuti, il Milan si ritrova sotto di due reti. Un avvio shock che avrebbe fatto tremare le gambe a qualsiasi squadra. Ma non a questa formazione rossonera, capace di rialzarsi e ribaltare completamente l’inerzia della gara grazie al cuore immenso di Adrien Rabiot prima e alla magia di Christian Pulisic poi.

Primo tempo: il Torino colpisce due volte

L’inizio della partita è da incubo per il Milan. Al decimo minuto, un intervento scomposto di Fikayo Tomori su Che Adams costa il calcio di rigore ai rossoneri. Il difensore inglese allarga il braccio nel tentativo di contrastare l’attaccante scozzese, ma il contatto viene giudicato irregolare dall’arbitro Chiffi. Sul dischetto si presenta Nikola Vlasic, che spiazza Mike Maignan nonostante il portiere francese intuisca la direzione del tiro.

Il Torino non si accontenta e sette minuti dopo raddoppia con una ripartenza letale. Christopher Nkunku perde un pallone sanguinoso a centrocampo sotto la pressione di Tameze. Da lì parte il contropiede dei granata, orchestrato magistralmente da Vlasic che serve in profondità Duvan Zapata. Il colombiano, tornato finalmente al gol dopo 429 giorni di assenza per un grave infortunio al ginocchio subito contro l’Inter, lascia partire un rasoterra imprendibile che si infila tra le gambe di Pavlovic.

È il primo gol in campionato per Zapata dal 5 ottobre 2024, una data che aveva segnato l’inizio di un calvario fatto di operazioni e lunghi mesi di riabilitazione. Il suo ritorno al gol assume così un significato speciale, anche se destinato a non essere sufficiente per regalare punti ai granata.

La reazione di Rabiot accende la speranza

Il Milan accusa il colpo ma non si scompone. Al ventiquattresimo minuto arriva la risposta dei rossoneri, firmata dal piede educatissimo di Adrien Rabiot. Il centrocampista francese riceve palla al limite dell’area, si coordina alla perfezione e lascia partire un sinistro potentissimo che non lascia scampo a Israel. È il primo gol in Serie A con la maglia del Milan per l’ex juventino, nonché la sua prima rete nel campionato italiano dal maggio 2024.

La gioia rossonera viene però immediatamente temperata da un evento che rischia di compromettere la rimonta. Rafael Leao, dopo un tentativo dalla distanza, si tocca la zona dell’adduttore destro e si accascia a terra con una smorfia di dolore. Il portoghese è costretto a lasciare il campo al trentunesimo minuto, sostituito da Ricci. Un cambio obbligato che priva il Milan del suo talento più cristallino.

La prima frazione si chiude con i rossoneri in pressing e Rabiot che sfiora addirittura il pareggio con un sinistro al volo che termina di poco a lato. Le indicazioni dalla tribuna di Allegri, visibilmente agitato, arrivano puntuali alla panchina: più profondità, più dinamismo offensivo.

Pulisic: l’eroe improbabile che ribalta tutto

La ripresa inizia con il Milan determinato a completare la rimonta. I rossoneri spingono con insistenza, creando diverse occasioni. Israel compie un doppio intervento prodigioso prima su Bartesaghi e poi su Ricci, mantenendo il Torino in vantaggio.

Al sessantaseiesimo minuto, Landucci gioca la carta decisiva: entra Christian Pulisic al posto di Bartesaghi. L’americano non è al meglio, la febbre lo ha tormentato nelle ore precedenti alla gara, ma la sua voglia di contribuire alla causa rossonera è più forte di qualsiasi malanno.

Servono appena 39 secondi a Pulisic per lasciare il segno. Sul cross dalla sinistra di Saelemaekers, i centrali del Torino si fanno attirare dalla palla e da Pavlovic, lasciando l’americano completamente solo al centro dell’area. Stop e tiro: il pallone si insacca alle spalle di Israel per il 2-2.

