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Roberta Rei: il post sui social che ha commosso l’Italia, storia della iena

di 22 Agosto 2025

Roberta Rei rappresenta uno dei volti più riconoscibili e apprezzati del giornalismo investigativo italiano contemporaneo. Nata a Napoli il 21 agosto 1985, è cresciuta in una famiglia di musicisti appassionati di jazz, un ambiente che ha contribuito a formare la sua sensibilità artistica e il suo carattere determinato.

Il 2025 segna un anno particolare per la giornalista de Le Iene: in occasione del suo 40° compleanno, ha scelto di condividere pubblicamente sui social una delle esperienze più dolorose della sua vita, commuovendo migliaia di follower con il racconto toccante della perdita del figlio che portava in grembo.

La storia di questa giornalista napoletana è un esempio straordinario di come la passione e la perseveranza possano trasformare sogni apparentemente distanti in realtà concrete. Dal mondo dello sport a quello del giornalismo investigativo, Roberta Rei ha saputo costruire una carriera brillante diventando una delle inviate più stimate de Le Iene.

I primi passi: dallo sport al mondo

Fin da giovanissima coltiva la passione per l’atletica leggera, attività che pratica per circa 10 anni. La corsa non era solo un hobby per Roberta, ma una vera e propria disciplina che l’ha accompagnata durante gli anni della formazione, insegnandole l’importanza della costanza e della determinazione.

La svolta cinese arriva quando decide di seguire il suo sogno olimpico. Per arrivare alle Olimpiadi ha dovuto imparare il cinese. È in Cina, dove lavorava come interprete, che ha scoperto il giornalismo. Questa esperienza alle Olimpiadi di Pechino 2008 si rivelerà fondamentale per il suo futuro professionale.

L’amore per la musica e le radici napoletane

Un’altra grande passione di Roberta è la musica, in particolare il genere Jazz: il padre la portava a tantissimi concerti ed è grazie a lui se Roberta ha sviluppato questo forte interesse. Questa passione musicale ha contribuito a sviluppare in lei una sensibilità particolare per le storie umane, caratteristica che emergerà chiaramente nei suoi reportage.

Il legame con Napoli rimane viscerale: “Napoli è tutto quello che sono. E so di essere arrivata dove sono perché sono napoletana. Il mio modo di affrontare tutto, soprattutto le difficoltà, derivano da come la mia città mi ha cresciuta e formata”.

Il percorso formativo e i primi successi

Roberta Rei ha una laurea in Lingue, ottenuta presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” con specializzazione in cinese. Dopo la Magistrale in Relazioni e Istituzioni Asia e Africa (con una tesi dal titolo “ONG in Cina”), ha frequentato un Master in Giornalismo allo IULM.

La formazione linguistica si rivela strategica: oltre all’italiano, Roberta parla fluentemente inglese, francese e cinese, competenze che le aprono le porte del giornalismo internazionale.

I primi riconoscimenti

Nel 2012, con un reportage sui migranti, ha vinto il premio di Repubblica dedicato a Giuseppe D’Avanzo. Questo riconoscimento segna l’inizio di una carriera caratterizzata dall’impegno sociale e dalla dedizione alle inchieste più complesse.

La carriera giornalistica: dalle testate nazionali a Le Iene

Il percorso professionale di Roberta Rei è caratterizzato da una crescita costante attraverso le più importanti testate italiane.

Le prime esperienze

Ha realizzato inchieste per Rainews e il Fattoquotidiano.it, specializzandosi fin da subito in tematiche sociali di grande rilevanza. Successivamente, dopo due anni al gruppo l’Espresso è passata a Rai 3 dove ha lavorato come inviata per il programma Agorà.

Le specializzazioni tematiche

Roberta Rei si specializza sulle tematiche della criminalità organizzata, dell’ambiente e dell’immigrazione. Queste aree di competenza riflettono il suo impegno per la giustizia sociale e la sua capacità di affrontare argomenti complessi con professionalità e sensibilità.

