Quando lo scorso ottobre Carlo Conti annunciò al Tg1 il nome del conduttore di Sanremo Giovani 2025, molti telespettatori si chiesero chi fosse quel volto sconosciuto alla televisione generalista. A distanza di tre puntate, la risposta è chiara: Gianluca Gazzoli è stata una scelta azzeccata, una scommessa vinta dal direttore artistico del Festival che ha saputo guardare oltre i confini della TV tradizionale.
Un volto nuovo per la televisione, non per i giovani
La scelta di Gazzoli rappresenta un cambio di paradigma importante per la Rai. Per la prima volta, la conduzione di un programma legato al marchio Sanremo viene affidata a un personaggio che ha costruito la propria carriera principalmente nel mondo dei podcast e della radio, lontano dai riflettori televisivi.
Per il pubblico over 40, il nome di Gazzoli poteva suonare sconosciuto. Ma per la Generazione Z e i Millennials il discorso è completamente diverso. Il conduttore vigevanese è infatti il volto di Passa dal BSMT, uno dei podcast italiani più seguiti e apprezzati, che ha collezionato milioni di visualizzazioni e ascolti grazie a oltre 240 interviste con ospiti del calibro di Jared Leto, Valentino Rossi, Ben Affleck, Matt Damon, Laura Pausini, Gianni Morandi, Andrea Bocelli e Jovanotti.
La visione strategica di Carlo Conti
La decisione di Conti non è stata casuale. Il direttore artistico ha compreso che per parlare ai giovani artisti e al pubblico under 30 serviva un conduttore capace di parlare il loro linguaggio. E chi meglio di un podcaster di successo, abituato a conversazioni autentiche e prive di filtri?
Gazzoli porta sul palco di Sanremo Giovani esattamente quello che ha reso grande il suo Basement: un approccio empatico e contemporaneo, la capacità di mettere a proprio agio gli interlocutori, uno stile che privilegia l’ascolto rispetto al protagonismo. Elementi che si sono rivelati perfetti per accompagnare 24 giovani talenti verso il sogno dell’Ariston.
Una conduzione fresca e coinvolgente
Le prime tre puntate hanno confermato le aspettative. Gazzoli ha saputo gestire le sfide dirette con equilibrio, senza mai sovrastare i protagonisti della serata ma garantendo ritmo e fluidità alla trasmissione. Il suo stile è quello del fratello maggiore più che del conduttore tradizionale, come lui stesso ha definito il suo ruolo.
La sua naturalezza davanti alle telecamere non deve sorprendere. Nonostante sia un volto nuovo per la TV generalista, Gazzoli vanta esperienze significative in ambito Rai: nel 2017 ha condotto la diretta del Festival di Sanremo per Rai Radio2 insieme ad Andrea Delogu e Gianfranco Monti, e ha partecipato a programmi come The Voice e Quelli che il calcio.
Il ponte tra due mondi
La vera forza della scelta di Conti sta nella capacità di Gazzoli di costruire un ponte tra il mondo digitale e quello televisivo tradizionale. Il conduttore è contemporaneamente voce di Radio Deejay con il programma Gazzology e star del web con il suo podcast, rappresentando quella figura ibrida che la televisione moderna cerca disperatamente.
Sanremo Giovani, con il suo pubblico naturalmente giovane e orientato al digitale, era il terreno ideale per questo esperimento. E i risultati stanno dando ragione a chi ha creduto in questa scelta coraggiosa.
Una storia personale di coraggio
Dietro il sorriso e la professionalità di Gazzoli c’è una storia personale che ispira. All’età di 15 anni, mentre coltivava la passione per il basket, gli è stato diagnosticato un problema cardiaco che lo ha costretto ad abbandonare l’attività agonistica. Da allora vive con un defibrillatore impiantato sotto il petto.
Una sfida che non lo ha fermato, anzi lo ha spinto a raccontare storie di resilienza. Lo scorso ottobre è uscito in libreria con Anche quando nessuno ci crede – La rivincita degli underdog, un volume che raccoglie le testimonianze di chi, partendo sfavorito, è riuscito a ribaltare ogni pronostico.
La vita privata e il dolore recente
Gazzoli è sposato con Sara Bolla e papà di due bambine. Una famiglia che racconta spesso con discrezione e gratitudine sui propri canali social. La chiamata alla conduzione di Sanremo Giovani è arrivata in un momento particolarmente doloroso: pochi mesi prima aveva perso la madre Giovanna, scomparsa a 65 anni per malattia.
Il conduttore ha raccontato di aver pensato immediatamente a lei quando ha saputo dell’incarico, sottolineando come i momenti più belli amplificano quelli brutti e di essere convinto che nulla accada per caso.
Il sogno Sanremo
Alla domanda se sogni un giorno di condurre il Festival di Sanremo, Gazzoli non si è nascosto: è un pensiero che ha fatto, anche se per ora resta concentrato sull’esperienza di Sanremo Giovani che rappresenta già un sogno che si realizza.
La semifinale del 9 dicembre e la finale del 14 dicembre su Rai 1 rappresentano i prossimi appuntamenti in cui il conduttore avrà l’occasione di confermare quanto di buono mostrato finora, magari al fianco di Carlo Conti nell’ultima serata dal Teatro del Casinò di Sanremo.