In Italia la pensione di vecchiaia è prevista al compimento dei 67 anni di età del richiedente che abbia pagato i contributi a un ente pensionistico per un minimo di 20 anni. Esistono però alcune deroghe a questa regola generale, previste per specifiche categorie di soggetti, o anche per chi ha svolto la propria attività lavorativa per lungo tempo, senza aver raggiunto ancora l’età per la pensione di vecchiaia. Capire quando si può andare in pensione non è quindi sempre semplice, così come calcolare l’ammontare dell’assegno pensionistico.
Il calcolo della pensione
Il modo più rapido e sicuro per fare il calcolo della pensione, sia per verificare il giorno in cui si sarà in possesso dei requisiti necessari, sia per capire quale potrebbe essere l’ammontare dell’assegno, consiste nel rivolgersi a un consulente. Esistono appositi strumenti che permettono di svolgere questa attività, anche online, come ad esempio il calcolo della pensione con MiaPensione. Questo tipo di piattaforma è utile soprattutto per chi sta lavorando da vario tempo o chi ha già superato i 60/65 anni: il calcolo gli darà qualche certezza sul suo futuro prossimo. È vero, però, che approfittare di questi strumenti per il calcolo della pensione può essere utile anche per chi si è già ritirato dalla vita lavorativa e percepisce l’assegno pensionistico. Questo perché a volte capita che gli enti preposti commettano piccoli errori, che possono modificare l’ammontare della pensione. Se quindi si ritiene di percepire un assegno troppo basso rispetto a quanto ci si aspettava, è consigliabile chiedere aiuto a un consulente, che verificherà la situazione contributiva.
Quando fare il calcolo della pensione
Di fatto chiunque può richiedere una consulenza per il calcolo della pensione, anche chi lavora da un paio di anni. È vero però che il risultato di un calcolo di questo tipo non è certo. Prima di tutto perché qualsiasi tipo di calcolo e verifica si può fare oggi solo con le norme valide al momento: nessuno, però, ci può confermare che le norme che regolamentano l’accesso al trattamento pensionistico rimarranno le stesse per lungo tempo. Quindi se si ha un’età inferiore ai 55 anni il risultato del calcolo potrebbe essere stravolto da norme che saranno applicate in futuro. Oltre a questo il calcolo della pensione tiene conto delle variazioni di salario medie; se un soggetto giovane fa una previsione oggi, questa considererà la posizione lavorativa e lo stipendio che prende al momento, non gli eventuali salti di carriera futuri. Quindi più si è vicini al momento in cui si andrà in pensione e migliore sarà la precisione del calcolo, e viceversa.
Deroghe al regolamento generale
Si deve poi sempre considerare che ci sono varie deroghe al regolamento per la pensione di vecchiaia. Ad esempio i soggetti invalidi possono andare in pensione a 61 anni di età gli uomini e a 56 anni le donne, fermo restando il requisito dei 20 anni di contributi. Alcune categorie, poi, possono ottenere la pensione a 67 anni con soli 15 anni di contributi. È poi stata confermata per tutto il 2023 la misura chiamata quota 103: chi ha almeno 62 anni di età e un’anzianità contributiva di almeno 41 anni può accedere alla pensione. Inoltre, chi ha cominciato a lavorare prima dei 19 anni può andare in pensione con 41 anni di contributi. Questo porta all’importanza di fare il calcolo della pensione ben prima dei 67 anni di età, soprattutto se si fa parte di alcune specifiche categorie.