Le Iene: il successo televisivo

Nel 2016 entra a far parte de Le Iene, affrontando sempre le inchieste sulle tematiche che più la appassionano. Il programma di Italia 1 diventa la piattaforma ideale per le sue inchieste approfondite e coraggiose.

I servizi più importanti

Tra i suoi servizi più noti sicuramente quelli sui casi di malasanità, sul Covid-19, sul caso Weinstein, sullo scandalo delle multe cancellate a Roma, sul caso Bellomo, sul caso Fausto Brizzi, sui terremotati del centro Italia, sul caso di Tiziana Cantone.

Particolare attenzione ha dedicato:

  • Hotel Rigopiano: La “iena” dedica anche molti servizi alla tragedia dell’hotel Rigopiano, crollato in seguito a una valanga il 18 gennaio 2018
  • Caso Dayane Mello: Porta inoltre avanti l’inchiesta sul caso di Dayane Mello, modella brasiliana vittima di violenza sessuale

Le “tre ricce” de Le Iene

A Le Iene, Roberta Rei ricopre spesso anche il ruolo di conduttrice, affermandosi come una delle tre “ricce” del programma con Veronica Ruggeri e Giovanna Nina Palmieri.

Altri progetti televisivi

La versatilità professionale di Roberta emerge anche in altri progetti. Nell’estate del 2022 fa coppia con Giorgio Zanchini per la conduzione della trasmissione di Rai 3 Filorosso, di approfondimento politico e d’attualità.

Il momento più difficile: il racconto sui social che ha toccato l’Italia

Nell’agosto 2025, Roberta Rei ha scelto di rompere il silenzio su uno dei momenti più bui della sua vita. Il 21 agosto, giorno del suo 40° compleanno, ha pubblicato un lungo post sui social che ha commosso migliaia di persone.

La gravidanza inaspettata e le domande inopportune

“È stato il periodo più difficile di sempre”, inizia così il suo racconto. “Improvvisamente incinta, improvvisamente felice come mai nella vita”, scrive Roberta, descrivendo come la maternità fosse arrivata in un momento in cui non ci pensava nemmeno. “E chi se lo immaginava di sentirsi così, neanche ci pensavo io alla maternità”.

Nel suo post emerge anche la frustrazione per le domande inopportune che spesso le donne si sentono rivolgere: “L’età avanza, ma non ci pensi? E perché? Quante domande inopportune si fanno”.

La giornalista racconta di aver superato i famosi tre mesi, quelli del “non dirlo, meglio aspettare”, e di aver condiviso la notizia con i “pezzi del suo cuore”. “Avevo registrato una serie di video della loro reazione che ho cestinato, ma tengo nella mente”, rivela con tenerezza.

Il riserbo sulla vita sentimentale

Roberta Rei non condivide quasi nulla circa la sua vita privata e sentimentale. Questa scelta riflette la sua preferenza per mantenere separate la sfera professionale e quella personale, concentrando l’attenzione del pubblico sul suo lavoro giornalistico.

La tragedia al quarto mese e l’esperienza traumatica in ospedale

“A quattro mesi inoltrati poi ‘la natura ha scelto per te’ e il dolore più grande”, scrive Roberta nel suo post. “Viscerale, anche quello, dei più forti mai provati. E poi tutto smette di avere senso, ma non sei tu a sceglierlo, è il tuo corpo che piange. Ma nessuno lo capisce”.

Il racconto si fa ancora più crudo quando descrive l’esperienza traumatica in ospedale. L’immagine dell’ecografia resta impressa: “Ho visto quello schermo, quell’immagine distesa, come dormiente, non la toglierò più dalla testa. Non avrei dovuto guardare, non avrebbero dovuto farmi guardare”.

