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Opel Frontera: la storia della fuoristrada

Opel Frontera: la storia della fuoristrada

Nel 1991 debuttò la Opel Frontera, fuoristrada della Casa del Fulmine sviluppata in sinergia con lo specialista giapponese Isuzu. La gamma prevedeva la variante Sport a passo corto con la carrozzeria a tre porte nelle configurazioni Soft-Top ed Hard-Top, più la variante Wagon a passo lungo con la carrozzeria a cinque porte. La prima generazione, nota come Frontera A, era proposta con le motorizzazioni a benzina 2.0 da 116 CV e 2.4 da 125 CV, affiancate dall’unità diesel 2.3 TD da 101 CV di potenza e successivamente sostituito dal motore 2.8 TD da 113 CV prima, nonché dal propulsore 2.5 TD da 116 CV poi.

La seconda generazione della Opel Frontera risale al 1998, quando fu introdotta con le confermate varianti Sport e Wagon assieme ai rispettivi allestimenti RS e Limited. La gamma comprendeva le motorizzazioni a benzina 2.2 16V da 136 CV e 3.2 V6 da 205 CV di potenza, affiancate dall’unità diesel 2.2 DTI da 115 CV prima e 120 CV poi. Non sono mancate le versioni speciali, con le denominazioni Color Selection, Nautilus Blue, Glacier Star ed Edition per la Frontera A o Edition 2000, Olympus e Barbour per la Frontera B.

Uscita di scena nel corso del 2005, la fuoristrada Opel Frontera è stata immatricolata sul mercato italiano in 16.516 esemplari come Frontera A e 18.961 unità come Frontera B. Attualmente, ne risultano circolanti 11.491 in totale. Nel 1992, fu affiancata dalla più grande Opel Monterey, gemella della Isuzu Trooper e non commercializzata ufficialmente in Italia. Inoltre, nel 1992 debuttò anche il pick-up Opel Campo con il motore 2.5 Diesel da 76 CV di potenza, nelle varianti Crewcab e Sportscab.