La telenovela di mercato più clamorosa dell’estate 2025 ha vissuto una svolta inaspettata: Ademola Lookman è tornato a Bergamo e ha ripreso ad allenarsi. Ma non con il gruppo. L’attaccante nigeriano, dopo settimane di assenze ingiustificate, sfoghi sui social e una rottura totale con l’ambiente atalantino, sta scontando il suo “castigo” con sedute individuali a Zingonia. La domanda che aleggia ora nell’aria bergamasca è una sola: dopo la punizione arriverà il perdono?
L’inizio della guerra: l’offerta dell’Inter e il primo “no”
Tutto è iniziato quando l’Inter ha presentato la prima offerta ufficiale all’Atalanta per Ademola Lookman: 42 milioni di euro più 3 di bonus. Una proposta importante che ha fatto sognare il giocatore, già d’accordo con i nerazzurri per un contratto quinquennale da 4,5 milioni di euro netti a stagione, più del doppio rispetto all’attuale ingaggio a Bergamo.
Ma l’Atalanta ha risposto con un secco “no”. La famiglia Percassi non ha ritenuto congrua l’offerta per un giocatore che considerava fondamentale per il proprio progetto tecnico. Una decisione che ha scatenato la reazione di Lookman e dato il via a una delle più clamorose rotture della storia recente del calcio italiano.
La rottura sui social: quando l’amore finisce in un click
La prima mossa di Lookman è stata social e simbolica. Nel giro di poche ore, l’attaccante nigeriano ha cancellato tutte le foto in maglia atalantina dal suo profilo Instagram, eliminando dalla sua biografia la dicitura di “giocatore dell’Atalanta”. Un blackout totale che ha scatenato l’ira dei tifosi della Dea.
Il gesto, definito dai supporter “infantile e inaccettabile”, ha segnato il punto di non ritorno nei rapporti con la tifoseria.
Il lungo sfogo: le accuse a Gasperini e alla dirigenza
Non contento della cancellazione social, Lookman ha deciso di passare all’attacco diretto con un lungo post su Instagram che rappresenta uno dei più duri sfoghi mai visti da un giocatore contro la propria società:
“Negli ultimi tre anni all’Atalanta ho dato assolutamente tutto. Non solo come calciatore, ma come persona. Ho sempre indossato questa maglia con orgoglio e ho cercato di rappresentare questo club e la città di Bergamo con cuore, passione e dedizione.”
Il fulcro delle accuse riguarda una presunta promessa non mantenuta dalla dirigenza. Lookman ha rivelato di aver ricevuto assicurazioni che in caso di offerta congrua sarebbe stato liberato, accusando ora il club di aver cambiato posizione:
“Nonostante ora sia arrivata un’offerta in linea con quello che pensavo avessimo concordato, purtroppo il club sta rifiutando questa opportunità per motivi che non comprendo”.
La risposta dei tifosi: lo striscione che fa storia
La reazione della tifoseria atalantina non si è fatta attendere. Nella mattinata di domenica 4 agosto, fuori dal centro sportivo di Zingonia è apparso uno striscione firmato dal gruppo “Forever Atalanta until the end” che passerà alla storia:
“Ora basta! Procuratori indegni e giocatori ingrati, rispettate i tifosi e chi vi ha valorizzato”
Si tratta di una presa di posizione senza precedenti nell’era contemporanea dell’Atalanta. Nemmeno per Koopmeiners, protagonista l’anno scorso di un analogo braccio di ferro per essere ceduto alla Juventus, ci furono manifestazioni così dure. Solo fischi durante il suo ritorno a Bergamo con la maglia bianconera.
L’escalation: le assenze ingiustificate
La situazione è precipitata quando Lookman ha deciso di non presentarsi agli allenamenti. Per quattro giorni consecutivi l’attaccante è risultato assente a Zingonia senza fornire certificati medici o giustificazioni ufficiali. Un comportamento che ha spinto il club bergamasco a escluderlo dalla lista dei convocati per l’amichevole contro il Colonia.
Durante questo periodo, Lookman è sparito completamente, con voci che lo davano prima in Portogallo, poi in altri luoghi non specificati. Un atteggiamento che ha ulteriormente irritato la dirigenza dell’Atalanta, sempre più determinata a non cedere alle pressioni.
La posizione dell’Atalanta: fermezza e principi
L’amministratore delegato Luca Percassi è stato chiarissimo fin dall’inizio: Lookman non vestirà un’altra maglia italiana e sarà ceduto solo a un top club europeo disposto a soddisfare le richieste economiche dell’Atalanta. Una posizione di principio rafforzata dalla partenza imprevista di Retegui per l’Arabia Saudita.
La famiglia Percassi ha dimostrato di non voler cedere alle pressioni, forte anche del contratto che lega Lookman alla Dea fino al 2027. La strategia è stata quella di scaricare tutta la pressione sul giocatore e sull’Inter, aspettando una proposta davvero irrinunciabile.