L’attesa infinita in ospedale diventa un’ulteriore tortura: “Poi l’attesa di ore in ospedale perché ‘signora ci sono tante donne che stanno partorendo, il medico poi arriverà'”. Il contrasto con la gioia delle altre mamme rende il momento ancora più straziante: “Io ho visto i loro volti felici, ho sentito i pianti di quelle creature che venivano al mondo. Erano dei coltelli che si infilavano nello stomaco”.

La giornalista si interroga sulla necessità di questo trattamento: “Era necessario? Me lo sono chiesta dopo tornando lucida. No. E non deve esserlo per nessuna donna che va incontro a un aborto. Che lo abbia scelto o meno”.

Il messaggio alle donne: “Dovete abbracciarvi e chiedere aiuto”

Il post di Roberta non è solo un grido di dolore, ma anche un messaggio di speranza e solidarietà rivolto a tutte le donne che stanno vivendo la stessa esperienza: “Se c’è una cosa che posso dire alle donne a cui succede e che custodiscono in silenzio questo dolore è che dovete abbracciarvi. E dovete chiedere aiuto”.

La giornalista ammette con onestà le proprie difficoltà: “Io non ci sono riuscita subito. Se non ci riuscite da sole chiedete aiuto”. E si rivolge anche a chi sta intorno a queste donne: “E a chi vi sta intorno dico abbracciatele sempre”.

Il tempo per guarire è fondamentale: “Ci vuole tanto tempo per rimarginare questo tipo di ferite, datevelo questo tempo”. Nel suo percorso ha scoperto il vero volto delle persone: “Ho avuto la sfortuna di provare delusione da molti a me intorno e l’immensa fortuna di scoprire abbracci inaspettati. I più belli”.

La decisione coraggiosa di condividere

Roberta confessa di aver riflettuto a lungo prima di pubblicare il post: “E ci ho pensato a lungo se raccontarlo, ma se lo faccio è perché voglio abbracciarvi tutte. Spero davvero che il mio abbraccio vi arrivi”.

“Oggi sarebbero stati 7 mesi”, conclude con commozione. “Per me invece sono 40, con enormi consapevolezze in più e un pensiero alle cose belle che sicuro arriveranno. Si può essere fragili, non c’è da nasconderlo, anche questo ho imparato”.

La dimensione umana: vita privata e valori

Le passioni oltre il giornalismo

I viaggi rappresentano una costante nella vita di Roberta, documentati attraverso i suoi profili social. La passione per la fotografia e l’arte completano il quadro di una personalità ricca e sfaccettata.

L’eredità professionale e l’impatto sociale

Il metodo Roberta Rei

Mi occupo di inchieste su migranti, ambiente, criminalità organizzata, sempre in video e quasi sempre dietro alla telecamera. Metà donna metà camera. Questa autodefinizione riassume perfettamente il suo approccio professionale: essere presente ma non invadente, permettere alle storie di emergere naturalmente.

L’influenza nel giornalismo investigativo

Il lavoro di Roberta Rei ha contribuito a ridefinire il giornalismo televisivo italiano, dimostrando che è possibile coniugare l’intrattenimento con l’approfondimento serio e l’impegno sociale.

La sua capacità di affrontare temi delicati con sensibilità e professionalità l’ha resa un punto di riferimento per molti colleghi e aspiranti giornalisti.

Riconoscimenti e prospettive future

Oltre al Premio Giuseppe D’Avanzo del 2012, Roberta Rei ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo lavoro giornalistico. La sua carriera continua a evolversi, sempre caratterizzata dall’impegno per la verità e la giustizia sociale.

Il futuro professionale di Roberta Rei si prospetta ricco di nuove sfide e progetti, mantenendo sempre fede ai valori che hanno guidato il suo percorso: coraggio, professionalità e impegno sociale.

Betty Barletta

Betty Barletta

Caporedattore di Lifestyleblog.it. Adoro il mondo del Lifestyle

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