Taremi (Depositphotos)
Taremi (Depositphotos)

L’amarezza dell’Inter: vince a Como ma manca lo scudetto – La delusione nerazzurra del 2025

di 23 Maggio 2025

Il fischio finale di Como-Inter 0-2 del 23 maggio 2025 ha sancito una delle serate più amare della storia recente nerazzurra. La squadra di Simone Inzaghi ha fatto il suo dovere al Sinigaglia, vincendo con i gol di De Vrij e Correa, ma il contemporaneo successo del Napoli contro il Cagliari (2-0) ha spezzato definitivamente i sogni di rimonta dell’Inter, condannando i campioni d’Italia in carica a cedere il tricolore agli azzurri di Antonio Conte.

La vittoria che sa di sconfitta

Al termine di una stagione pazza, con rimpianti ma anche grandi soddisfazioni, l’Inter si è trovata a vivere il paradosso di una vittoria che ha il sapore amaro della sconfitta. La squadra nerazzurra ha dominato contro il Como, sbloccandn la partita con De Vrij al 15′ e raddoppiando con Correa al 50′, ma tutto questo non è bastato per evitare la beffa finale.

L’espulsione di Reina al 45′ per fallo su Taremi aveva illuso i tifosi nerazzurri, così come il momentaneo vantaggio che durava da alcuni minuti. Ma quando dai maxischermi del Sinigaglia sono arrivate le notizie del vantaggio del Napoli con McTominay, l’amarezza ha iniziato a farsi strada negli occhi dei giocatori dell’Inter.

Il peso degli errori di una stagione

Senza aver ancora del tutto smaltito la delusione del pareggio contro la Lazio, che ha di fatto significato il mancato sorpasso in classifica, l’Inter ha affrontato questo ultimo impegno con la consapevolezza di non poter sperare troppo dal Cagliari già salvo. Ma il Como, invece di fare da sparring partner, ha onorato l’impegno rendendo la serata più complicata del previsto.

La squadra di Inzaghi ha pagato caro gli errori commessi durante tutta la stagione. Come sottolineano i tifosi nerazzurri sui social: “Questo campionato non l’ha vinto il Napoli, l’ha perso l’Inter. Abbiamo fatto tutto noi. Scudetto vinto e perso due volte”.

Il déjà-vu con il 5 maggio 2002

Come nel 2002, l’Inter crolla nei momenti decisivi e dice addio al sogno scudetto. Il parallelismo con quella maledetta domenica di 23 anni fa è inevitabile: anche allora fu la Lazio a spezzare i sogni nerazzurri, proprio come il pareggio per 2-2 di domenica scorsa a San Siro ha di fatto consegnato lo scudetto al Napoli.

I tifosi nerazzurri hanno vissuto con amarezza questo ennesimo finale di stagione deludente, consapevoli che l’occasione di vincere il secondo scudetto consecutivo era alla portata ma è stata sprecata nei momenti cruciali.

L’analisi tattica di una serata amara

Simone Inzaghi
Simone Inzaghi – Luca Rossini / IPA Sport / IPA

La formazione di Inzaghi

L’Inter è scesa in campo con il consueto 3-5-2: Sommer; Bisseck, De Vrij, Carlos Augusto; Darmian, Calhanoglu, Asllani, Dimarco; Correa, Taremi. Una formazione rimaneggiata, con Inzaghi squalificato e sostituito in panchina da Farris.

L’andamento della partita

La partita si è sbloccata al 15′ con il gol di De Vrij, che ha dato speranza ai nerazzurri. L’espulsione di Reina al 45′ sembrava aver spianato la strada per una vittoria larga, confermata dal 2-0 di Correa al 50′. Ma le notizie dal Maradona hanno trasformato la gioia in amarezza.

Il peso della Champions League

La situazione dell’Inter è resa ancora più particolare dalla finale di UEFA Champions League contro il PSG, in programma sabato 31 maggio alle 21:00 a Monaco di Baviera. Il doppio impegno ha influenzato le scelte stagionali, con la squadra che ha dovuto gestire circa una ventina di partite in più rispetto al Napoli.

La finale di Champions rappresenta ora l’unica possibilità per l’Inter di salvare una stagione che rischia di essere ricordata come “una delle più massacranti emotivamente”, come sottolinea un tifoso.

L’analisi degli errori stagionali

La mancanza di killer instinct

“Cos’è mancato all’Inter? La cazzimma dell’anno scorso: troppa paura nei momenti nevralgici del campionato”, analizza un esperto. La squadra ha mostrato fragilità mentale proprio quando serviva maggiore determinazione.

Il mercato insufficiente

La società non ha assicurato a Inzaghi i degni sostituti di Lautaro e Thuram. Con un attacco più completo, la questione scudetto sarebbe stata archiviata già da un pezzo.

I numeri di una stagione sprecata

  • Partite giocate: Circa 20 in più rispetto al Napoli a causa degli impegni europei
  • Punti persi: Decisive le sconfitte contro Juventus e i pareggi con Lazio
  • Differenza reti: +42 contro il +30 del Napoli, ma inutile ai fini della classifica
  • Precedenti storici: 18 vittorie nei 27 precedenti contro il Como, ma non è bastato

Il confronto con l’anno scorso

L’Inter campione d’Italia 2023-24 aveva dominato il campionato con una marcia trionfale che non aveva ammesso discussioni. Questa stagione, invece, tutto si è deciso all’ultima giornata, con il rischio di una cocente delusione che si è poi materializzata.

La squadra di Inzaghi aveva conquistato la seconda stella con ampio margine, dimostrando una continuità che quest’anno è mancata nei momenti cruciali.

Le prospettive future

La finale di Champions come riscatto

“O si porta a casa la coppa dalle grandi orecchie oppure penseremo alla stagione 2024/2025 come una delle più massacranti emotivamente, un incubo che ci terrà svegli per molto tempo”, confessa un tifoso nerazzurro.

L’eredità di una stagione controversa

Questa Inter lascia in eredità una stagione di contraddizioni: capace di raggiungere una finale di Champions League battendo squadre come Bayern Monaco e Barcellona, ma incapace di mantenere la concentrazione necessaria per difendere lo scudetto in campionato.

La squadra di Inzaghi ha dimostrato di avere la qualità per competere ai massimi livelli europei, ma ha pagato caro la mancanza di continuità e determinazione nei momenti decisivi del campionato italiano.

Conclusione: quando vincere non basta

La vittoria per 2-0 contro il Como resterà nella storia come una delle vittorie più amare dell’Inter. Aver fatto il proprio dovere senza riuscire a conquistare l’obiettivo principale rappresenta l’essenza dell’amarezza sportiva.

L’Inter del 2025 si unisce così alla lunga lista di squadre che hanno dovuto fare i conti con il rimpianto di occasioni sprecate. Una lezione che dovrà servire per il futuro, nella speranza che la finale di Champions possa almeno parzialmente lenire le ferite di uno scudetto sfumato all’ultima giornata.

L’Inter vince a Como ma perde lo scudetto: quando il calcio sa essere crudele come la vita.

Alice Gatti

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