Linea Verde Italia con Monica Caradonna e Tinto
Linea Verde Italia con Monica Caradonna e Tinto

Linea Verde Italia 18 ottobre su Rai 1: Taranto tra innovazione e tradizione

di 17 Ottobre 2025

Il sabato mattina di Rai 1 si arricchisce di un viaggio affascinante in una delle città più complesse e interessanti del Sud Italia. Linea Verde Italia, il programma condotto da Monica Caradonna e Tinto e dedicato ai temi dell’innovazione e della sostenibilità, torna sabato 18 ottobre alle 12.25 con una puntata interamente dedicata a Taranto, la celebre “città dei due mari”.

Taranto: un territorio dinamico tra storia e futuro

I conduttori andranno alla scoperta di un territorio quanto mai dinamico, che unisce storia e innovazione, natura e tecnologia, tradizioni popolari e scienza. Taranto rappresenta infatti un caso unico nel panorama italiano: una città dalle radici antiche risalenti alla Magna Grecia, ma con uno sguardo proiettato costantemente verso il futuro, sempre più orientato all’ecologia e all’economia “green”.

Questa dualità rende Taranto particolarmente interessante: da un lato il peso di una storia millenaria che ha lasciato testimonianze archeologiche e culturali di straordinario valore, dall’altro la necessità e la volontà di reinventarsi, di superare le criticità legate all’inquinamento industriale e di costruire un nuovo modello di sviluppo basato sulla sostenibilità ambientale e sulla valorizzazione delle risorse naturali e culturali.

Le radici antiche di Taranto non sono solo un patrimonio da conservare, ma rappresentano anche una fonte di ispirazione capace di orientare il futuro della città. La consapevolezza di appartenere a una tradizione culturale importante alimenta la determinazione a costruire un domani migliore, in cui economia, ambiente e qualità della vita possano convivere armoniosamente.

A bordo di un catamarano: ricercatori per un giorno

L’avventura di Monica e Tinto inizierà in modo spettacolare: a bordo di un catamarano, trasformandosi in “ricercatori per un giorno”, i due conduttori andranno a conoscere le caratteristiche dei grandi cetacei che nuotano nel Golfo di Taranto. Questo tratto di mare è infatti frequentato da diverse specie di cetacei, dalle stenelle ai tursiopi, fino ai più imponenti capodogli e balenottere.

Il Golfo di Taranto, grazie alle sue caratteristiche morfologiche e alla ricchezza di plancton e fauna ittica, rappresenta un’area di fondamentale importanza per la vita marina del Mediterraneo. La presenza costante di cetacei è un indicatore della qualità ambientale di queste acque e dell’abbondanza di risorse alimentari.

L’esperienza in mare permetterà ai conduttori di avvicinarsi a questi magnifici animali nel loro habitat naturale, osservandone i comportamenti, comprendendo le loro abitudini alimentari, le dinamiche sociali e le rotte migratorie. Accompagnati da biologi marini ed esperti di cetologia, Monica e Tinto spiegheranno al pubblico l’importanza della tutela di queste specie e delle misure necessarie per garantire la conservazione del loro ambiente.

Questa parte della puntata avrà anche una forte valenza educativa, sensibilizzando il pubblico sull’importanza della biodiversità marina e sui rischi che le attività umane possono rappresentare per questi animali: dall’inquinamento acustico provocato dal traffico marittimo, alla plastica in mare, fino agli scontri con le imbarcazioni.

Il Castello Aragonese e il Ponte Girevole: storia e ingegneria

Dal mare alla terra, i conduttori visiteranno due simboli di Taranto: il Castello Aragonese e il Ponte Girevole, che incarnano ancora oggi l’anima della città. Qui scopriranno la storia più antica e un esempio di ingegneria risalente agli anni Cinquanta del secolo scorso.

Il Castello Aragonese, o Castel Sant’Angelo, è una imponente fortificazione che domina l’ingresso del Mar Piccolo. Costruito nel XV secolo dagli Aragonesi su preesistenti strutture bizantine, il castello rappresenta un esempio straordinario di architettura militare medievale. Le sue possenti mura, i torrioni circolari, i camminamenti e le sale interne raccontano secoli di storia, di battaglie, di dominazioni diverse che si sono succedute nel controllo di questa città strategica.