L’Inter si defila: la fine di un sogno
Dopo settimane di attesa e due offerte respinte (la prima da 40 milioni, la seconda da 42+3), l’Inter ha deciso di non rilanciare ulteriormente. La dirigenza nerazzurra ha comunicato ufficialmente che la trattativa per Lookman è definitivamente saltata.
Marotta e Ausilio hanno valutato che 45 milioni per un attaccante di quasi 28 anni, seppur di alto livello, non rappresentassero un investimento sostenibile. Le priorità dell’Inter sono cambiate, con il focus spostato su altri reparti, principalmente il centrocampo.
Il ritorno solitario: allenamenti individuali come punizione
Il 19 agosto 2025, dopo oltre due settimane di assenza, Lookman è finalmente tornato a Zingonia. Le immagini del suo rientro, immortalate da Sky Sport, mostrano un giocatore che dovrà affrontare le conseguenze delle sue azioni, ma non da solo sul campo di allenamento.
L’Atalanta ha deciso di applicare una linea dura: Lookman si allena da solo, separato dal gruppo, sotto la supervisione dello staff tecnico. È il “castigo” per le settimane di assenze ingiustificate e per l’atteggiamento tenuto durante la trattativa con l’Inter. Una punizione che serve sia come sanzione disciplinare che come periodo di riflessione.
Il programma di recupero
Le sedute individuali di Lookman non sono solo punitive, ma anche funzionali. L’attaccante deve recuperare la condizione fisica dopo settimane di inattività e deve dimostrare di aver ritrovato la giusta mentalità. Solo dopo aver dato prova di serietà e impegno potrà essere reintegrato nel gruppo.
L’Atalanta ha chiarito che potrà applicare sanzioni economiche per le assenze non giustificate, decurtando lo stipendio per i giorni in cui l’attaccante non si è presentato. Ma la vera sfida ora è psicologica: ricostruire un rapporto di fiducia infranto.
La strada verso il perdono: cosa deve dimostrare Lookman
Il percorso di reintegrazione di Lookman non sarà semplice né immediato. L’attaccante nigeriano deve dimostrare su più fronti di aver compreso la gravità dei suoi errori:
Sul piano professionale
- Impegno negli allenamenti individuali: Deve mostrare dedizione e serietà nel lavoro quotidiano
- Rispetto delle regole: Puntualità, disciplina e adesione alle indicazioni dello staff
- Recupero della forma fisica: Dopo settimane di inattività deve ritrovare la condizione atletica ottimale
Sul piano comportamentale
- Riavvicinamento ai compagni: Dovrà ricostruire i rapporti con il gruppo squadra
- Rispetto per la maglia: Dimostrare di aver ritrovato l’orgoglio di vestire la casacca atalantina
- Gestione mediatica: Evitare ulteriori provocazioni sui social o dichiarazioni controverse
Sul piano emotivo
- Pentimento sincero: Non bastano le parole, servono i fatti per dimostrare il rammarico
- Riconquista della fiducia: Sia della dirigenza che dello staff tecnico
- Rapporto con i tifosi: La sfida più difficile sarà riconquistare l’affetto dei supporter
Le conseguenze economiche: un affare mancato
Dal punto di vista economico, la vicenda Lookman rappresenta un’occasione mancata per tutti. L’Atalanta perde la possibilità di incassare 45 milioni per un giocatore che fra due anni andrà in scadenza. L’Inter rinuncia a un attaccante di qualità che avrebbe dato maggiore profondità al reparto offensivo. Lookman vede sfumare il sogno di giocare per un top club e di raddoppiare lo stipendio.
Inoltre, c’è la questione della quota da versare al Lipsia: il 15% sulla plusvalenza. Con i 45 milioni offerti dall’Inter, l’Atalanta avrebbe intascato circa 38,9 milioni, mentre il Lipsia ne avrebbe ricevuti 6,1.
Il precedente Koopmeiners: quando il perdono diventa possibile
La vicenda di Lookman richiama inevitabilmente il caso di Teun Koopmeiners della scorsa estate. Anche l’olandese aveva tentato il braccio di ferro con la società per approdare alla Juventus, utilizzando certificati medici per forzare il trasferimento. Ma c’è una differenza sostanziale.
Le differenze tra i due casi
- Koopmeiners: Usò certificati medici, strategia più “elegante” dal punto di vista formale
- Lookman: Assenze ingiustificate e sfoghi pubblici, rottura più clamorosa e dannosa per l’immagine
La lezione del passato
Con Koopmeiners, l’Atalanta alla fine cedette alle pressioni, ma alle proprie condizioni economiche e temporali. Il precedente dimostra che la società bergamasca sa essere pragmatica quando necessario, ma solo dopo aver fatto valere i propri principi.
