Sono ufficialmente iniziate a Catania le riprese de “L’insabbiato”, opera prima di Rosario Petíx, che firma sia la regia che la sceneggiatura. Un progetto cinematografico ambizioso, ispirato a una vicenda reale e profondamente legata alla storia della Sicilia, che intreccia inchiesta giornalistica, memoria civile e cinema d’autore.
Un cast ricco di nomi prestigiosi
Nel film recitano Vittorio Magazzù, Ester Pantano, Manuela Ventura, David Coco, Filippo Luna, Giovanni Carta, Marilù Pipitone, Domenico Ciaramitaro, Vincenzo Pirrotta e Marcello Mazzarella, con la partecipazione straordinaria di Fabrizio Ferracane, attore amatissimo e pluripremiato.
Il progetto segna il debutto alla regia di Rosario Petíx, autore e sceneggiatore che ha già ottenuto importanti riconoscimenti per la scrittura del film.
Una sceneggiatura premiata a livello internazionale
La sceneggiatura de “L’insabbiato”, scritta da Rosario Petíx, è stata premiata al Matera International Film Festival 2024 da Nick Vallelonga, Premio Oscar per Green Book.
Un riconoscimento che testimonia la forza narrativa e il valore tematico del progetto, capace di fondere verità storica e tensione cinematografica.
La direzione della fotografia è affidata a Giuseppe Riccobene (CCS), che porta nel film la sua esperienza visiva e la sensibilità per la luce e i colori del Sud.
Una storia di verità e coraggio
Ambientato nel 1989, “L’insabbiato” racconta la storia di un giovane giornalista deciso a indagare sui cronisti uccisi dalla mafia. La sua inchiesta lo porterà a scoprire il caso irrisolto di Cosimo Cristina, giovane giornalista siciliano morto in circostanze mai chiarite e poi “insabbiato” per decenni.
Il film affronta con coraggio uno dei capitoli più oscuri della storia italiana recente, mettendo al centro il valore della verità e la libertà di stampa.
Una vicenda che, pur ambientata alla fine degli anni Ottanta, conserva oggi una potenza civile e morale straordinaria, in un Paese che ancora fa i conti con le sue zone d’ombra.
Tratto dal libro “Gli Insabbiati” di Luciano Mirone
L’opera è ispirata al libro d’inchiesta “Gli Insabbiati” del giornalista Luciano Mirone, che per primo ha riportato alla luce la storia di Cosimo Cristina, simbolo di una generazione di cronisti coraggiosi che hanno pagato con la vita la ricerca della verità.
Il film si propone di raccontare non solo un caso giudiziario irrisolto, ma anche il prezzo dell’onestà e del silenzio, esplorando le dinamiche di potere e complicità che hanno caratterizzato il rapporto tra mafia, politica e informazione in Sicilia.
Una produzione radicata nel territorio
“L’insabbiato” è prodotto da Cinemaset srl e Sileo Productions, con il contributo della Sicilia Film Commission, dell’Assessorato al Turismo e Spettacolo della Regione Siciliana, e della Città Metropolitana di Catania (Le Ciminiere).
Il progetto gode anche del patrocinio del Comune di Catania, confermando la volontà di valorizzare la produzione cinematografica locale e le storie che nascono dal territorio.
Catania, set naturale e simbolico
La scelta di Catania come location principale non è casuale: la città diventa scenografia e protagonista allo stesso tempo. Le sue strade, i quartieri popolari, le architetture e il mare raccontano una Sicilia viva, contraddittoria, piena di luce e di dolore.
Attraverso le immagini firmate da Riccobene, il film restituisce l’anima di una terra che lotta da sempre tra bellezza e ingiustizia, passione e memoria.
Un film di denuncia e memoria civile
Con “L’insabbiato”, Rosario Petíx firma un film che unisce impegno civile e tensione narrativa, proseguendo la tradizione del grande cinema d’inchiesta italiano.
L’opera affronta temi universali — la ricerca della verità, la libertà di stampa, la giustizia — e li declina attraverso una vicenda siciliana che parla al cuore e alla coscienza di tutti.
Attraverso lo sguardo del protagonista, il film diventa anche un omaggio a tutti i giornalisti che hanno sfidato l’omertà, raccontando i fatti con coraggio e onestà.
Un esordio che promette intensità e autenticità
“L’insabbiato” non è solo un debutto registico: è una dichiarazione d’intenti.
Con il suo stile diretto e realistico, Rosario Petíx porta sul grande schermo un racconto necessario, che affonda le radici nella storia recente ma parla al presente, con un linguaggio cinematografico autentico e privo di retorica.
Il film rappresenta una nuova voce del cinema siciliano, capace di fondere emozione, denuncia e riflessione, nel solco dei grandi autori che hanno raccontato il Sud con verità e sensibilità.