L’insoddisfazione sul posto di lavoro, la voglia di migliorare la propria situazione economica e avanzare nella carriera professionale sono tematiche centrali nel panorama dei lavoratori italiani. InfoJobs, la principale piattaforma di ricerca di lavoro in Italia, ha condotto un’indagine chiamata “Upskilling e Reskilling” per comprendere l’evoluzione del mondo del lavoro in relazione alla soddisfazione dei lavoratori e alle loro ambizioni di crescita e cambiamento professionale.
L’Insoddisfazione Lavorativa
L’indagine ha rivelato che il 48,6% dei candidati intervistati non è soddisfatto del proprio lavoro attuale e sta cercando nuove opportunità professionali per colmare questo vuoto. Un ulteriore 27% è insoddisfatto ma esita ad intraprendere nuovi percorsi, riflettendo sul valore delle relazioni professionali e sperando in un miglioramento della situazione attuale. D’altra parte, il 24,4% si sente a proprio agio nel proprio ambiente di lavoro e desidera crescere ulteriormente in quella realtà.
I Fattori Determinanti
Quali sono i principali fattori che influenzano la decisione di restare o lasciare un lavoro? Al primo posto troviamo la possibilità di avanzamento di carriera e il raggiungimento degli obiettivi professionali (38,8%). Seguono motivazioni di natura economica o contrattuale (37,7%) e le relazioni con superiori e colleghi (12,8%). Sorprendentemente, la distanza tra casa e luogo di lavoro sembra avere un impatto limitato, influenzando solo l’8% dei lavoratori.
Azioni delle Aziende
Tuttavia, secondo i dipendenti, le aziende italiane sembrano non aver intrapreso azioni concrete per trattenere i talenti negli ultimi 6 mesi. Il 71,2% dei rispondenti ritiene che la loro azienda non abbia fatto nulla per trattenere i talenti. Solo una minoranza ha beneficiato di misure di trattenimento come aumenti di stipendio e benefit (importanti per il 12% degli intervistati), formazione (7,5%), lavoro ibrido e flessibilità oraria (6,8%) e percorsi di carriera chiari e strutturati (2,4%).
Le Leve Motivazionali
Quali sono le leve motivazionali che spingono i lavoratori a rimanere in azienda? L’upskilling emerge come un forte incentivo, poiché dimostra la fiducia dell’azienda nel dipendente e investe nella sua formazione e crescita (47,7%). Il reskilling, sebbene meno rilevante, è visto come un’opportunità da solo il 22,3% dei rispondenti. Tuttavia, per il 30% dei candidati, quando la decisione di lasciare il posto di lavoro è stata presa, è difficile far cambiare idea a un lavoratore.
Azioni Efficaci per Trattenere i Talenti
Riguardo alle azioni concrete che le aziende possono intraprendere per trattenere i propri talenti, i bonus economici si posizionano al primo posto (36,8%). Al secondo posto ci sono maggiori responsabilità che coinvolgono il dipendente nel raggiungimento degli obiettivi (30,6%), seguite dai percorsi di carriera chiari, dalla formazione gratuita e dai programmi di mentoring (27,3%). Il lavoro ibrido è quasi altrettanto importante dei benefit (21% vs 20,7%).
Importanza del Dialogo
Infine, il dialogo si rivela un elemento essenziale per costruire buoni rapporti sul posto di lavoro. La comunicazione tra colleghi, tra superiori e dipendenti e con il reparto delle risorse umane è fondamentale per condividere opinioni e fornire feedback costruttivi sull’operato. Tuttavia, solo il 17,2% percepisce la cultura del feedback come essenziale per il successo aziendale, indipendentemente dall’età. Per il 30,2%, non viene data abbastanza importanza al feedback, mentre il 7,5% ritiene che la percezione del feedback possa variare in base all’età.
In conclusione, l’insoddisfazione lavorativa in Italia è un problema diffuso, ma le aziende possono adottare misure efficaci per trattenere i loro talenti, investendo nell’upskilling, migliorando le condizioni economiche e promuovendo una cultura di comunicazione aperta e costruttiva sul posto di lavoro.


