Vasco Rossi a Bari: una scarica di adrenalina

Vasco Rossi (foto Simoni)
Vasco Rossi (foto Simoni)

Una scarica d’adrenalina per i 50.000 del “San Nicola” che hanno assistito alla nona data del tour di Vasco Rossi.

Una scarica d’adrenalina di quasi tre ore che il settantenne rocker di Zocca, per il quale il tempo sembra essersi fermato, condivide con i suoi fan in arrivo non solo da una regione che è un po’ la sua seconda casa (trascorre a Castellaneta buona parte dell’estate), ma da tutta Italia.

Biglietti esauriti in poche ore a novembre, quando ancora non si sapeva se i grandi eventi sarebbero stati possibili o no, traffico in tilt nella zona dello stadio ma, soprattutto, un’impressionante energia rock condivisa tra fans e il sig. Rossi da Zocca.

Si comincia alle 21.15 in punto con XI comandamento, brano che invita a non discutere con gli arroganti, tanto la partita è persa, e si prosegue con un’alternanza tra brani del nuovo album e storici. “Finalmente insieme”, urla il Blasco nazionale dal palco. 

Il solito mix infernale che tiene incollati i fans su prato e spalti. Vasco è presentissimo sul palco e si guarda attorno, ben attento a quello che accade. Osserva qualche seno nudo, come ormai da tradizione su “Rewind”, ma anche Checco Zalone nel sottopalco: lo invita per un attimo a salire sul palco e il comico di Capurso, visibilmente emozionato, urla semplicemente un “Ciao Bari”.

Via nella seconda parte ai classici con la micidiale sequenza “C’è chi dice no-Gli spari sopra– Stupendo”, no alla guerra in “Sballi ravvicinati del terzo tipo”, nella quale le “centomila mani” si alzano davvero verso il cielo, come recita il brano, e si chiude con Vita spericolata, Canzone e Albachiara.

Su Canzone, il rocker di Zocca si toglie pure qualche sassolino, rammentando per l’ennesima volta come lui non abbia mai detto la frase “Al sud? Ogni tanto al c…o ci devo andare” e ribadendo il suo amore per il sud e la Puglia in particolare (“Al sud si vive al meglio che al nord”).

Un’esplosione di luci spettacolari, 1.500 i corpi illuminanti e potenza audio da 750.000 watt. Sul palco scorribande a chitarre sguainate, fiati che invitano al divertimento, ultima novità di quest’anno sono congas e timbales che danno un sapore afro agli arrangiamenti.

C’è anche il suono magico della Lap steel guitar. Poi, i fuochi d’artificio con Albachiara ed il saluto finale, che è un arrivederci perché “ora che siamo tornati, non ce ne andiamo più!”. Alla prossima, Vasco…

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