Femminicidio: un’emergenza sociale. Nel nostro Paese dal 2013 ci sono stati interventi legislativi significativi

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Femminicidio: un’emergenza sociale. Nel nostro Paese dal 2013 ci sono stati interventi legislativi significativi

È un termine controverso, spesso utilizzato in maniera impropria ma che descrive il grado di violenza al quale l’uomo è in grado di arrivare: Femminicidio è anche un termine che prepotentemente è entrato nella nostra quotidianità. Dati e statistiche in Italia sono impietosi perché ogni anno sono tante le donne che vengono uccise. Le motivazioni che spingono gli uomini a compiere atti vili e deplorevoli nei confronti delle donne sono le più disparate ma ogni caso, naturalmente, andrebbe approfondito e valutato singolarmente. L’omicidio è l’ultimo, estremo atto. È un inconveniente manifestazione del possesso, vi è ormai un’epidemia di violenza contro le donne. L’uomo uccide perché non ha più la totale gestione di quella “cosa” che riteneva sua. Alcuni uomini finiscono per odiare talmente fino al punto di eliminare fisicamente la donna.
E’ una forma di discriminazione sulle donne; ma la donna “maltrattata” non deve vergognarsi, non deve sentirsi “malata”.

Il 25 novembre è stata la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, è la ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999.

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Avvocato Gianettore Gassani, presidente dell’associazione nazionale dei matrimonialisti. È tra i più noti legali italiani ed è molto apprezzato anche in veste di saggista. Ha scritto “I perplessi Sposi”, “Vi dichiaro divorziati”, “C’eravamo tanto armati” e “La guerra dei Rossi”. Attualmente è in tutte le librerie “L’ultimo abbraccio” (edito da Diarkos).

“Sovente mi è capitato di dover assistere in giudizio donne, vittime di inaudite violenze fisiche e psicologiche, mogli di professionisti anche piuttosto affermati”, ammette il celebre avvocato  Gian Ettore Gassani, presidente dell’associazione degli avvocati matrimonialisti d’Italia, autore de “L’ultimo abbraccio” (edito da Diarkos).  “E’ un dato di fatto – spiega l’avvocato Gassani – la violenza sulle donne, che avvenga all’interno delle mura domestiche o meno, è molto più frequente e capillare di quanto si possa immaginare. Femminicidio è un termine controverso, spesso utilizzato in maniera impropria ma che descrive il grado di violenza al quale l’uomo è in grado di arrivare, solitamente quando si sente “rifiutato”, la percezione del rifiuto da parte dell’uomo in quanto maschio meriterebbe un approfondimento specifico. Quando parliamo di violenza di genere ci riferiamo alla violazione di quei diritti ascrivibili a tutte le forme di violenza rivolta verso le donne che incidono sulla loro dignità, integrità e libertà”.

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Dott.ssa Flaminia Bolzan, psicologa e criminologa, volto molto apprezzato dal pubblico televisivo. È docente al Master di Genetica Forense dell’Università Tor Vergata di Roma ed è docente di Psicologia Sociale all’Università Niccolò Cusano.

Nel nostro Paese stiamo assistendo ad una vera e propria emergenza sociale, ad un problema di enorme impatto e a proposito della giornata mondiale per l’eliminazione contro la violenza sulle donne, la nota criminologa e psicologa Flaminia Bolzan avverte: “Sarebbe importante rendere ogni giornata un 25 novembre” e aggiunge: “Le donne uccise sono tante, parlerei di una moltitudine. Ma il tema prevalente è relativo al perché, non tanto al come, certamente però alla domanda “da chi?”. Si, perché vittime di femminicidio si “diventa”. È un ruolo impossibile da declinare in chiave attiva e fa si che una considerazione ulteriore nasca proprio a tale proposito. Possibile che questa aura di passività imposta culturalmente alla donna debba esserci anche nella tragedia?”, si chiede Bolzan e riflette, sostenendo: “Mi piacerebbe ribadire che tante donne hanno avuto un ruolo attivo, quando hanno denunciato, quando hanno tentato di svincolarsi dalle maglie della rete di una relazione tossica in cui subivano abusi, molto spesso psicologici, ma frequentemente anche fisici. Purtroppo questo ruolo attivo si è visto negato, fino al punto in cui qualcun altro lo ha assunto e ha scelto di mettere fine a qualunque cosa. Le ha uccise. Ha negato loro la possibilità di esistere, in quanto figlie, madri, mogli, semplicemente in quanto donne. Prevenzione e contrasto alla violenza di genere sono le parole chiave, ma se anche i detti popolari individuano nella prima una soluzione migliore alla cura, allora l’interrogativo deve ricadere proprio sulla modalità con cui fare prevenzione”.

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L’avvocato Micaela Ottomano è famosa per essere esperta di Diritto di famiglia e di Diritto delle Assicurazioni. Ha lo studio legale a Napoli e a Roma. Determinata, brillante da anni è impegnata in prima persona contro la violenza sulle donne.

E in effetti nel nostro ordinamento giuridico sono entrate in vigore norme che mirano principalmente a prevenire la violenza sulle donne. “Dal 2013 il nostro legislatore – chiosa Micaela Ottomano, famosa avvocato, esperta di diritto delle assicurazioni e da tempo indignata per contrastare la violenza di genere – si è impegnato  affinché si colmasse un vuoto legislativo fino ad arrivare nel 2019 ad introdurre la legge denominata “Codice Rosso”, cercando di rafforzare sia gli strumenti di prevenzione sia quelli di protezione delle donne”. C’è stata molta attenzione, è innegabile. Ma forse ancora non è abbastanza. “Sono state introdotte una pluralità di misure – continua Ottomano – che inaspriscono le pene per i reati di violenza contro le donne, tutelano maggiormente la condizione di vulnerabilità della vittima e considerano in modo più rigoroso gli specifici rischi di reiterazione e multilesività”. Una particolare attenzione è stata rivolta ai contesti familiari e di convivenza. La violenza circoscrive quei comportamenti finalizzati alla sopraffazione del familiare debole (che in genere è appunto la donna): aggressioni verbali, psicologiche e fisiche, si può realizzare con diverse modalità.

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