Ucraina, Vannacci: “Armi occidentali per colpire in Russia? Rischio coinvolgimento Paesi Nato”

Ucraina, Vannacci: "Armi occidentali per colpire in Russia? Rischio coinvolgimento Paesi Nato"

(Adnkronos) – “Sarebbe un errore perché potrebbe portare alla spiralizzazione del conflitto invece che attenuarlo”. Con queste parole il generale Roberto Vannacci, candidato indipendente nelle liste della Lega alle elezioni europee dell’8-9 giugno, commenta con Affaritaliani.it la possibilità che la Nato e gli Stati Uniti tolgano il divieto all’Ucraina di utilizzare le armi occidentali per colpire direttamente il territorio russo. 

“Togliere queste restrizioni – dice il generale – sarebbe un grave errore da parte della Nato perché significherebbe che la fornitura di armamenti all’Ucraina non si configurerebbe più come azione di difesa dall’aggressione russa da parte di Kiev sul territorio ucraino ma sarebbe a tutti gli effetti un’attività militare volta a neutralizzare non solo le capacità offensive delle forze armate russe ma anche l’infrastruttura industriale e produttiva coinvolgendo anche direttamente la popolazione civile russa nella guerra. E tutto ciò porterebbe a una spiralizzazione del conflitto che potrebbe condurre al superamento di quella sottile linea rossa che demarca il confine del ‘non ritorno'”. 

L’utilizzo di armi occidentale per colpire la Russia “innalzerebbe inoltre molto pericolosamente la possibilità di un coinvolgimento diretto dei Paesi Nato nel conflitto perché, colpiti sul proprio territorio, i russi potrebbero legittimamente decidere di attaccare le linee di rifornimento di armamenti dall’Occidente alla Russia provocando così quella spiralizzazione del conflitto che aumenterebbe la possibilità di un coinvolgimento diretto dei Paesi Nato nella guerra. E questa, forse, è una condizione a cui – con in testa il ministro degli Esteri britannico David Cameron – molti pericolosi e spregiudicati politici anelerebbero al fine di impantanare tutta la Nato in un conflitto con la Federazione Russa per ridimensionarne, una volta per tutte, le aspirazioni internazionali”, conclude Vannacci. 

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