Roma-Verona 2-0: Dovbyk e Soulé regalano la vetta a Gasperini

29 Settembre 2025 di 14 min di lettura
Mathias Soulè (Depositphotos)
Mathias Soulè (Depositphotos)

La Roma non si ferma più e conquista la quarta vittoria in cinque partite di Serie A, battendo 2-0 un combattivo Verona all’Olimpico nella quinta giornata del campionato. I giallorossi di Gian Piero Gasperini salgono a quota 12 punti e si issano momentaneamente in vetta alla classifica, eguagliando lo storico avvio dell’era Mourinho 2021/22.

La partita di domenica 28 settembre 2025 si è decisa grazie alle reti di Artem Dovbyk al 7′ e Matías Soulé al 79′, ma soprattutto grazie alle parate miracolose di Mile Svilar, che ha tenuto a galla i suoi nei momenti più difficili. Il Verona ha creato numerose occasioni da gol, sprecate principalmente da Gift Orban, autore anche di una clamorosa traversa colpita a porta vuota. Gli scaligeri rimandano ancora l’appuntamento con la prima vittoria stagionale, rimanendo fermi a 3 punti.

La cronaca della partita all’Olimpico

Dovbyk sblocca subito il match

La Roma parte fortissimo e impiega appena 7 minuti per sbloccare la partita. Un cross perfetto di Zeki Çelik dalla corsia di destra trova la testa di Artem Dovbyk, che con un colpo di testa preciso batte Montipò firmando il suo primo gol stagionale tra campionato ed Europa League. Un’azione che premia le scelte tattiche di Gasperini, che aveva deciso di lanciare a sorpresa l’ucraino dal primo minuto nonostante le prestazioni poco convincenti delle settimane precedenti.

Il gol del vantaggio arriva in un momento in cui la Roma stava dominando il possesso palla, ma l’Hellas non era rimasto a guardare. Già nei primi minuti gli scaligeri avevano dimostrato personalità, cercando di mettere pressione alta sulla costruzione dal basso dei giallorossi.

Il Verona sfiora più volte il pareggio

Dopo il vantaggio romanista, la partita cambia completamente volto. Il Verona prende coraggio e si rende pericolosissimo in più occasioni, tutte con il medesimo protagonista: Gift Orban. L’attaccante nigeriano diventa l’incubo della difesa giallorossa, ma anche il suo peggior nemico per le tante occasioni sprecate.

Al 15′, Belghali centra dalla destra un cross basso perfetto che trova Orban sul secondo palo. Da due passi, l’attaccante colpisce in pieno il volto di Svilar, che si salva clamorosamente deviando in corner. Una parata istintiva ma fondamentale del portiere serbo, che conferma il suo momento di grazia.

Ma l’episodio più incredibile della partita arriva al 28′. Cross perfetto di Bradaric dalla sinistra, la palla sfila davanti alla porta di Svilar e arriva a Orban completamente solo, a un metro dalla porta vuota. Il nigeriano, probabilmente ingannato dal movimento del compagno Giovane che non arriva sul pallone, colpisce clamorosamente la traversa con un tiro che sembrava impossibile sbagliare. L’Olimpico resta incredulo, così come la panchina del Verona.

La Roma gestisce ma senza brillare

Dopo lo scampato pericolo, la Roma prova a riorganizzarsi e a gestire il vantaggio, ma senza mai riuscire a brillare come nelle precedenti uscite. Lorenzo Pellegrini si dimostra uno dei più propositivi, cercando di accendere la manovra giallorossa con i suoi inserimenti e le sue giocate. Soulé prova qualche giocata delle sue, ma senza particolare incisività nella prima frazione.

Al 32′, la Roma va vicina al raddoppio con una splendida azione: Dovbyk controlla, protegge il pallone e lo serve nello spazio a Pellegrini, che si prepara alla conclusione. Il tiro sembra destinato in rete, ma arriva una scivolata provvidenziale di Unai Nunez che salva il Verona mandando la palla in corner.

Il primo tempo si chiude con il risultato di 1-0 per i padroni di casa, ma con la sensazione che il Verona sia ancora in partita e possa sfruttare le difficoltà difensive della Roma.

La ripresa: sofferenza giallorossa e raddoppio liberatorio

L’Hellas riparte forte

Il secondo tempo si apre con lo stesso copione della parte centrale del primo: il Verona spinge alla ricerca del pareggio. Al 46′, Serdar ci prova dalla distanza con un bel tiro che trova però la pronta risposta di un attentissimo Svilar, sempre presente quando chiamato in causa.

Al 51′, altra occasione colossale per il Verona. Giovane si trova in ottima posizione in area dopo un’azione insistita degli scaligeri, ma spara incredibilmente alto sopra la traversa, sprecando una ghiotta opportunità per riequilibrare il match.