Il Torino accusa il colpo e inizia a soffrire visibilmente. Al settantunesimo minuto, i granata trovano addirittura la rete con Adams, ma il gol viene annullato per un precedente fallo di Pedersen su Saelemaekers. La beffa per i padroni di casa si completa al settantasettesimo, quando il Milan sfrutta una momentanea superiorità numerica causata dall’uscita per infortunio di Tameze.

Ricci crossa dalla destra, la difesa del Torino si perde completamente Pulisic che, con un sinistro chirurgico, firma la doppietta personale e il sorpasso definitivo. L’Olimpico Grande Torino ammutolisce, mentre i giocatori rossoneri esplodono in un abbraccio liberatorio.

Una vittoria che vale doppio

Il triplice fischio finale sancisce un successo fondamentale per la classifica e per il morale del Milan. Con questi tre punti, i rossoneri salgono a quota 31 e riagganciano il Napoli in vetta alla classifica di Serie A. Ma il valore di questa vittoria va oltre la matematica dei punti.

Il Milan sfata un tabù che durava dal 2021: i rossoneri non vincevano a Torino da tre anni, un digiuno che pesava come un macigno. Negli ultimi tre incontri all’Olimpico Grande Torino, il Diavolo aveva sempre perso, cedendo terreno nella corsa ai vertici della classifica.

Le pagelle dei protagonisti

Christian Pulisic merita la palma di migliore in campo assoluto. Entrare dalla panchina con la febbre e segnare due gol nel giro di dieci minuti è un’impresa che racconta tutto sulla mentalità vincente dell’americano. La sua doppietta è il manifesto di un giocatore che vive per i momenti decisivi.

Adrien Rabiot conferma la sua crescita esponenziale con la maglia rossonera. Il gol che riapre la partita è una perla di rara bellezza, un sinistro dal limite che ricorda i tempi migliori della sua carriera. Il francese sta diventando sempre più leader di questa squadra.

Nikola Vlasic è stato il migliore dei granata, protagonista sia del rigore trasformato che dell’assist per Zapata. La sua prestazione merita la sufficienza piena, nonostante il risultato finale.

Christopher Nkunku rappresenta invece la nota stonata della serata rossonera. La sua disattenzione in fase di possesso ha originato il secondo gol del Torino, un errore che avrebbe potuto costare carissimo.

Le parole del post-partita

Il tecnico in seconda Landucci ha commentato la vittoria sottolineando il carattere della squadra: una rimonta da 0-2 in trasferta, in uno stadio storicamente ostico, rappresenta un segnale importante per il prosieguo della stagione. La squadra ha dimostrato di non morire mai, una caratteristica che può rivelarsi decisiva nelle fasi cruciali del campionato.

La preoccupazione principale riguarda le condizioni di Leao, uscito per un problema muscolare. Gli esami strumentali chiariranno l’entità dell’infortunio, ma la speranza è che il portoghese possa recuperare rapidamente per le prossime sfide.

Conclusioni: il Milan c’è

Torino-Milan 2-3 rimarrà negli annali come una delle rimonte più emozionanti della stagione. Una partita che sembrava persa dopo diciassette minuti si è trasformata in un trionfo grazie al cuore, alla determinazione e alla qualità dei singoli. Pulisic si conferma uomo-partita nei momenti decisivi, Rabiot aggiunge gol e personalità al centrocampo, mentre la difesa ha saputo reggere nei minuti finali nonostante le difficoltà iniziali.

Il cammino verso lo scudetto passa anche da serate come questa, dove la capacità di soffrire e reagire fa la differenza. Il Milan ha dimostrato di avere le carte in regola per lottare fino alla fine, con un gruppo coeso e determinato che non molla mai. La vetta della classifica è condivisa con il Napoli, ma i rossoneri hanno mandato un messaggio chiaro a tutte le avversarie: questo Diavolo non ha paura di nessuno.

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Dalla Puglia con furore. Appassionato di calcio e sport, ma anche di tutto il mondo del Lifestyle.

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