Ossi di Seppia e lo sbarco degli albanesi in Italia: la nuova puntata disponibile dal 29 novembre su Raiplay

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Ossi di Seppia e lo sbarco degli albanesi in Italia: la nuova puntata disponibile dal 29 novembre su Raiplay –

“Italia, Italia!” Le braccia alzate in segno di saluto e le dita tirate su a V per dire “vittoria”. Il mercantile Vlora si affaccia nel mare di Bari, stipato all’inverosimile di anime in fuga, disperate, esauste, ferite ed affamate. E senza un soldo in tasca. E’ l’8 agosto del 1991. Nella dodicesima puntata di Ossi di Seppia, quello che ricordiamo, dal 29 novembre su RaiPlay e il 2 dicembre su Rai 3 si ripercorrono eventi che hanno, per certi versi, cambiato il nostro Paese e l’intero continente europeo.

La storia della puntata di Ossi di Seppia

Dopo la fine del regime comunista l’Albania vive una realtà difficile, politicamente isolata, con un tasso di criminalità molto elevato, povera e arretrata da un punto di vista economico. A Tirana, come in altri paesi, si guarda la Tv italiana e si osserva lo Stivale, sulla sponda opposta dell’Adriatico, come fosse la terra promessa. Iniziano gli sbarchi di massa nei porti pugliesi. Numeri mai visti prima, una quantità di persone indecifrabile tutt’oggi. Alcuni parlano di diciottomila, altri di ventisettemila migranti provenienti dall’Albania, fra questi anche Eva Meksi, voce narrante dell’episodio, imbarcata proprio sulla nave Vlora, proveniente da Durazzo. “La nave era già piena eppure la gente continuava a salire, con le corde e con tutti i mezzi. Non c’era più niente che mi poteva spaventare. Ormai avevo deciso e avrei fatto di tutto per raggiungere l’obiettivo…Di quel viaggio non ricordo la fatica o il caldo, solo l’odore cattivissimo. Alle prime luci dell’alba ci avvicinammo alla costa. Quando mi sono affacciata per scendere, pensavo di essere la prima. Ho visto invece che la banchina era già piena e che nell’acqua c’era tanta gente che nuotava.” 

Un ennesimo viaggio della speranza, su un bastimento precedentemente rientrato in Albania con un carico di zucchero, dopo un viaggio a Cuba.  Una volta svuotato sarebbe stato preso d’assalto da una folla di gente che aveva costretto il comandante a salpare per l’Italia.

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