Gudmundsson
Lisa Guglielmi / IPA Sport / IPA

La Fiorentina batte la Dinamo Kiev 2-1: vittoria sofferta che non cancella la crisi

di 11 Dicembre 2025

Al Franchi torna il sorriso, ma solo a metà. La Fiorentina supera 2-1 la Dinamo Kiev nella quinta giornata di Conference League e interrompe una striscia negativa di nove partite consecutive senza vittorie. Un successo importante per la classifica europea, decisamente meno per le certezze di una squadra che continua a mostrare fragilità preoccupanti.

La partita racconta una Fiorentina ancora in balia delle proprie paure. Avanti con Kean nel primo tempo, i viola si fanno riprendere nella ripresa da un gol di Mykhailenko prima che il subentrato Gudmundsson trovi la rete decisiva al 74′. Una dinamica già vista troppe volte in questa stagione maledetta.

Primo tempo: l’illusione di essere guariti

Paolo Vanoli cambia sette undicesimi rispetto alla disfatta contro il Sassuolo e la scelta paga almeno parzialmente. La Fiorentina parte con un atteggiamento diverso, più aggressivo e ordinato, mostrando finalmente quella fame agonistica che era mancata nelle ultime uscite.

Il centrocampo inedito con Richardson al fianco di Nicolussi Caviglia e Ndour garantisce equilibrio e filtro, mentre Dodò sulla destra si conferma uno dei pochi elementi affidabili di questa squadra. È proprio il brasiliano a confezionare l’assist per il vantaggio viola.

Al 18′ il cross dalla destra pesca Kean libero al centro dell’area. L’attaccante della Nazionale stacca di testa e batte Neshcheret, sbloccando una partita che sembrava già indirizzata sui binari giusti. La Fiorentina controlla agevolmente il resto del primo tempo, con la Dinamo Kiev mai pericolosa e incapace di costruire una sola occasione degna di nota.

All’intervallo il 1-0 sembra persino stretto per quanto visto in campo. Eppure chi conosce questa squadra sa bene che il momento più delicato doveva ancora arrivare.

La solita ripresa da incubo

Come un copione già scritto, la Fiorentina nella ripresa si trasforma. I ritmi si abbassano, le distanze tra i reparti si allargano e la Dinamo Kiev prende coraggio. È la fotografia di una squadra che non sa gestire il vantaggio, che si lascia condizionare dalla paura di vincere.

Al 55′ minuto arriva la punizione. Mykhailenko riceve palla al limite dell’area, ha tutto il tempo per coordinarsi e lascia partire un destro che si insacca all’incrocio. De Gea resta immobile, sorpreso dalla traiettoria ma soprattutto dalla leggerezza della difesa viola nel concedere il tiro.

È un gol che avrebbe potuto affondare definitivamente il morale di una squadra già fragilissima. E infatti due minuti dopo Kean spreca in modo clamoroso la chance del 2-1, calciando fuori a porta vuota dopo la spizzata di Viti. Un errore che racconta meglio di mille parole lo stato mentale di questo gruppo.

Gudmundsson: l’uomo giusto al momento giusto

Vanoli al 67′ decide di cambiare tutto. Triplo cambio: fuori Nicolussi Caviglia, Dzeko e Viti, dentro Kouamé, Parisi e soprattutto Albert Gudmundsson. L’islandese era finito nel mirino delle critiche dopo le ultime prestazioni opache, ma questa sera dimostra di avere ancora qualcosa da dire.

Bastano sette minuti per lasciare il segno. Al 74′ Parisi crossa dalla sinistra, Kean colpisce di testa e costringe Neshcheret al miracolo, ma sulla respinta Gudmundsson è il più lesto di tutti a ribadire in rete. È il gol che decide la partita e che regala a Vanoli la prima vittoria sulla panchina viola.

Il finale è di sofferenza controllata. La Fiorentina potrebbe chiuderla ancora con Kean, che però calcia addosso al portiere da posizione favorevolissima. Nel recupero Yarmolenko sfiora il pareggio con un colpo di testa che esce di poco. Alla fine il risultato tiene: 2-1 e tre punti che valgono ossigeno puro.

