Stefano Buttafuoco conduce Haka su Rai3

Haka Rai 3: il programma che ogni giovane dovrebbe vedere (e perché)

Perché guardare il format di Stefano Buttafuoco sulla Generazione Z
di 26 Ottobre 2025

In un panorama televisivo spesso accusato di aver perso il contatto con le nuove generazioni, Haka rappresenta una boccata d’aria fresca e necessaria. Il programma condotto da Stefano Buttafuoco su Rai 3 ogni domenica alle 13:00 non è l’ennesimo talk show, ma un vero spazio di ascolto, dialogo e opportunità concrete per i giovani italiani. Ecco perché merita di essere seguito.

Un titolo che è già un manifesto

Il nome Haka non è casuale. Prende ispirazione dalla celebre danza cerimoniale del popolo Maori, originario della Nuova Zelanda, resa famosa in tutto il mondo dagli All Blacks, la leggendaria squadra di rugby neozelandese che la esegue prima di ogni partita come rito di forza e unione.

La Haka è simbolo di gioia, coraggio, appartenenza e determinazione: esattamente i valori che questo format vuole trasmettere alle nuove generazioni. Un urlo collettivo di chi vuole affermare la propria identità e costruire il proprio futuro, proprio come fanno i Maori attraverso la loro danza di guerra trasformata in manifestazione di libertà.

Haka con Stefano Buttafuoco
Haka con Stefano Buttafuoco

Televisione pubblica che fa servizio pubblico vero

Realizzato in collaborazione con il Ministro per lo Sport e i Giovani, attraverso il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Haka è un esempio di come la Rai possa e debba utilizzare il proprio mandato di servizio pubblico.

Il programma si articola intorno a quattro grandi progetti concreti pensati per favorire la crescita personale e professionale dei giovani italiani tra i 14 e i 35 anni:

  • Partecipazione sociale: percorsi per mettersi in gioco nelle comunità locali
  • Lavoro e formazione: opportunità concrete, bandi, orientamento professionale
  • Servizio Civile Universale: come candidarsi e quali opportunità offre
  • Sport come leva sociale: il valore educativo della pratica sportiva

Non si tratta di belle parole o slogan vuoti, ma di informazioni pratiche: indirizzi, scadenze, sportelli a cui rivolgersi, esempi concreti di chi ha già cambiato vita grazie a questi progetti.

Un conduttore che sa ascoltare

Haka con Stefano Buttafuoco
Haka con Stefano Buttafuoco

Stefano Buttafuoco, giornalista Rai già noto al pubblico per programmi come “UnoMattina”, “Storie Italiane” e soprattutto “Il Cacciatore di Sogni” (format dedicato alle storie di inclusione che gli è valso riconoscimenti importanti), guida Haka con uno stile diretto, empatico e mai retorico.

La sua capacità di entrare in empatia con gli ospiti e di porre domande dirette senza filtri rende ogni puntata un momento di confronto autentico, lontano dalla superficialità che spesso caratterizza la TV generalista.

Il vero cuore: il pubblico under 35

Ciò che rende Haka davvero speciale è la presenza costante in studio di un pubblico di ragazzi e ragazze under 35. Non sono semplici spettatori passivi, ma protagonisti attivi del programma.

Con loro si commentano testimonianze e servizi girati in tutta Italia, si raccolgono dubbi pratici su tempi, requisiti e certificazioni, si creano momenti di confronto vero. Il programma diventa così una palestra di idee, uno spazio dove i giovani possono riconoscersi, sentirsi parte attiva del Paese e scoprire che esistono opportunità concrete a loro disposizione.

Un linguaggio che parla alla Generazione Z

Haka non fa l’errore di “parlare ai giovani” dall’alto. Il programma utilizza un linguaggio diretto, chiaro e autentico, senza scadere nel tentativo goffo di sembrare “trendy” o di imitare i social.

Il tono resta semplice, le informazioni sono pratiche, gli esempi concreti. Come sottolinea una delle recensioni: “Niente slogan: indirizzi, scadenze, esempi concreti. Orientamento su cosa serve per candidarsi, racconti dal campo di giovani che hanno cambiato rotta”.

Questo approccio pragmatico è esattamente ciò di cui la Generazione Z ha bisogno: meno retorica, più sostanza.

