Un genitore italiano su cinque ammette di aver viaggiato almeno una volta con i figli senza seggiolino. È quanto emerge da una survey di Autohero, che fotografa abitudini e criticità delle famiglie italiane sul tema della sicurezza in auto.
I dati principali
Secondo l’indagine, l’80% utilizza sempre il seggiolino, il 14% non lo impiega mai e il 6% solo in alcune tratte. Un comportamento che colloca l’Italia a metà classifica europea: più virtuosa della Francia (75%), in linea con la Spagna (81%) ma dietro la Germania (86%).
Differenze generazionali
Il dato più evidente riguarda l’età: tra i 30-39enni l’uso regolare arriva al 92%, mentre tra gli over 50 scende al 65%. Una forbice che racconta come i genitori più giovani siano più sensibili e informati, anche grazie a una maggiore esposizione a campagne di sensibilizzazione.
Perché non viene usato
Tra le ragioni più citate:
- difficoltà nell’installazione (34%);
- stress e resistenze dei bambini (32%);
- carenza di informazioni (30%);
- costo del dispositivo (29%).
Il 21% ammette di aver saltato il seggiolino almeno una volta, soprattutto per tragitti brevi.
Le regole del Codice della Strada
L’articolo 172 impone l’uso del seggiolino fino ai 150 cm di altezza. Non rispettare la norma significa sanzioni economiche e perdita di punti patente. Tuttavia, la survey rileva che solo il 56% dei genitori si sente ben informato sulle normative.
Criteri di scelta
Quando acquistano un seggiolino, gli italiani guardano soprattutto a:
- rispetto delle norme di sicurezza (73%);
- comodità per il bambino (61%);
- facilità di installazione (46%);
- test indipendenti ADAC e TCS (44%).
Il prezzo conta, ma meno della qualità.
Tecnologie di bordo
Accanto al seggiolino, i genitori ritengono fondamentali altri dispositivi di sicurezza:
- blocco automatico delle portiere (77%);
- sistema ISOFIX (67%);
- airbag laterali (52%).
Educare alla sicurezza
Metà dei genitori spiega regolarmente ai figli l’importanza delle regole in auto, mentre il 32% lo fa solo saltuariamente. Un dialogo che aiuta a ridurre le resistenze e a costruire una vera cultura della prevenzione.

