Prevenire un arresto cardiaco: è possibile? Ecco come farlo

Prevenire un arresto cardiaco: è possibile? Ecco come farlo

Purtroppo gli arresti cardiaci e la conseguente morte cardiaca improvvisa sono un problema molto sentito e reale nel nostro paese, in quanto si stima che circa 60.000 persone all’anno in Italia muoiano per questo motivo. Dato che l’80% degli arresti cardiaci avviene lontano dagli ospedali, bisogna essere in grado non soltanto di intervenire tempestivamente per salvare chi ne viene colpito, ma anche e soprattutto di prevenirli.

Ma è davvero possibile difendersi da questa eventualità così nefasta? Certo, nella maggior parte dei casi prevedere un arresto cardiaco è quasi impossibile, a meno che non si soffra di particolari disturbi che danno una predisposizione a questo tipo di evenienze. Quello che si può fare però è condurre uno stile di vita sano e dedicarsi a controlli più serrati per il proprio cuore. In questo modo si ridurrà il rischio di attacco cardiaco in maniera significativa.

E per quanto riguarda l’intervento tempestivo, invece, cosa si può fare? Una delle ultime leggi emanate dal nostro governo viene incontro proprio alla necessità di abbassare il numero di morti per arresto cardiaco e sembra essere davvero efficace in questo senso. Infatti la legge 116/2021 prevede l’obbligo di defibrillatore su numerosi luoghi di lavoro e si va ad aggiungere al precedente decreto Balduzzi che introduceva questo obbligo nelle strutture sportive. 

In questo modo è possibile dunque prevenire e agire rapidamente in caso di arresto cardiaco sul luogo di lavoro o mentre si fa sport, il che è davvero importante per fare la differenza tra la vita e la morte. Oltre a ciò, si cercano anche soluzioni più futuristiche e rapide per intervenire il prima possibile, come ad esempio i defibrillatori che arrivano sul posto tramite drone. Ma ogni giorno, nel quotidiano, cosa si può fare per prevenire questa spiacevole evenienza? Scopriamolo di seguito.

La prevenzione dell’attacco cardiaco a seconda del proprio stato di salute iniziale

Ci sono buone norme da seguire a prescindere per preservare il benessere del proprio cuore, qualunque sia lo stato di salute iniziale in cui ci si trova. Tra queste ci sono sicuramente:

  • Mangiare sano: rinunciare ai cibi troppo grassi, ai fast food, ai grassi animali, al troppo sale e simili per dedicarsi ad una dieta più sana, mediterranea, ricca di frutta, verdura, proteine vegetali, pesce e olio evo nelle giuste quantità.
  • Mantenersi in forma: l’obesità e il sovrappeso sono tra i primi fattori predisponenti all’arresto cardiaco e dunque ridurre il grasso addominale e mantenersi in forma è fondamentale per restare in salute. Ciò va fatto non soltanto con la dieta di cui sopra, ma anche con la giusta attività fisica giornaliera.
  • Ridurre lo stress: è importante, nella vita frenetica condotta dalla maggior parte delle persone al giorno d’oggi, trovare qualche momento per se stessi e per i propri interessi che esulino dal lavoro e dai doveri di ogni giorno. Rilassarsi, fare una passeggiata, dedicarsi ad un proprio hobby, sono tutte attività che riducono lo stress e dunque il rischio di attacco cardiaco.
  • Smettere di fumare: il fumo è nocivo a diversi livelli e smettere di fumare può essere solo una buona idea per la propria salute, anche per quella cardiaca. 

Al di là di queste norme di vita salutare valide per tutti, la prevenzione dell’attacco cardiaco diventa differente a seconda della situazione di salute in cui si versa. Si possono dunque distinguere tre categorie diverse.

  • Stato di buona salute: anche se ci si trova in salute è consigliabile ed indicato controllare sempre il proprio cuore e sottoporsi a test di screening mirati. Ad esempio è bene fare periodicamente un ecocardiogramma per osservare l’anatomia del cuore e la sua abilità di pompo, oltre che un elettrocardiogramma grazie al quale si controlla l’attività elettrica cardiaca.
  • Stato di malattia cardiaca nota: è chiaro che se si soffre di una malattia cardiaca si è maggiormente predisposti ad un arresto cardiaco, soprattutto se si soffre di aritmie, malformazioni cardiache o se si ha una predisposizione genetica e familiare a patologie cardiache. In questo caso la prevenzione deve essere più mirata. Bisogna infatti essere seguiti da personale medico specializzato e fare screening ancora più specifici. Inoltre bisogna assumere regolarmente i farmaci prescritti dal medico senza modificarne la quantità né saltare le dosi.
  • Precedente episodio di arresto cardiaco: non tutti gli arresti cardiaci, per fortuna, sono fatali. Di conseguenza ci sono molti sopravvissuti ad arresti cardiaci che devono necessariamente essere seguiti dagli specialisti in maniera particolare e più accorta. Un arresto cardiaco pregresso, infatti, danneggia il muscolo cardiaco, rendendo non funzionanti alcune sue parti. In questo modo cambia il modo in cui il cuore pompa il sangue, ma può esserci anche l’insorgenza di aritmie e dunque di danno all’attività elettrica del cuore. I controlli di questi soggetti devono chiaramente essere molto più serrati, i farmaci più potenti e presi con estrema precisione, lo stile di vita il più possibile sano, tranquillo e la dieta equilibrata. In alcuni casi può anche essere necessario l’impianto di defibrillatori interni o pacemaker per ristabilire il normale funzionamento cardiaco.

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