La Fiorentina demolisce il Polissya 3-0: ottimo esordio in Conference League
La Fiorentina di Stefano Pioli ha iniziato nel migliore dei modi la sua quarta avventura consecutiva in Conference League, travolgendo…
La Fiorentina di Stefano Pioli ha iniziato nel migliore dei modi la sua quarta avventura consecutiva in Conference League, travolgendo il Polissya Zhytomyr con un netto 3-0 nell’andata dei playoff disputata oggi 21 agosto 2025 alla Futbal Tatran Arena di Presov, in Slovacchia. Un risultato che ipoteca praticamente il passaggio del turno in vista del ritorno del 28 agosto.
I viola hanno dominato la partita sin dai primi minuti, mostrando una superiorità tecnica e tattica evidente contro la giovane formazione ucraina, alla sua prima storica partecipazione continentale. Nonostante l’espulsione di Moise Kean al 44’ del primo tempo, la squadra gigliata ha saputo gestire la situazione e chiudere il match con autorità.
Il racconto della partita: dominio viola a Presov
Primo tempo: vantaggio e raddoppio nonostante l’espulsione
La Fiorentina è partita subito forte, mostrando l’intenzione di chiudere rapidamente la pratica qualificazione. Stefano Pioli ha schierato la squadra con un 3-5-2 che ha dato equilibrio e solidità, con De Gea tra i pali e una linea difensiva composta da Comuzzo, Pongracic e Ranieri.
Il primo gol è arrivato all’8° minuto in circostanze particolari: Moise Kean ha ricevuto palla sulla trequarti, si è allargato a sinistra vincendo un contrasto e rientrando sul destro per accentrarsi. La sua conclusione dalla distanza ha colpito il palo e la schiena del portiere Kudryk, che ha involontariamente depositato il pallone in rete. La UEFA ha successivamente attribuito la rete come autorete del portiere ucraino.
Il Polissya ha reagito timidamente, con De Gea che al 22’ ha compiuto una parata prodigiosa su un colpo di testa ravvicinato di Filippov, dimostrando subito di essere in forma smagliante per la nuova stagione.
Il raddoppio è arrivato al 32° minuto con una splendida azione corale: Kean ha sfondato sulla destra e ha messo un cross perfetto in area, dove Robin Gosens ha controllato il pallone con il sinistro e ha scagliato una conclusione precisa all’incrocio dei pali per il 2-0.
Il primo tempo si è complicato al 44’ quando Kean è caduto nella provocazione di Sarapii, che gli ha tirato i capelli durante un contrasto. L’attaccante viola ha reagito con una sbracciata che ha portato all’espulsione diretta. Una decisione che ha fatto discutere, considerando che il fallo di Sarapii non è stato sanzionato.
Secondo tempo: Gudmundsson chiude i conti
Nonostante l’inferiorità numerica, la Fiorentina è rientrata in campo con lo stesso atteggiamento propositivo. Pioli ha saputo gestire la situazione tatticamente, mantenendo il controllo del gioco e aspettando il momento giusto per colpire.
La terza rete è arrivata al 68° minuto grazie ad Albert Gudmundsson. L’islandese, dopo aver sfiorato il gol in più occasioni, è stato imbeccato perfettamente in profondità da Sohm e ha battuto Kudryk con un preciso destro, siglando il definitivo 3-0 e trovando la sua prima gioia personale in maglia viola.
Nel finale, De Gea ha compiuto altri interventi decisivi per mantenere la porta inviolata, confermando di essere uno dei migliori portieri al mondo e un acquisto fondamentale per le ambizioni europee della Fiorentina.
Le formazioni e le scelte tattiche
La Fiorentina di Pioli: equilibrio e qualità
Stefano Pioli, al suo ritorno sulla panchina viola dopo nove anni, ha optato per un 3-5-2 che ha garantito equilibrio in tutte le fasi di gioco:
Fiorentina (3-5-2): De Gea; Comuzzo, Pongracic, Ranieri; Dodo, Sohm, Fagioli, Ndour, Gosens; Gudmundsson, Kean.
Le scelte dell’allenatore ex Milan si sono rivelate azzeccate:
- De Gea ha dimostrato subito la sua classe con interventi decisivi
- Il centrocampo con Sohm e Fagioli ha dominato il possesso palla
- Sulle fasce, Dodo e Gosens hanno garantito ampiezza e profondità
- In attacco, la coppia Gudmundsson-Kean ha creato costanti problemi alla difesa ucraina
Il Polissya: coraggio ma poca qualità
Gli ucraini di Ruslan Rotan si sono schierati con un 4-3-3 che cercava di sfruttare le ripartenze:
Polissya (4-3-3): Kudryk; Kravchenko, Chobotenko, Sarapii, Kornrichuk; Lednev, Babenko, Andriyevskiy; Hutsuliak, Filippov, Nazarenko.
Nonostante il coraggio mostrato in alcune fasi della partita, la differenza tecnica con i viola è risultata evidente, soprattutto nel secondo tempo quando la stanchezza si è fatta sentire.
Il cammino della Fiorentina in Conference League
Una tradizione recente ma importante
Per la quarta stagione consecutiva, la Fiorentina partecipa alla Conference League, una competizione che è diventata parte integrante del progetto tecnico del club. Un record che testimonia la continuità europea dei viola, pur mancando ancora il trofeo tanto agognato.