La visita al castello permetterà di comprendere l’importanza strategica di Taranto nel corso dei secoli, punto di controllo fondamentale sul Mediterraneo orientale e baluardo difensivo contro le incursioni dal mare. Oggi il castello è visitabile e ospita eventi culturali, rappresentando un ponte ideale tra passato e presente.

Il Ponte Girevole, invece, è un’icona di ingegneria moderna e un elemento identitario fortissimo per i tarantini. Realizzato negli anni Cinquanta, questo ponte mobile collega il borgo antico con il borgo nuovo, permettendo il passaggio delle navi militari dirette all’arsenale. Il suo meccanismo di rotazione, che consente di aprire un varco per il transito delle imbarcazioni, è un esempio di ingegneria navale e civile di grande fascino.

Il ponte è diventato nel tempo un simbolo della città, un luogo carico di significati che rappresenta il legame tra le due anime di Taranto: quella antica e quella moderna, quella civile e quella militare, quella commerciale e quella industriale. Quando il ponte si apre, l’intera città si ferma, creando un momento di sospensione che i tarantini vivono con un misto di orgoglio e familiarità.

Beleolico: energia rinnovabile dal mare

Spazio anche all’energia rinnovabile, grazie al Beleolico, il primo parco eolico marino del Mediterraneo. Questo impianto rappresenta un esempio concreto di come Taranto stia investendo nella transizione energetica, cercando di affiancare alle attività industriali tradizionali nuove forme di produzione di energia pulita e sostenibile.

Il Beleolico è composto da turbine eoliche installate in mare aperto, che sfruttano la forza del vento per produrre energia elettrica senza emissioni inquinanti. Questo tipo di impianti rappresenta il futuro della produzione energetica, combinando efficienza, sostenibilità e ridotto impatto ambientale.

Linea Verde Italia mostrerà come funziona l’impianto, quali sono i vantaggi dell’energia eolica marina rispetto ad altre fonti, e come progetti di questo tipo possano contribuire concretamente alla riduzione delle emissioni di gas serra e alla lotta contro i cambiamenti climatici. Verrà anche affrontato il tema dell’impatto paesaggistico e ambientale di queste installazioni, mostrando come la tecnologia moderna possa minimizzare gli effetti negativi sull’ecosistema marino.

Il Dolphin Refuge: rifugio europeo per delfini

Nell’arcipelago delle Cheradi, formato dalle isole di San Pietro e San Paolo a poca distanza dalla costa, i conduttori andranno poi alla scoperta del primo rifugio per delfini in Europa, il San Paolo Dolphin Refuge, importante centro per la tutela e il recupero dei delfini, animale simbolo di Taranto.

Questo centro rappresenta un’eccellenza a livello continentale nella cura e nella riabilitazione dei cetacei in difficoltà. Il Dolphin Refuge accoglie delfini che non possono essere liberati in natura perché nati in cattività o perché hanno subito traumi che ne hanno compromesso la capacità di sopravvivere autonomamente. Qui gli animali trovano un ambiente il più possibile simile al loro habitat naturale, con ampi spazi marini dove possono nuotare liberamente.

La struttura si occupa anche di ricerca scientifica sui comportamenti dei delfini, sulla loro comunicazione, sulle loro capacità cognitive, contribuendo ad ampliare le conoscenze su questi straordinari mammiferi marini. Inoltre, svolge un’importante funzione educativa, sensibilizzando il pubblico sulla necessità di proteggere i cetacei e l’ambiente marino in cui vivono.

Monica e Tinto incontreranno i ricercatori e i veterinari che lavorano nel centro, scoprendo le storie degli animali ospitati, le tecniche di riabilitazione utilizzate e l’importanza di questo tipo di strutture per la conservazione delle specie marine. Il delfino è da sempre considerato l’animale simbolo di Taranto, presente anche nello stemma cittadino, a testimonianza del legame profondo tra la città e il mare.

La Cattedrale di San Cataldo: spiritualità e innovazione

Nella città vecchia, Monica e Tinto visiteranno la Cattedrale di San Cataldo, cuore spirituale di un progetto che unisce accessibilità, arte e innovazione. La cattedrale, dedicata al patrono della città, è uno degli edifici religiosi più importanti della Puglia, con una storia che affonda le radici nel periodo bizantino.

