Serie A, cosa ci dice la 16ª giornata: tattiche, sorprese e classifica

22 Dicembre 2025 di 5 min di lettura
Moise Kean
Lisa Guglielmi / IPA Sport / IPA

La sedicesima giornata di Serie A ha offerto spunti tattici interessanti e verdetti che influenzano la lotta per la salvezza e per le posizioni europee. Quattro partite, quattro storie diverse che raccontano lo stato di salute delle squadre coinvolte. Ecco cosa ci ha insegnato questa domenica di campionato.

Il 3-5-2 di Vanoli sblocca la Fiorentina

Dopo settimane di esperimenti e cambi di modulo, Vanoli ha trovato finalmente la formula giusta per la sua Fiorentina. Il tecnico ha schierato un 3-5-2 con Pongracic, Comuzzo e Ranieri a comporre la linea difensiva, affidando le chiavi della mediana a Fagioli e Mandragora con Ndour a dare dinamismo.

L’espulsione di Okoye dopo pochi minuti ha certamente facilitato il compito dei viola, ma la squadra ha mostrato finalmente quell’aggressività e quella voglia di vincere che erano mancate nelle prime quindici giornate. La coppia offensiva Gudmundsson-Kean ha funzionato alla perfezione: l’islandese a svariare tra le linee, l’italiano a occupare l’area di rigore come un centravanti di razza.

Il 5-1 finale all’Udinese è un risultato che fa morale, ma Vanoli sa bene che la strada è ancora lunga. La Fiorentina resta in zona retrocessione e avrà bisogno di conferme nelle prossime settimane per risalire davvero la classifica.

Baroni e la solidità difensiva del Torino

Al Mapei Stadium il Torino di Marco Baroni ha dimostrato di aver ritrovato compattezza e organizzazione. Il tecnico ha optato per un 4-3-1-2 con Vlasic alle spalle di Zapata e Adams, una scelta che ha pagato dividendi soprattutto in fase di non possesso.

I granata hanno concesso pochissimo al Sassuolo, pur soffrendo la vivacità di Laurienté sulla sinistra. Il terzetto di centrocampo composto da Asllani, Tameze e Gineitis ha garantito equilibrio e copertura, permettendo ai terzini Lazaro e Pedersen di non sbilanciarsi troppo in avanti.

Il gol di Vlasic su rigore al 66′ ha premiato la pazienza tattica di Baroni: il Torino ha saputo aspettare il momento giusto senza snaturarsi, capitalizzando l’unica vera occasione nitida della ripresa. È il secondo clean sheet consecutivo per i granata, un segnale importante per una squadra che aveva subito 26 gol nelle prime quindici giornate.

Palladino e il piano B dell’Atalanta

A Genova Raffaele Palladino ha dovuto fare i conti con un Genoa ben organizzato e difficile da scardinare. Il tecnico della Dea ha iniziato con un 3-4-2-1 classico, con De Ketelaere e Maldini a supporto di Scamacca, ma la manovra nerazzurra ha faticato a trovare sbocchi contro la difesa a tre di De Rossi.

La partita sembrava destinata allo 0-0, quando Palladino ha cambiato strategia: inserimenti dalla panchina per dare peso offensivo e maggiore presenza sui calci piazzati. Ed è proprio da un corner che è arrivato il gol liberatorio di Hien al 94′, un colpo di testa potente sul quale Leali non ha potuto nulla.

Per l’Atalanta è una vittoria che vale triplo: tre punti conquistati in trasferta, in una partita sporca, dimostrando di saper vincere anche senza brillare. Il Genoa di De Rossi esce a testa alta nonostante la beffa: la squadra ha mostrato ordine tattico e spirito di sacrificio, mancando però di incisività negli ultimi metri.

Lo scontro diretto Cagliari-Pisa

Il 2-2 tra Cagliari e Pisa è stato lo specchio di due squadre che si equivalgono e che lotteranno fino alla fine per la salvezza. Fabio Pisacane ha schierato il suo 4-3-2-1 con Kilicsoy unica punta supportato da Gaetano ed Esposito, mentre Alberto Gilardino ha risposto con il classico 3-5-2 pisano.

La partita è stata un continuo botta e risposta: il Pisa è passato in vantaggio con il rigore di Tramoni, il Cagliari ha pareggiato; i sardi sono andati avanti, i toscani hanno recuperato ancora. Un copione che fotografa il momento delle due squadre: tanta volontà ma poca brillantezza, qualità offensive ma fragilità difensive.

Per entrambe un punto che muove la classifica senza risolvere i problemi strutturali. Gilardino dovrà lavorare sulla fase di non possesso, Pisacane sulla gestione dei momenti chiave della partita.

Come cambia la classifica

Dopo le quattro partite di domenica, la classifica di Serie A presenta questo quadro:

L’Atalanta sale a quota 34 punti e resta aggrappata alle posizioni che contano, in attesa dei recuperi delle squadre impegnate in Supercoppa. Il Torino respira con 21 punti, portandosi al tredicesimo posto e allontanandosi dalla zona pericolosa.

Il Sassuolo resta a 21 punti ma vede i granata raggiungerlo in classifica. Cagliari e Pisa si confermano in lotta per la salvezza, rispettivamente a 17 e 15 punti. La Fiorentina, nonostante la vittoria roboante, rimane in fondo alla classifica con 9 punti ma può finalmente guardare avanti con maggiore fiducia.

Il Genoa subisce un colpo duro al morale, restando a 14 punti in quattordicesima posizione. L’Udinese, sconfitta pesantemente al Franchi, mantiene comunque un discreto margine sulla zona retrocessione con i suoi 21 punti.

I prossimi impegni

La diciassettesima giornata è in programma dopo la pausa natalizia, con il campionato che riprenderà il weekend del 4-5 gennaio. Nel frattempo, le quattro semifinaliste della Supercoppa Italiana (Napoli, Inter, Milan e Bologna) saranno impegnate in Arabia Saudita, con la finale in programma oggi 22 dicembre. I loro recuperi di campionato sono stati fissati per il 14 e 15 gennaio.

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Scritto da

Bruno Bellini, giornalista pubblicista e direttore di Lifestyleblog.it. Fondatore della testata online dal 2011, membro della giuria stampa del Festival di Sanremo.

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