L’azione più pericolosa arriva però al 66′, quando Orban supera in velocità Mancini e si presenta a tu per tu con Svilar. Il portiere serbo è ancora una volta miracoloso, uscendo con i tempi perfetti e chiudendo lo specchio al nigeriano. Un intervento da autentico campione che tiene in piedi il risultato in un momento in cui la Roma sembrava davvero in balia degli avversari.

I cambi di Gasperini cambiano la partita

Al 59′, Gasperini decide di cambiare qualcosa: fuori Wesley, Angelino e proprio Dovbyk, dentro Hermoso, Tsimikas e Ferguson. Con questi innesti, Çelik si sposta come esterno di centrocampo sulla destra, mentre Hermoso completa la difesa a tre. I cambi servono a dare nuova linfa e freschezza a una squadra che stava soffrendo troppo.

La mossa si rivela vincente perché, proprio grazie all’ingresso di Ferguson, la Roma trova il gol del 2-0 che chiude definitivamente i conti.

Il raddoppio di Soulé

Al 79′, dopo una fase di grande sofferenza, arriva il gol liberatorio. Pellegrini recupera palla in pressione alta, Ferguson scappa sulla sinistra e serve in area Koné. Dopo un rimpallo fortunoso, la sfera arriva a Soulé che, nonostante i crampi evidenti, da pochi passi non sbaglia e firma il 2-0. È il secondo gol in campionato per l’argentino, il primo all’Olimpico con la maglia giallorossa.

La rete spezza definitivamente le gambe al Verona e regala serenità alla Roma, che può finalmente gestire il finale con più tranquillità. Soulé, visibilmente provato dai crampi, viene subito sostituito da El Shaarawy all’82’.

Gli ultimi brividi e il gol annullato a Orban

Nonostante il doppio svantaggio, il Verona non si arrende e negli ultimi minuti cerca ancora di riaprire la partita. Montipò si supera al 85′ negando il tris prima a El Shaarawy e poi a Cristante, entrambi fermati da grandi parate del portiere scaligero.

Nel recupero arriva l’ultimo episodio controverso: al 95′, su cross di Kastanos appena entrato, Orban devia in rete da pochi passi quello che sembrava il gol della bandiera. L’esultanza dei gialloblù viene però stroncata dall’intervento del VAR, che rileva un tocco di braccio del nigeriano nella deviazione. Il gol viene annullato e il risultato resta sul 2-0.

Dopo 5 minuti di recupero, l’arbitro Feliciani fischia tre volte e sancisce la quarta vittoria stagionale della Roma.

Le prestazioni individuali: Svilar il migliore, Orban il più sfortunato

Roma: Svilar da standing ovation

Il vero MVP della partita è senza dubbio Mile Svilar (voto 7). Il portiere serbo è stato semplicemente straordinario, confermandosi il guardiano più affidabile della porta giallorossa dai tempi di Alisson. Due parate decisive su Orban (quella con il volto al 15′ e l’uscita perfetta al 66′) hanno salvato il risultato nei momenti più delicati. Al 27′ ha anche beneficiato della traversa colpita sempre da Orban, ma poco importa: quando chiamato in causa, Svilar ha sempre risposto presente con interventi da autentico campione.

Artem Dovbyk (voto 7) si è finalmente sbloccato con un gol da centravanti purissimo, dimostrando di saper essere decisivo anche senza brillare per 90 minuti. Il suo colpo di testa al 7′ ha indirizzato la partita e gli ha ridato fiducia dopo settimane difficili. Ha confezionato anche un bell’assist per Pellegrini nel primo tempo e ha vinto il duello fisico con l’ex compagno Nelsson. La scelta di Gasperini di puntare su di lui si è rivelata vincente.

Matías Soulé (voto 6.5) non ha brillato come in altre occasioni, ma è riuscito a trovare il suo secondo gol stagionale nel momento decisivo. Una rete che ha blindato la vittoria e confermato il suo momento positivo. Nonostante i crampi, ha avuto la freddezza di segnare da pochi passi.

Zeki Çelik (voto 6.5) è stato il migliore della difesa romanista, pescando l’assist perfetto per Dovbyk e contenendo discretamente le incursioni avversarie. Nella ripresa si è anche adattato a fare l’esterno di centrocampo dopo i cambi.

Note meno positive per Mancini (5.5) e N’Dicka (5.5), entrambi in difficoltà contro la velocità degli attaccanti veneti. Lo stakanovista francese ha pagato i tanti minuti accumulati nelle ultime settimane, tanto che Gasperini lo ha sostituito al 71′ con Ziolkowski, che ha fatto il suo esordio in maglia giallorossa senza errori (voto 6).

Lorenzo Pellegrini (voto 6) è stato tra i più propositivi ma senza la giocata decisiva. Importante il suo recupero palla nell’azione del 2-0. Anche Koné (voto 6.5) ha giocato una buona partita, meno dirompente del solito ma sempre decisivo con i suoi strappi.