La Cattedrale di San Cataldo custodisce tesori artistici di grande valore: affreschi, mosaici, opere d’arte sacra che raccontano secoli di devozione e di storia. Ma ciò che rende particolarmente interessante questa visita è il progetto di valorizzazione che ha interessato l’edificio, rendendolo più accessibile a tutti e utilizzando tecnologie innovative per migliorare l’esperienza di visita.

L’integrazione tra patrimonio storico-artistico e nuove tecnologie rappresenta una delle sfide più importanti per la valorizzazione dei beni culturali. La cattedrale di Taranto è un esempio di come sia possibile rispettare l’integrità di un monumento antico introducendo al contempo soluzioni moderne che ne migliorano la fruibilità e ne ampliano la conoscenza.

Il programma mostrerà come l’accessibilità sia diventata una priorità, con interventi che permettono anche alle persone con disabilità motorie di visitare tutti gli spazi della cattedrale, e come l’utilizzo di tecnologie digitali possa arricchire la comprensione della storia e dell’arte contenute nell’edificio.

Le “remine”: donne che vogano nella tradizione

L’itinerario sarà anche l’occasione per conoscere il territorio tarantino a partire dai suoi protagonisti. Particolarmente significativo sarà l’incontro con le “remine”, donne che rinnovano la tradizione millenaria della voga. Le remine sono le donne remiere di Taranto, che praticano la voga alla veneta a bordo delle tradizionali imbarcazioni utilizzate storicamente per gli spostamenti nel Mar Piccolo.

Questa tradizione, che rischiava di andare perduta, è stata recuperata e rivitalizzata proprio grazie all’impegno di queste donne che hanno deciso di imparare l’antica arte della voga e di trasmetterla alle nuove generazioni. Le remine rappresentano un esempio perfetto di come le tradizioni possano essere mantenute vive attraverso l’impegno delle comunità locali e come possano anche evolversi, includendo protagonisti che storicamente ne erano esclusi.

Il programma racconterà le loro storie, le motivazioni che le hanno spinte a intraprendere questa attività, le difficoltà incontrate e le soddisfazioni ottenute. Sarà anche un’occasione per mostrare la bellezza del Mar Piccolo, specchio d’acqua interno protetto dove si pratica la mitilicoltura e dove la voga rappresenta uno dei modi più autentici per scoprire il territorio.

La Gravina di Laterza: convivenza tra uomo e natura

Tappa anche alla Gravina di Laterza, dove uomo e natura hanno imparato a convivere dai tempi più remoti. Le gravine sono profonde incisioni carsiche tipiche dell’area ionico-tarantina, veri e propri canyon scavati dall’erosione nel corso di millenni. Questi ambienti naturali ospitano un ecosistema unico, con flora e fauna specializzate, e rappresentano anche importanti siti archeologici.

La Gravina di Laterza è una delle più spettacolari, con pareti a strapiombo che raggiungono i 200 metri di altezza. All’interno della gravina si trovano grotte che sono state abitate fin dalla preistoria, insediamenti rupestri, chiese scavate nella roccia, testimonianze di una lunga storia di presenza umana che ha saputo adattarsi a questo ambiente particolare.

Il programma mostrerà la straordinaria biodiversità di questi luoghi, con specie vegetali e animali rare, alcune delle quali endemiche. Verrà anche raccontata la storia dell’insediamento umano nelle gravine, dalle prime comunità preistoriche fino agli insediamenti monastici medievali, mostrando come l’uomo abbia saputo sfruttare le risorse offerte da questi ambienti senza distruggerli.

Le tartarughe Caretta caretta di Castellaneta Marina

Sulle spiagge di Castellaneta Marina, i conduttori assisteranno a uno degli spettacoli più emozionanti che la natura possa offrire: la nascita delle tartarughe Caretta caretta che scelgono questo luogo per nidificare. Le tartarughe marine sono una specie protetta e la loro presenza sulle coste italiane rappresenta un indicatore importante della qualità ambientale.

Ogni anno, tra estate e autunno, le femmine di Caretta caretta tornano sulle spiagge dove sono nate per deporre le uova. Dopo circa due mesi di incubazione sotto la sabbia, le piccole tartarughe emergono e si dirigono istintivamente verso il mare, iniziando un viaggio che le porterà a percorrere migliaia di chilometri nel Mediterraneo.

