Manovra 2023, dai buoni pasto a stop tassa patente: le novità

Manovra 2023, dai buoni pasto a stop tassa patente: le novità -
Manovra 2023, dai buoni pasto a stop tassa patente: le novità –

(Adnkronos) – Si prospetta come molto serrato il timing dell’iter della manovra 2023 in commissione Bilancio della Camera. Dopo l’ultimo appuntamento di ieri, giornata di scadenza della presentazione degli emendamenti segnalati da maggioranza e opposizione, i lavori proseguiranno martedì 13 e mercoledì 14 con lo sfoglio del fascicolo. Sempre mercoledì ci sarà la riunione di maggioranza per procedere con la votazione degli emendamenti presentati dalla commissione. Tra giovedì 15 e venerdì 16 sarà la volta del voto delle proposte emendative dell’opposizione, mentre sabato 17 ci sarà la riunione di maggioranza sugli emendamenti. Penultimo step domenica 18, con il voto a oltranza sulle proposte emendative, per poi dedicare tutto lunedì 19 alla preparazione del testo che approderà quindi in aula della Camera, come previsto, il 20 dicembre. Sono 450 gli emendamenti segnalati alla manovra ma non si esclude un’ulteriore scrematura. 

18 APP – “’18app’: negli ultimi giorni molta polemica è stata fatta sul famoso bonus ai 18enni per la cultura: si dice che ‘noi vogliamo abolirlo’, in realtà non vogliamo farlo. Il ministro Sangiuliano sta lavorando a una ‘carta cultura’, però sicuramente 18app è una misura che va rivista. Innanzitutto perché questi 500 euro al compimento dei 18 anni vengono riconosciuti a tutti, indipendentemente dal reddito”, quindi “credo vada introdotto un limite nel reddito di chi accede a questa misura”, ha detto il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nell’ormai consueto appuntamento su Facebook con ‘Gli appunti di Giorgia’. 

BUONI PASTO – FdI propone l’aumento da 8 a 10 euro dell’esenzione fiscale dei buoni pasti elettronici. 

SUOLO PUBBLICO – FdI propone anche di estendere dal 31 dicembre 2022 al 30 giugno 2023 la proroga dell’occupazione del suolo pubblico per il settore ristorazione.  

IVA AL 5% ANCHE PER POMPE DI CALORE – Tra gli emendamenti di Fratelli d’Italia l’inserimento tra i servizi soggetti all’aliquota del 5% anche delle pompe di calore per la climatizzazione invernale e/o estiva.  

SCUOLE – FdI chiede inoltre, tra le altre proposte di modifica alla manovra, più fondi per l’edilizia scolastica.  

BONUS SOCIALE PIU’ AMPIO – Fratelli d’Italia chiede anche l’estensione del bonus sociale anche sotto forma di crediti per gli inquilini dell’edilizia popolare. 

CARO-ENERGIA – Tra i segnalati di FdI anche proposte per sul funzionamento del mercato del gas, un contributo ai comuni per realizzare nuovi impianti di stoccaggio del gas e sconti sulle accise del gasolio per le imprese di noleggio autobus. 

CERVELLI – Arrivano emendamenti anche per la riapertura del bonus per il rientro dei cervelli. 

PENSIONI MINIME – Forza Italia chiede negli emendamenti un fondo da 500 milioni di euro a decorrere dal 2023 per la revisione del meccanismo di indicizzazione delle pensioni minime e misure per contrastare gli effetti negativi delle tensioni inflazionistiche. 

DECONTRIBUZIONI GIOVANI – Da FI anche la proposta di esonero contributivo fino 8.000 euro nel 2023 per le nuove assunzioni a tempo indeterminato e le trasformazioni dei contratti a tempo determinato dei giovani.  

SUPERBONUS – Tra le proposte di modifica di Forza Italia anche l’introduzione di meccanismi per sbloccare la cessione dei crediti fiscali del Superbonus. 

REDDITO DI CITTADINANZA – Arriva dalla Lega un emendamento sul percorso di studi dei beneficiari di Rdc. Nel 2023 per i beneficiari del reddito di cittadinanza tra i 18 e i 29 anni non hanno adempiuto all’obbligo formativo, l’erogazione del beneficio è condizionata anche all’iscrizione e alla frequenza di un percorso di studi finalizzato all’assolvimento del diritto-dovere all’istruzione e formazione sino al conseguimento dell’obbligo formativo o, comunque, di una qualifica di durata almeno triennale. 

NIENTE IMPOSTE SU PATENTE GUIDA – Tra gli emendamenti della Lega anche quello che propone l’abolizione dal primo gennaio 2023 dell’imposta per l’ottenimento delle patenti di guida per i veicoli delle categorie B e C1.  

STOP TRIBUTI CAMPAGNE COMMERCIALIZZAZIONE MIN. AGRICOLTURA – La Lega chiede dal 1° gennaio 2023 di abolire i tributi sulle campagne di commercializzazione, determinati annualmente dal Ministero delle politiche agricole e lo stop all’imposta per l’attività di raccolta di prodotti selvatici non legnosi.  

STOP IMPOSTE CATASTALI SU AFFITTI – Stop della Lega anche alle imposte di registro, ipotecaria e catastale applicate ai contratti di affitto.  

VIA IMPOSTA SOSTITUTIVA TFR – Abolita anche, in base a un emendamento della Lega, l’imposta sostitutiva sulla rivalutazione del trattamento di fine rapporto di lavoro. 

MAREBONUS E FERROBONUS – La Lega chiede una spesa di ulteriori 25 milioni di euro per l’anno 2023 per il marebonus e il ferrobonus.  

DETASSAZIONE SALARIO MINIMO – Arriva dal Movimento 5 Stelle la richiesta per il 2023, 2024 e 2025 di imposta sostitutiva sul salario minimo e addizionali regionali e comunali pari al 10% entro il limite di importo complessivo pari a 3.000 euro.  

SPENDING REVIEW O REVISIONE DETRAZIONI – M5S chiede anche entro il 31 dicembre 2024 una razionalizzazione della spesa pubblica pari a 6.000 milioni di euro per ciascuno degli anni a decorrere dall’anno 2025 da compensare in caso di mancati tagli con equivalenti interventi sulle agevolazioni e detrazioni vigenti, ferma restando la necessaria tutela dei contribuenti più deboli, della famiglia e della salute.  

FONDI SANITA’ – Il Partito democratico chiede nuovi fondi per il servizio sanitario nazionale. 

STOP TASSA MANCE – Il Pd propone inoltre l’abolizione della tassa sulle mance. 

RAFFORZARE ASSEGNO UNICO – Il Pd chiede anche il rafforzamento dell’assegno unico per le famiglie.  

IMPOSTA NEGATIVA PER BENEFICIARI RDC – Italia Viva propone l’introduzione di un’imposta negativa per gli assunti titolari di reddito di cittadinanza in via sperimentale per gli anni 2023 e 2024 tale da determinare un incremento pari al 50 per cento del reddito da lavoro netto fino al raggiungimento della soglia del Rdc.  

RITORNO A REGIME FISCALE ORDINARIO – Iv propone per i contribuenti che applicano il regime forfetario con ricavi non superiori a 85.000 euro l’applicazione per il passaggio al regime ordinario di un’imposta opzionale e sostitutiva per due anni che accompagni gradualmente il rientro al regime ordinario. 

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