Verona: Orban protagonista in negativo

Il vero protagonista in negativo della partita è stato Gift Orban (voto 5.5). L’attaccante nigeriano ha avuto tre occasioni clamorose per segnare: la prima fermata dal volto di Svilar, la seconda con la traversa a porta vuota, la terza ancora negata dall’uscita del portiere. Nel recupero si è visto anche annullare il gol della bandiera per tocco di braccio. Una giornata da dimenticare per un attaccante che ha dimostrato comunque intraprendenza e capacità di rendersi pericoloso.

Ottima invece la prova di Belghali (voto 6.5), un motorino sulla corsia destra che ha mandato in crisi sotto l’aspetto difensivo sia Angelino che Tsimikas. Ha sfiorato anche la rete con un tiro alto.

Nelsson (voto 6.5) è stato solido in difesa, contenendo bene l’ex compagno Dovbyk per gran parte della gara. Bene anche Montipò (voto 6.5), che ha evitato un passivo più pesante con alcune ottime parate nel finale.

Più in difficoltà invece Akpa Akpro (voto 5), ammonito nel primo tempo e rischiato l’espulsione per un secondo giallo su Pellegrini non estratto dall’arbitro. Zanetti lo ha sostituito all’intervallo con Gagliardini.

I numeri della partita e le statistiche

Record e primati

La vittoria della Roma ha prodotto diversi dati statistici rilevanti:

  • La Roma ha raccolto 12 punti e vinto almeno quattro delle prime cinque gare stagionali di Serie A per la prima volta dal 2021/22 (12 punti e quattro successi anche in quel caso con José Mourinho in panchina)
  • Per la sesta volta nella sua storia la Roma ha ottenuto quattro clean sheet nelle prime cinque gare stagionali di Serie A; i giallorossi non hanno mai fatto meglio nel torneo, record che non capitava dal 2014/15 con Rudi Garcia
  • Artem Dovbyk ha segnato una rete in Serie A per la prima volta dal 4 maggio 2025 (contro la Fiorentina, in casa e di testa anche in quel caso)
  • La Roma è rimasta imbattuta nelle ultime 28 partite casalinghe contro l’Hellas Verona in Serie A (22 vittorie, 6 pareggi). L’ultima vittoria scaligera all’Olimpico risale al 28 gennaio 1973 (1-0 con gol di Emiliano Mascetti)
  • La Roma è la squadra che ha subito meno gol nei Big-5 campionati europei 2025/26: solo uno in cinque partite
  • La Roma ha vinto il 75% delle partite nel 2025 in campionato (18 su 24), record in percentuale di successi per i giallorossi in un singolo anno solare nella loro storia in Serie A

I dati del match

Il possesso palla ha visto una netta prevalenza della Roma con il 62% contro il 38% del Verona. I giallorossi hanno però fatto fatica a tradurre il dominio territoriale in occasioni nitide:

  • Tiri totali: Roma 15, Verona 11
  • Tiri in porta: Roma 6, Verona 8
  • Calci d’angolo: Roma 4, Verona 3
  • Parate decisive: Svilar 4, Montipò 3
  • Cartellini gialli: Verona 4 (Akpa Akpro, Nunez, Gagliardini, Belghali), Roma 0

Il Verona ha dimostrato grande carattere creando più occasioni da gol rispetto ai padroni di casa, ma l’inefficacia sotto porta è costata cara agli scaligeri.

La classifica dopo la quinta giornata

Con questo successo, la Roma sale a 12 punti (4 vittorie, 0 pareggi, 1 sconfitta) e raggiunge momentaneamente la vetta della classifica in attesa del big match serale Milan-Napoli. Un avvio straordinario per la squadra di Gasperini, che ha già eguagliato il miglior inizio dell’era Mourinho.

Particolarmente impressionante il dato difensivo: quattro clean sheet in cinque partite e un solo gol subito (contro il Torino). La solidità difensiva è diventata il marchio di fabbrica di questa Roma, che può contare su un portiere in stato di grazia e una retroguardia sempre più compatta.

Il Verona resta a 3 punti (0 vittorie, 3 pareggi, 2 sconfitte) e scivola in 15ª posizione. Per gli scaligeri è la seconda sconfitta dopo il pesante 0-4 subito sempre all’Olimpico contro la Lazio. Il primo successo stagionale continua a mancare, nonostante le buone prestazioni e la personalità dimostrata anche contro squadre di alto livello come Juventus e Roma.