Cosa non ha funzionato

Sarebbe un errore considerare questa vittoria come la svolta definitiva. La Fiorentina ha battuto una Dinamo Kiev in evidente difficoltà, ultima in trasferta nelle coppe europee e con evidenti limiti strutturali. Il copione della partita, con il solito calo nella ripresa e il gol subito nel momento migliore, conferma che i problemi di questa squadra sono tutt’altro che risolti.

La fragilità mentale resta il nodo principale. Oltre il 60% dei gol subiti in stagione dalla Fiorentina arriva negli ultimi venti minuti, segno di una squadra che non sa gestire la pressione e che si scioglie quando le cose si complicano. Anche questa sera il pareggio ucraino ha rischiato di far crollare tutto.

Sul piano del gioco, la Fiorentina ha mostrato buone trame nel primo tempo ma è tornata a essere prevedibile e sterile nella ripresa. Senza le iniziative individuali di Kean e Gudmundsson, difficilmente sarebbe arrivata la vittoria.

I precedenti e il dato storico

Con questa vittoria la Fiorentina allunga la striscia di imbattibilità contro la Dinamo Kiev a sette partite: quattro successi e tre pareggi nella storia degli incontri europei tra le due formazioni. Un dato che conferma come i viola abbiano sempre avuto una sorta di supremazia psicologica sugli ucraini.

Più in generale, la Fiorentina è imbattuta nei dodici confronti contro squadre ucraine nelle competizioni europee, con otto vittorie e quattro pareggi. Una tradizione che si è confermata anche questa sera, seppur con più fatica del previsto.

La situazione in Conference League

Con questo successo i viola salgono a 9 punti in Conference League, issandosi al settimo posto provvisorio. Un bottino che rende la qualificazione ai playoff praticamente certa e lascia aperte anche le speranze per l’accesso diretto agli ottavi di finale.

La prossima sfida europea è in programma il 18 dicembre con la trasferta a Losanna. Prima però ci sarà da affrontare un impegno ben più delicato: la partita di domenica contro il Verona, scontro diretto salvezza che vale una stagione intera.

Perché questo è il paradosso della Fiorentina: tre vittorie stagionali, tutte in Conference League, e zero successi in campionato dopo quattordici giornate. Una squadra capace di battere avversari europei ma incapace di vincere in Serie A, dove resta all’ultimo posto con soli 6 punti.

Le formazioni ufficiali

Fiorentina (3-5-2): De Gea; Pongracic, Comuzzo, Viti (67′ Parisi); Dodò (86′ Kouadio), Richardson, Nicolussi Caviglia (67′ Gudmundsson), Ndour (79′ Mandragora), Fortini; Dzeko (67′ Kouamé), Kean. Allenatore: Vanoli.

Dinamo Kiev (4-3-3): Neshcheret; Tymchyk, Zakharchenko, Thiare, Dubinchak (69′ Vivcharenko); Pikhalyonok (77′ Yatsyk), Mykhailenko, Shaparenko; Voloshyn, Guerrero (69′ Yarmolenko), Kabaiev (77′ Ogundana). Allenatore: Kostiuk.

Arbitro: Milanovic (Serbia)

Marcatori: 18′ Kean (F), 55′ Mykhailenko (D), 74′ Gudmundsson (F)

Ammoniti: Ndour, Dubinchak, Gudmundsson, Thiare, Vivcharenko, Kouadio

Note: spettatori 8.750, incasso lordo 145.275 euro

Il giudizio finale

La Fiorentina ha vinto, e questo è l’unico dato che conta in una serata dove servivano i tre punti a tutti i costi. Ma chi pensava di vedere una squadra trasformata è rimasto deluso. I problemi restano tutti lì, dalla fragilità difensiva alla difficoltà nel gestire i momenti chiave delle partite.

Gudmundsson e Kean hanno risposto presente quando serviva, e questo è sicuramente un segnale positivo. Ma la vera prova del nove arriverà domenica a Verona, in uno scontro diretto che la Fiorentina non può permettersi di fallire.

Questa vittoria può essere un punto di ripartenza, non certo la soluzione di tutti i mali. Paolo Vanoli lo sa bene, e nelle prossime ore dovrà lavorare soprattutto sulla testa dei suoi giocatori per provare a trasformare questo timido segnale di ripresa in qualcosa di più concreto.

Da non perdere!