Carolyn Smith

Il paradosso di Ballando: tra show e giudizio. Carolyn Smith contro la giuria

di 14 Dicembre 2025

Una cosa è diventata evidente nella semifinale di sabato 13 dicembre 2025: Ballando con le Stelle non sa più bene quale sia il suo compito. Invita i vip a competere, ma non per ballare davvero – almeno, non solo. Poi se osi sottolinearlo, passi per ingenuo. È il grande equivoco del programma di cui nessuno parla apertamente, finché Carolyn Smith non ha deciso di dirlo pubblicamente.

Quello che la presidente della giuria ha fatto è stato semplicemente dire ciò che ormai è evidente a chiunque guardi il programma: alcuni suoi colleghi giudicano le persone, non le esibizioni. Le simpatie e le antipatie contano più della tecnica. È una dinamica che inquina il voto e che crea quella strana alchimia per cui alcuni concorrenti godono di una specie di clemenza costante, mentre altri – come Paolo Belli – si ritrovano sotto una valanga di critiche che non hanno nulla a che fare con i passi.

Cosa è successo davvero con Paolo Belli

Paolo Belli e Anastasia Kuzmina si sono esibiti in un boogie che, almeno sulla carta, avrebbe dovuto essere una prestazione solida considerando il percorso del conduttore storico del programma. Invece, la giuria ha letteralmente demolito l’esibizione: Ivan Zazzaroni e Fabio Canino hanno sentenziato che non era nemmeno un ballo da semifinale. Guillermo Mariotto, nel frattempo, ha fatto il verso a Sara Di Vaira – che dal bordo campo stava difendendo Belli dicendo che a livello tecnico non aveva nulla che non andasse – sussurrando ripetutamente “bla, bla, bla” come se stesse assistendo a una commedia. A quel punto Carolyn Smith è esplosa: non poteva più sopportare l’accanimento coordinato e l’evidente doppio standard nei giudizi. Non era tanto la critica in sé a infastidirla, quanto la modalità: attaccare non la performance ma la persona, le scelte di vita, la “sua presenza”.

“Voi vi siete accaniti contro Paolo, lui ha fatto una scelta, ha scelto di portare se stesso sul palco e a voi non va bene. Bisogna tenere in considerazione la presenza di Paolo, ha fatto tutto quello che gli è stato chiesto e lo ha fatto bene”.

E quando i colleghi hanno tentato di difendersi, lei non ha avuto remore:

“Io sono l’esperta qui”.

Esattamente quello che il pubblico stava pensando, detto con la sicurezza di chi sa di avere ragione.

Quello che emerge con chiarezza ancora maggiore, però, è un’altra meccanica: Ballando “divora” i suoi stessi pilastri. Per dimostrare di essere imparziale, il programma non ha scelta se non quella di affossare sistematicamente le persone che lo hanno costruito. Tre anni fa è toccato a Lorenzo Biagiarelli, colpevole di essere il compagno di una giurata. Quest’anno è il turno di Belli, che ha avuto “il torto” di dire sì a Milly dopo tanti anni di carriera nel programma. Anziché premiarne il coraggio, lo si demolisce per mostrare che nessuno è intoccabile.

Il punto è questo: Ballando deve decidere cosa vuole essere. Se è una competizione di danza, allora i giudizi devono rispecchiare il ballo. Se è uno show con elementi reality, allora sia coerente e ami le sue creature anziché punirle per il sospetto di favoritismi. Non puoi stare nel mezzo, lasciando al pubblico da casa il compito di decifrare il codice nascosto delle motivazioni altrui.

Perché, a questo punto, il vero quesito diventa: cosa deve fare un concorrente per ricevere un feedback onesto? Stare zitto quando viene attaccato? Reagire quando merita? Raccontarsi in lacrime come se il ballo fosse una terapia? Il meccanismo è così evidente quest’anno che non serviva un analista per smascherarlo – bastava una Carolyn Smith che dicesse ad alta voce ciò che vediamo tutti.

Bruno Bellini

Bruno Bellini

Direttore Responsabile Lifestyleblog.it - Classe '81, da Monopoli (Bari)
Dal 2015 nella Giuria Stampa del Festival di Sanremo. Dottore in Comuncazione e Multimedia

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