Cosa può imparare Lookman
Il caso dell’olandese insegna che:
- La pazienza è fondamentale: i tempi li detta l’Atalanta
- Il rispetto delle forme è importante: meglio evitare provocazioni pubbliche
- La professionalità paga: anche in caso di tensione, mantenere un comportamento corretto
- I ponti si possono ricostruire: ma servono gesti concreti di pentimento
Il rapporto con la tifoseria: una frattura difficile da sanare
La rottura con la tifoseria rappresenta l’aspetto più delicato della vicenda. Lo striscione di Zingonia e i commenti sui social dimostrano che una parte consistente del tifo organizzato ha voltato le spalle a Lookman. Frasi come “rispettate i tifosi e chi vi ha valorizzato” evidenziano un senso di tradimento profondo.
La contestazione non è arrivata per la volontà di trasferirsi – Lookman aveva già manifestato la scelta di lasciare l’Atalanta lo scorso anno dopo aver ricevuto la proposta del PSG – ma per i toni e le modalità utilizzate. Un atteggiamento ritenuto non in linea con la professionalità mostrata in precedenza.
Dublino: quando tutto sembrava perfetto
Paradossalmente, tutto questo caos arriva a pochi mesi dalla magica notte di Dublino, quando Lookman fu il grande protagonista della vittoria dell’Europa League contro il Bayer Leverkusen. L’attaccante nigeriano aveva segnato una tripletta storica, regalando il primo trofeo europeo della storia atalantina.
Come ha scritto lui stesso nel suo sfogo: “Vincere l’Europa League e stare fianco a fianco con i miei compagni quella sera a Dublino celebrando con i nostri tifosi è stato uno dei momenti più orgogliosi della mia carriera finora. Mi dà ancora i brividi pensarci.”
Quella notte sembrava aver sigillato per sempre il legame tra Lookman e l’Atalanta. Invece, è diventata solo un ricordo malinconico di quello che avrebbe potuto essere.
Gli scenari futuri: dal castigo al perdono?
Con Lookman che si allena da solo a Zingonia, si aprono diversi scenari per il suo futuro in nerazzurro:
Scenario 1: Reintegro graduale
L’ipotesi più ottimistica prevede che Lookman, dopo aver dimostrato serietà negli allenamenti individuali, venga gradualmente reintegrato nel gruppo. I passi sarebbero:
- Continuazione degli allenamenti individuali per 2-3 settimane
- Prime sedute parziali con il gruppo squadra
- Convocazione per le partite ufficiali (inizialmente dalla panchina)
- Ritorno da titolare se tutto procede bene
Scenario 2: Perdono condizionato
L’Atalanta potrebbe concedere una “seconda possibilità” a Lookman, ma con condizioni molto stringenti:
- Contratto di comportamento da rispettare scrupolosamente
- Clausole particolari legate al rendimento e all’atteggiamento
- Possibilità di cessione immediata in caso di nuovi problemi
- Riduzione o congelamento dell’ingaggio come forma di sanzione
Scenario 3: Cessione differita
Se la situazione non si risolve positivamente, l’Atalanta potrebbe optare per una cessione nella finestra di gennaio:
- Mantenimento in rosa fino a dicembre
- Allenamenti separati o con la Primavera
- Ricerca di una destinazione gradita a tutte le parti
- Cessione a cifre ridotte rispetto alle richieste estive
Scenario 4: Rottura definitiva
Il peggiore degli scenari prevederebbe una separazione consensuale:
- Risoluzione del contratto con penali
- Addio immediato senza trasferimento
- Ricerca di una nuova squadra da svincolato per Lookman
- Perdita totale dell’investimento per l’Atalanta
Le lezioni di una vicenda emblematica
La telenovela Lookman insegna diverse lezioni importanti:
- I social media non sono il campo di battaglia giusto: Le guerre virtuali danneggiano l’immagine di tutti
- I contratti vanno rispettati: Le promesse verbali non sostituiscono gli accordi scritti
- Il rispetto è fondamentale: I tifosi non perdonano chi manca di rispetto alla maglia
- La fermezza paga: L’Atalanta ha dimostrato che i principi valgono più del denaro immediato
Epilogo: una storia che può ancora cambiare
La vicenda Lookman non si è ancora conclusa. Il ritorno a Zingonia e gli allenamenti in solitaria rappresentano un nuovo capitolo, non la fine della storia. Dopo il castigo può arrivare il perdono? La risposta dipenderà dall’atteggiamento del giocatore nelle prossime settimane.
L’Atalanta ha dimostrato fermezza e principi, ma ha anche mostrato di saper perdonare quando c’è sincero pentimento. Lookman ha l’opportunità di riscattarsi, ma deve dimostrare con i fatti di aver compreso l’errore.
Il calcio moderno sa essere spietato, ma sa anche offrire seconde possibilità a chi le merita davvero. La palla ora è nel campo di Lookman: saprà giocarla nel modo giusto?
Da eroe di Dublino a reietto, ora forse verso una nuova occasione di redenzione. Zingonia, teatro di tanti successi e di questa clamorosa rottura, potrebbe diventare il luogo del perdono. Ma solo se Ademola Lookman saprà dimostrare di meritarselo davvero.