Come introdurre un nuovo gatto in casa: strategie per una convivenza pacifica

27 Maggio 2024 di 4 min di lettura
Come introdurre un nuovo gatto in casa

Nuovo gattino in casa? Adottare un pelosetto è sempre un’ottima idea: salvarlo dal gattile o dalla strada è un gesto d’amore che ripaga in fusa e un compagno fidato. Ma introdurre un nuovo gatto in casa dove c’è già un gatto adulto non è sempre così facile: le dinamiche feline possono metterci a dura prova. Vogliamo provare a dare dei consigli in merito, consigliando Animals Land per approfondire ulteriori suggerimenti sull’arrivo di un nuovo micio.

Come preparare la casa per il nuovo gatto

In questo caso dobbiamo fare due eccezioni. La prima prevede l’arrivo di un gattino studiato nel tempo, quindi si è già preparati all’adozione: magari stiamo aspettando la staffetta in giro per l’Italia o il gattile della nostra città ci ha dato il via libera per l’adozione.

In altri casi, però, spesso salviamo dei randagi dalla strada. Il filo conduttore è uno: il nuovo gattino deve avere il suo angolo per sentirsi al sicuro! Al netto di tutto l’occorrente, ovvero lettiera, cibo per gatti piccoli, acqua e qualche giochino, quando si hanno già dei gatti in casa, è importante considerare uno spazio “safe” per lui, dove possa riposare e ambientarsi.

Le “presentazioni in famiglia” vanno fatte nel modo opportuno. Prima di tutto, il nuovo gattino deve essere lasciato libero di esplorare, di annusare, per iniziare a riconoscere gli odori. Altro consiglio che diamo è di non forzare, mai e in nessun modo, la presentazione.

Il primo incontro tra gatti: a cosa prestare attenzione

Gradualità, pazienza e porte o barriere sono gli elementi chiave per favorire l’introduzione. Imporre la presenza del gattino è un comportamento assolutamente sbagliato, perché altrimenti si creerebbero malumori in casa. Il gatto adulto – o i gatti – deve prendere confidenza con il nuovo arrivato. La conoscenza comincia a partire dall’odore: si può provare a scambiare le cucce, o a farli mangiare vicini, ma sempre divisi dalle porte o dalle barriere.

Per il contatto visivo, le possibilità sono due: una barriera in plexiglass, quindi trasparente, oppure il trasportino. Il gatto di casa deve avere la possibilità di annusare (e persino “ispezionare”!) il micio. Solamente in seguito, alla fine, si permette ai gatti di incontrarsi davvero: contatto ravvicinato! Dopo quanto tempo farlo?

Dipende. Non c’è una risposta univoca, perché dipende tutto dal carattere dei gatti e anche dai singoli casi, se hanno avuto traumi in passato o se sono abituati a stare in mezzo ad altri simili, o ancora se sono stati opportunamente svezzati dalla mamma.

Come gestire eventuali reazioni di stress ed evitare i conflitti

Nonostante i nostri sforzi, è probabile che i mici non si piacciano a prima vista. È perfettamente normale, perché ci vuole tempo. Ma anche un bel po’ di pazienza. Il segreto per favorire il legame tra i gatti di casa è di usare anche delle ricompense, ma vanno premiati ambedue i gatti: un “favorimento” del micio più piccolo potrebbe destare stress nel gatto più grande, come farlo dormire sin da subito insieme a noi.

Per ridurre lo stress, è altresì importante impostare degli orari. Parliamo di animali estremamente abitudinari, con una routine ben precisa: pappa, nanna e gioco, se ripetuti in orari specifici, possono avere un effetto positivo. E tra l’altro questo aiuta a ridurre il potenziale stress nel micio adulto, che così vede la sua routine rinnovata solo in parte.

Come riconoscere i segnali di stress?

L’erronea convinzione che il gatto sia un animale più indipendente rispetto al cane porta spesso a un luogo comune, ma il gatto è un animale sensibile. Sono tantissime le cause dello stress nel gatto, come la convivenza forzata con altri simili in spazi piccoli (ecco perché dividerli inizialmente), o comportamenti intrusivi (è il motivo per cui abbiamo parlato di routine e di gradualità).

I sintomi dello stress includono spesso l’immobilità, la tendenza a rifugiarsi, ma non solo: soffia, allarga le fauci, le pupille dilatate, il pelo si rizza. In alcuni casi, qualora l’inserimento non andasse a buon fine, è sempre bene rivolgersi al proprio veterinario, o valutare un consulente del comportamento. Diamo tempo ai nostri gatti di conoscersi, ma non forziamo le cose: potremmo solamente ottenere l’effetto contrario.

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