Le dichiarazioni post-partita

Gasperini: “Bene l’approccio, ma dobbiamo soffrire meno”

L’allenatore della Roma Gian Piero Gasperini (voto 6.5) ha espresso soddisfazione per la vittoria ma anche consapevolezza delle difficoltà: “Abbiamo approcciato bene la partita, sbloccandola subito con Dovbyk. Questo ci ha dato fiducia, ma poi abbiamo sofferto troppo. Il Verona è una squadra combattiva che ci ha messo in difficoltà, soprattutto con Orban che ha avuto occasioni clamorose. Per fortuna abbiamo Svilar, che oggi è stato straordinario con i suoi interventi”.

Sul rientro di Dovbyk: “Artem aveva bisogno di questo gol per sbloccarsi mentalmente. È un grande attaccante e sapevo che prima o poi sarebbe arrivato il momento giusto. La scelta di schierarlo dal primo minuto è stata premiata. Ora deve continuare su questa strada”.

Sulla vetta della classifica: “Siamo contenti di essere lì in alto, ma è ancora presto. L’importante è continuare a lavorare e a crescere come squadra. Abbiamo margini di miglioramento importanti, soprattutto nella gestione dei momenti difficili della partita”.

Zanetti: “Prestazione di carattere, ma servono i gol”

Il tecnico del Verona Paolo Zanetti (voto 6) ha analizzato la sconfitta con lucidità: “Abbiamo fatto una buona prestazione, creando tante occasioni da gol. Purtroppo non siamo stati cinici e questo in Serie A si paga. Orban ha avuto tre-quattro occasioni nitide, compresa quella incredibile della traversa a porta vuota. Dobbiamo essere più concreti”.

Sull’approccio alla gara: “Non abbiamo avuto paura di giocare all’Olimpico contro una Roma in grande forma. Abbiamo messo in campo personalità e qualità, ma alla fine contano i risultati. Dobbiamo continuare a lavorare così, i gol e le vittorie arriveranno. La squadra sta crescendo e lo sta dimostrando anche contro le big”.

Il caso Orban e la sfortuna del Verona

Un capitolo a parte merita la prestazione di Gift Orban, protagonista assoluto della partita ma nel modo sbagliato. L’attaccante nigeriano ha avuto ben quattro occasioni per segnare:

  1. Al 15′, il tiro a due passi fermato dal volto di Svilar
  2. Al 28′, la traversa colpita a porta vuota da un metro
  3. Al 66′, l’uno contro uno con Svilar che gli ha chiuso lo specchio
  4. Al 95′, il gol annullato per tocco di braccio

Una giornata da incubo per un attaccante che aveva dimostrato comunque grande dinamismo e capacità di farsi trovare sempre nelle posizioni giuste. La differenza tra vittoria e sconfitta, in Serie A, spesso sta proprio nella capacità di concretizzare le occasioni create.

I prossimi impegni

Il calendario propone subito nuove sfide per entrambe le squadre:

Roma: giovedì 2 ottobre torna in campo all’Olimpico per la seconda giornata della League Phase di Europa League contro il Lille. Un’occasione per dare continuità anche in campo europeo dopo il successo di Nizza.

Verona: venerdì 4 ottobre trasferta al Mapei Stadium contro il Sassuolo in un vero e proprio scontro salvezza per cercare finalmente la prima vittoria stagionale.

Per la Roma sarà importante gestire le energie tra campionato e coppe, mentre il Verona dovrà necessariamente trovare la via del gol per sbloccarsi e iniziare a fare punti con continuità.

Conclusioni: Roma cinica e fortunata, Verona generoso ma sfortunato

Il Roma-Verona 2-0 ha messo in scena una partita molto più combattuta di quanto dica il risultato finale. I giallorossi hanno vinto grazie alla cinica realizzazione delle loro occasioni (due gol su poche conclusioni pericolose) e soprattutto grazie alle parate decisive di un Svilar in stato di grazia.

Il Verona può recriminare per le tante occasioni sprecate, soprattutto da Orban, e per un pizzico di sfortuna (la traversa a porta vuota è un episodio raro). La squadra di Zanetti ha dimostrato carattere e qualità, mettendo in difficoltà una Roma che non ha brillato come nelle precedenti uscite.

Per Gasperini è la quarta vittoria in cinque partite e il quarto clean sheet, numeri che parlano di una squadra solida e concreta, capace di portare a casa i tre punti anche soffrendo. Il ritorno al gol di Dovbyk è una notizia importante per il prosieguo della stagione, così come la crescita esponenziale di Svilar tra i pali.

Per il Verona, invece, la strada è ancora lunga. Le prestazioni ci sono, il gioco pure, ma servono punti per dare continuità al progetto. L’appuntamento con la prima vittoria è solo rimandato, ma occorre trovare al più presto la via del gol per non complicare ulteriormente la classifica.

Condividi:
Avatar photo
Scritto da

Dalla Puglia con furore. Appassionato di calcio e sport, ma anche di tutto il mondo del Lifestyle.

Vedi tutti gli articoli →