Storie vere, non finzione patinata

Ogni puntata include servizi girati in tutta Italia che raccontano storie vere di giovani che ce l’hanno fatta: chi ha trovato lavoro grazie a un progetto PNRR, chi ha scoperto la propria vocazione attraverso il Servizio Civile, chi ha utilizzato lo sport come strumento di riscatto sociale.

Questi racconti dal campo dimostrano che le opportunità esistono davvero e che funzionano. Non sono favole a lieto fine, ma testimonianze concrete che possono ispirare altri ragazzi a provare le stesse strade.

Servono più programmi come Haka: il caso Generazione Z

La televisione italiana avrebbe bisogno di molti più programmi dedicati alla Generazione Z come Haka. Un precedente importante, purtroppo chiuso dalla Rai, è stato “Generazione Z” condotto da Monica Setta su Rai 2 dal 2022 al 2025.

Generazione Z 30 maggio
Haka Rai 3: il programma che ogni giovane dovrebbe vedere (e perché)

Il programma di Monica Setta era nato con l’ambizione di raccontare i giovani stretti tra pandemia e guerra in Ucraina, affrontando temi come politica, economia, rapporti familiari e social con un approccio diretto e senza filtri. Nonostante ascolti tutt’altro che negativi – con punte del 6-7% di share in terza serata e una media intorno al 4-5% – il programma è stato cancellato nell’ambito dei tagli alla programmazione notturna.

La chiusura di “Generazione Z” è stata una decisione discutibile della Rai, che ha privato il servizio pubblico di uno spazio importante di dialogo intergenerazionale proprio quando ce n’era più bisogno. Monica Setta aveva costruito un format solido, che cresceva negli ascolti e che rappresentava un ponte fondamentale tra genitori e figli, tra istituzioni e nuove generazioni.

Ecco perché l’arrivo di Haka assume un significato ancora più importante: non possiamo permetterci di perdere altri programmi dedicati ai giovani. La televisione pubblica ha il dovere di dare spazio e voce alla Generazione Z, investendo in formati coraggiosi anche quando la collocazione oraria non è delle più favorevoli.

Il coraggio di essere controcorrente

In una domenica televisiva dominata da calcio, talent show e programmi di intrattenimento leggero, Haka ha il coraggio di proporre contenuti sostanziosi in una fascia oraria (le 13:00) tradizionalmente difficile.

Come ha affermato Buttafuoco: “Troppi programmi simili, troppa omologazione, poco coraggio nella scelta dei temi trattati. La TV cambia troppo lentamente e intanto perde quote di mercato e di interesse”.

Haka rappresenta proprio quel cambio di passo che serve: un programma che prova a ridurre la distanza tra chi cerca una strada e chi offre strumenti per trovarla.

Dove e quando vederlo

Haka – L’urlo dei giovani va in onda ogni domenica alle ore 13:00 su Rai 3. Il programma è disponibile anche in diretta streaming e in replica on demand su RaiPlay, la piattaforma gratuita della Rai, accessibile da qualsiasi dispositivo.

La stagione prevede diverse puntate che accompagneranno i telespettatori attraverso un viaggio dentro i sogni, le ambizioni e le paure delle nuove generazioni, con l’obiettivo concreto di dare voce a chi costruisce il futuro del Paese.

Conclusione: una scommessa che merita sostegno

Haka è una di quelle scommesse televisive coraggiose che meritano il sostegno del pubblico. Non è un programma perfetto, ma è autentico, necessario e fatto con passione.

In un momento storico in cui i giovani si sentono spesso dimenticati dalle istituzioni e ignorati dai media tradizionali, questo format rappresenta un ponte concreto tra generazioni, tra problemi e soluzioni, tra sogni e opportunità.

Dopo la discutibile chiusura di “Generazione Z” di Monica Setta, la Rai ha il dovere di sostenere Haka e dimostrare che il servizio pubblico crede davvero nei giovani. Non possiamo permetterci di perdere un altro programma di qualità dedicato alla Generazione Z solo per logiche di palinsesto o di spending review.

Vale la pena dargli una possibilità e farlo crescere. Perché quando la televisione pubblica fa davvero servizio pubblico e investe sui giovani, merita di essere premiata con l’ascolto, la fiducia e il sostegno degli spettatori.

Bruno Bellini

Bruno Bellini

Direttore Responsabile Lifestyleblog.it - Classe '81, da Monopoli (Bari)
Dal 2015 nella Giuria Stampa del Festival di Sanremo. Dottore in Comuncazione e Multimedia

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