Linea Verde Italia racconterà il lavoro dei volontari e dei biologi che monitorano le nidificazioni, proteggono i nidi dai predatori e dalle attività umane, e documentano questo fenomeno straordinario. Verrà spiegata l’importanza di proteggere le spiagge di nidificazione, riducendo l’inquinamento luminoso e limitando il disturbo antropico durante i periodi critici.

La visione delle piccole tartarughe che emergono dalla sabbia e si dirigono verso il mare è uno dei momenti più toccanti che la natura possa offrire, e rappresenta un potente simbolo di speranza per la conservazione della biodiversità.

Il Rione dei Santi Medici: tra mito e fede

Visitando il Rione dei Santi Medici di Massafra, Monica e Tinto faranno conoscere al pubblico un mondo sospeso tra mito e fede, dove i vicoli di tufo custodiscono leggende di “Masciari”, guaritori e riti popolari, che ancora oggi rivivono nelle manifestazioni culturali.

I “Masciari” erano figure tradizionali della cultura popolare del Sud Italia, persone ritenute capaci di guarire attraverso formule magiche, erbe medicinali e rituali tramandati oralmente. Queste figure, a metà tra medicina popolare e superstizione, rappresentavano un punto di riferimento importante per le comunità rurali che non avevano accesso alla medicina moderna.

Il Rione dei Santi Medici prende il nome dai santi Cosma e Damiano, medici e martiri cristiani considerati i protettori dei guaritori. Il quartiere conserva ancora oggi un’atmosfera particolare, con i suoi vicoli stretti scavati nel tufo, le abitazioni rupestri, le piccole chiese e gli angoli carichi di storia e di memorie.

Linea Verde Italia mostrerà come queste tradizioni vengano mantenute vive attraverso manifestazioni culturali, rievocazioni storiche e la trasmissione orale delle storie e delle leggende legate a questi luoghi. Si tratta di un patrimonio immateriale prezioso, che racconta molto sulla cultura, sulle credenze e sulla vita quotidiana delle generazioni passate.

Ricetta del territorio con prodotti a km 0

Ed è proprio qui, nel Rione dei Santi Medici, che i conduttori illustreranno una ricetta del territorio con prodotti a km 0, celebrando le eccellenze enogastronomiche della zona tarantina. La cucina pugliese, e quella tarantina in particolare, è nota per la sua semplicità e genuinità, basata su ingredienti freschi e locali.

La puntata si concluderà quindi con un momento dedicato alla gastronomia tradizionale, mostrando come i prodotti del territorio – ortaggi, legumi, olio extravergine d’oliva, pesce fresco, formaggi – possano essere trasformati in piatti gustosi e salutari secondo ricette tramandate da generazioni.

L’utilizzo di prodotti a km 0 rappresenta anche una scelta sostenibile, che riduce l’impatto ambientale dei trasporti, sostiene l’economia locale e garantisce la massima freschezza e qualità degli ingredienti. Monica e Tinto mostreranno come la valorizzazione delle produzioni locali sia un elemento fondamentale per lo sviluppo sostenibile del territorio.

Un viaggio completo tra passato, presente e futuro

La puntata di Linea Verde Italia dedicata a Taranto rappresenterà un viaggio completo attraverso le molteplici anime di questa città affascinante e complessa. Dall’innovazione tecnologica delle energie rinnovabili alle antiche tradizioni della voga, dalla tutela dei cetacei alla conservazione del patrimonio culturale, dalla natura incontaminata delle gravine alla spiritualità delle chiese rupestri, ogni tappa racconterà un aspetto diverso ma complementare di un territorio che sta cercando di reinventarsi senza perdere la propria identità.

L’appuntamento è fissato per sabato 18 ottobre alle 12.25 su Rai 1, per scoprire come Taranto, la città dei due mari, stia costruendo il proprio futuro valorizzando le straordinarie risorse naturali e culturali di cui dispone, in un percorso di transizione verso un modello di sviluppo più sostenibile e rispettoso dell’ambiente e delle persone.

Betty Barletta

Betty Barletta

Caporedattore di Lifestyleblog.it. Adoro il mondo del Lifestyle

Da non perdere!