Il percorso nelle precedenti edizioni ha visto:
- 2023: finale persa contro il West Ham
- 2024: finale persa contro l’Olympiacos
- 2025: semifinale persa contro il Betis Siviglia
Quest’anno l’obiettivo è chiaro: raggiungere la finale di Lipsia e conquistare finalmente il primo trofeo europeo della gestione Commisso.
Il format della competizione 2025-2026
La Conference League ha introdotto il nuovo formato della “fase campionato”, simile a Champions ed Europa League. Le 36 squadre qualificate affronteranno 6 partite ciascuna in un girone unico, con le prime 8 classificate che accederanno direttamente agli ottavi di finale.
La Fiorentina, per accedere a questa fase, deve superare il doppio confronto con il Polissya, con il ritorno in programma il 28 agosto a Reggio Emilia (a causa dei lavori di ristrutturazione dello stadio Franchi).
L’analisi tattica: i punti di forza dei viola
La solidità difensiva
Il trio Comuzzo-Pongracic-Ranieri ha mostrato grande affidamento, con il croato Pongracic che ha fatto da regista difensivo, costruendo il gioco dal basso. La presenza di De Gea ha garantito sicurezza e carisma tra i pali.
Il dominio a centrocampo
La coppia Sohm-Fagioli ha dominato la mediana, con l’ex Juventus che ha mostrato qualità tecniche e visione di gioco, mentre il nuovo acquisto Sohm ha portato fisicità e dinamismo.
Le ali decisive
Dodo e Gosens sono stati fondamentali nel creare superiorità numerica sulle fasce. Il brasiliano ha messo in difficoltà costantemente la difesa ucraina, mentre il tedesco ha trovato il gol del raddoppio con una conclusione di rara precisione.
L’attacco ritrovato
Nonostante l’espulsione di Kean, l’attacco viola ha funzionato bene. Gudmundsson si è mosso con intelligenza tra le linee, mentre Kean, prima del rosso, ha dimostrato di essere in forma eccellente.
Le conseguenze dell’espulsione di Kean
L’espulsione diretta di Moise Kean al 44’ avrà ripercussioni immediate:
- Sarà sicuramente squalificato per il ritorno del 28 agosto
- Rischia almeno due giornate di stop, potendo saltare anche la prima eventuale partita della fase campionato
Un’assenza pesante per Pioli, che dovrà riorganizzare l’attacco senza il suo bomber di riferimento.
Il ritorno a Reggio Emilia: verso la qualificazione
Con il 3-0 dell’andata, la Fiorentina ha praticamente ipotecato il passaggio del turno. Il ritorno del 28 agosto alle ore 20:00 si giocherà al Mapei Stadium di Reggio Emilia, vista l’indisponibilità del Franchi per i lavori di ristrutturazione.
I lavori al Franchi: una necessità per il futuro
La ristrutturazione dello stadio Artemio Franchi rappresenta un investimento fondamentale per il futuro del club. I lavori, che proseguiranno fino a metà settembre, costringeranno la Fiorentina a giocare le prime partite casalinghe in campo neutro.
Le aspettative per la stagione
Gli obiettivi europei
Con una rosa rinnovata e Stefano Pioli in panchina, la Fiorentina punta a:
- Conquistare la Conference League dopo tre tentativi falliti
- Migliorare le prestazioni in campionato per qualificarsi nuovamente alle coppe europee
- Valorizzare i giovani talenti e gli acquisti estivi
Il mercato estivo
Gli acquisti di De Gea, Gosens, Pongracic e Sohm hanno alzato il livello qualitativo della rosa, dando a Pioli maggiori opzioni tattiche e profondità di organico.
La soddisfazione di Pioli
Il ritorno di Stefano Pioli sulla panchina viola dopo nove anni è iniziato nel migliore dei modi. L’allenatore ex Milan ha dimostrato di aver già trovato la quadratura tattica giusta, nonostante sia la prima partita ufficiale della stagione.
La gestione dell’inferiorità numerica e la capacità di mantenere il controllo del gioco anche con un uomo in meno testimoniano la maturità tattica del gruppo e la bontà del lavoro svolto durante la preparazione estiva.
Il calore dei tifosi: la Fiesole in trasferta
Nonostante la trasferta in territorio neutro, i tifosi viola hanno risposto presente, con la Fiesole che non ha mai smesso di sostenere la squadra per tutti i 90 minuti. Un supporto fondamentale che accompagnerà la Fiorentina in questa nuova avventura europea.
Conclusioni: una partenza da applausi
Il 3-0 al Polissya rappresenta il miglior biglietto da visita possibile per la nuova stagione della Fiorentina. La squadra di Pioli ha mostrato qualità, carattere e profondità di rosa, elementi fondamentali per competere su più fronti.
Con il ritorno di Reggio Emilia che si preannuncia una formalità, i viola possono già iniziare a pensare alla fase campionato della Conference League, con l’ambizione di arrivare finalmente fino in fondo in una competizione che negli ultimi anni è diventata il palcoscenico principale delle notti europee gigliatie.
La strada è ancora lunga, ma questo 3-0 al Polissya ha dato segnali incoraggianti per una stagione che potrebbe regalare grandi soddisfazioni ai tifosi viola. Stefano Pioli ha iniziato come meglio non poteva, e ora l’obiettivo è dare continuità a questa prestazione convincente.