Coinvolgere i giovani in azienda è ciò che serve per attrarli e non farli andare via

(Adnkronos) – Due giovani imprenditrici del settore HR spiegano agli imprenditori perché oggi molti ragazzi non accettano le loro offerte di lavoro 

Milano, 20 Giugno 2022. Si chiama ‘big quit’ ed è il fenomeno a cui il mondo dell’imprenditoria assiste impotente, o quasi: è il boom delle dimissioni di massa che sembra avere travolto l’Italia del post pandemia. I dati parlano chiaro: in Veneto, nel primo quadrimestre dell’anno hanno scelto di abbandonare il posto di lavoro 66.300 persone, il 50% in più rispetto allo stesso periodo del 2021. Poco più a Sud, in Emilia Romagna, in tutto l’arco del 2021 le persone che hanno rassegnato le dimissioni sono state 181.000, il 40% in più rispetto al 2020.  

Se a questo fenomeno si aggiunge quello della difficoltà di trovare personale da inserire in azienda, si capisce come oggi la situazione che si trovano a vivere gli imprenditori (di ogni settore, dalla ristorazione all’edilizia, passando per i servizi) sia davvero preoccupante. “Senza personale le aziende non possono sopravvivere, è ovvio”, spiegano Samantha Marzullo e Nina Iacuzzo, giovani socie e fondatrici di di Guru Jobs, società di selezione del personale con sede principale a Bologna, ma attiva in tutta Italia. 

Il risultato di questa situazione che dovrebbe allarmare non solo le associazioni di categoria ma anche, e forse soprattutto, il mondo della politica, è sotto gli occhi di tutti ogni qualvolta si legge di un imprenditore, esasperato e angosciato che attacca i giovani accusandoli di non avere più voglia di lavorare. 

“Il punto è – concordano Iacuzzo e Marzullo – che se pure non dubitiamo che ci siano davvero giovani che non accettano offerte di lavoro davvero eque, molti sarebbero pronti a mettersi in gioco se solo l’imprenditore sapesse come attrarli in modo corretto. Una volta si pensava che il denaro bastasse per avere la fila fuori dall’azienda, poi che la stessa fila sarebbe stata garantita da un contratto a tempo indeterminato, oggi però ciò che attrae davvero i giovani è la possibilità di venire davvero coinvolti in un progetto aziendale.  

Ci spieghiamo meglio: un giovane, magari neo laureato, che cerca un’occupazione desidera entrare in una realtà che gli permette di crescere, di formarsi e partecipare attivamente allo sviluppo di progetti. Questo non significa che non voglia più fare la ‘gavetta’, ma solo che vorrebbe gli si prospettasse un futuro in cui potrà realizzare i suoi sogni e le sue ambizioni”. 

Ma non è tutto qui, almeno secondo le due socie di Guru Jobs che, solo nell’ultimo anno hanno ricevuto e vagliato i CV di 233.000 candidati selezionandoli per 550 aziende: “L’altro tema che spiega la difficoltà di trovare personale è legato al fatto che sono cambiati i luoghi della selezione: oggi i ragazzi che cercano lavoro lo fanno sui social e, più in generale on line. Sul web vengono inondati da centinaia, migliaia, di offerte e devono venire attratti da una in particolare. Comunicare correttamente sui social, puntando magari sull’employer branding, è la chiave che l’imprenditore ha per farsi notare dai giovani e attrarre così quei talenti che, se correttamente stimolati e motivati possono fare la differenza per l’azienda”. 

Per maggiori informazioni:
 

Ufficio Stampa 

Guru Jobs 

Deborah Dirani 

d.dirani@osmanagement.it
 

Mob: + 39 3938911364 

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