Brillante giurista, combattente in tribunale, Micaela Ottomano apprezzata per competenza e garbo.

Micaela Ottomano è avvocato, esperta di diritto delle assicurazioni, di diritto penale e di diritto di famiglia. Colta, raffinata: è una giurista molto apprezzata per la sua preparazione, per la determinazione e per la grinta con cui affranta le sue battaglie quotidiane, caratteristiche essenziali ed indispensabili per chi oggi vuole intraprendere la carriera di avvocato.

L’avvocatessa Ottomano coordina uno studio legale formato da un team multidisciplinare di giovani professionisti e negli ultimi anni è divenuta nota per le ottime performance registrate nei più importanti tribunali italiani. Bella, simpatica e anche conosciuta nel mondo dell’informazione in virtù delle sue partecipazioni televisive e per la presenza in qualità di opinionista legale tra le pagine dei più popolari magazine nazionali. 

“Il mio principale impegno quotidiano è  quello di essere titolare di studio con più sedi”, spiega l’avvocato Ottomano. “Coordinare i diversi professionisti che operano presso le sedi del mio studio è un’attività che richiede molta attenzione”, aggiunge specificando che “per la maggior parte sono giovani avvocati che ho formato e che continuano a collaborare con me, a loro ovviamente mi lega un rapporto di estrema fiducia”. Per questo motivo il ruolo della brillante giurista è paragonabile a quello di un imprenditore. 

Com’è amministrata la giustizia oggi in Italia? Gli italiani sono stati chiamati a pronunciarsi per cambiare alcuni aspetti in un settore molto complesso ma non è stato raggiunto il quorum… 

“Si, era una buona occasione per incidere; ma purtroppo non ha sortito l’effetto sperato. Non ci sono dubbi che la Giustizia in Italia va riformata. Siamo in attesa di riforme da decenni. Alcuni aspetti del procedimento penale per esempio devono assolutamente essere riformulati. Da avvocato sono cosciente che molto spesso il cittadino che entra in un aula di tribunale oppure entra in contatto con la complessa macchina della giustizia è completamente sfiduciato. È difficile, nella maggior parte dei casi, per noi avvocati spiegare e far comprendere alcuni meccanicismi. 

Ci sono carenze strutturali e di personale e si registrano di continuo confusi interventi di riforma. Il sistema giudiziario deve essere snellito. Purtroppo mi preme sottolineare che questi problemi affliggono il nostro Paese in tanti settori strategici: dalla Sanità alla Scuola, solo per citarne alcuni. 

Quali sono gli aspetti positivi del suo lavoro 

“Amo profondamente il mio lavoro, fin da bambina ho amato il diritto. Il mio caro papà era uno stimato avvocato en in famiglia abbiamo da sempre avuto dimestichezza con norme e leggi. Il mio papà mi ha trasmesso la passione e il senso del dovere e del rispetto che bisogna avere facendo questo lavoro, che in pratica è una vera e propria missione. Come per tutte le libere professioni, da avvocato ho la libertà ma anche tanta responsabilità. Potersi organizzare autonomamente le giornate è sicuramente un privilegio però in alcuni momenti si lavora il doppio del lavoratore dipendente. 

Sono soddisfatta di poter continuare a studiare e di vivere fasi di grande emozione: quando si vincono le cause si ha un grande senso di appagamento. L’avvocato è un combattente, si scontra, lotta e quando vince ripaga il proprio cliente per la fiducia accordata. 

Da sempre è impegnata in prima persona per la tutela delle donne maltrattate: quali sono le novità legislative più rilevanti ?

Sono stati molti gli interventi normativi del nostro Legislatore. Nei casi più gravi la querela della donna che ha subito violenza diventa irrevocabile, ossia una volta che è stata esposta non può più essere ritirata in modo da allontanare la vittima dal rischio di nuove intimidazioni anche se, le statistiche ci dicono, che questo rischio non è né diminuito né controllabile perché non esiste alcun tipo di vigilanza e controllo sul soggetto autore di minacce e violenze. Sono stati previsti anche investimenti per il potenziamento dei centri antiviolenza e per la sensibilizzazione dei media, della collettività e di tutte le professionalità che entrano in contatto con fatti di violenza di genere o di stalking però ancora ci sono molte lacune. È fondamentale non abbassare la guardia su queste vicende. 

Si può denunciare è mantenere l’anonimato e sempre più spesso le donne si sentono sole anche dopo la denuncia. Molti uomini anche dopo la denuncia continua a perseguitare. 

Non smetterò mai di dire che quando si viene a conoscenza di casi di maltrattamenti sulle donne chiunque può fare una segnalazione anonima alle autorità. Molte donne dopo la denuncia continuano a sentirsi sole anche perché nei fatti per loro non cambia nulla, addirittura diventano più vulnerabili sotto l’aspetto psicologico. 

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