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Lancia K: la storia della sfortunata ammiraglia italiana

Al Salone di Parigi del 1994 fu svelata la Lancia K, berlina di grandi dimensioni destinata a sostituire la Thema. Concepita dall’atelier Idea, era disponibile con le motorizzazioni a benzina 2.0i 20V da 145 CV e 2.4i 20V da 175 CV a cinque cilindri, affiancate dall’unità diesel 2.4 td di pari frazionamento da 124 CV di potenza.

Inoltre, la gamma della Lancia K comprendeva anche gli altri motori a benzina 2.0i Turbo 16V da 205 CV e 3.0i V6 24V da 204 CV di potenza. Nel 1996 debuttò la K Station Wagon assemblata da Pininfarina e, per l’occasione, la potenza del propulsore a benzina 2.0i 20V fu incrementata fino a 155 CV. Nel 1997, invece, fu introdotta la novità più importante, ovvero la sportiva K Coupé, assemblata da Maggiora e venduta sul mercato italiano in sole 1.767 unità.

Sottoposta al restyling di metà carriera nel 1998, fu proposta anche con il motore a benzina 2.0i Turbo 20V da 220 CV e l’unità diesel 2.4 jtd da 136 CV di potenza. L’ultima novità risale al 1999, con l’aggiornato cambio automatico Comfortronic. La Lancia K uscì di scena nel 2001, dopo esser stata prodotta in oltre 117.000 esemplari, di cui quasi 82.000 immatricolati sul mercato italiano. Il quantitativo di esemplari attualmente circolanti, invece, ammonta a poco più di 16.000 unità.

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