Bimba uccisa, criminologa: ''Atto che sconvolge ma non raro" 1

Bimba uccisa, criminologa: ”Atto che sconvolge ma non raro”

(Adnkronos) – ”L’omicidio di un figlio da parte di una madre è un atto che ci sconvolge ma non sono infrequenti. In questo caso la giovane età della mamma e i rapporti non buonissimi con il padre potrebbero spingerci a pensare che questa bambina poteva essere percepita dalla mamma come un ostacolo o un oggetto di risentimento nei confronti dell’ex compagno, in più potrebbe esserci stato un profilo di inadeguatezza di questa madre nell’impegno che la genitorialità comporta. Non sapendo come gestire questa bambina arriva così ad eliminarla, inventando una storia che ha dell’assurdo, un rapimento. La donna crolla quando viene messa davanti ad una serie di incongruenze che facevano parte della sua narrazione: un rapimento che avrebbe dovuto trovare riscontro nelle immagini delle telecamere che invece non hanno individuato la presenza di alcun soggetto”. Lo dice all’Adnkronos la criminologa Flaminia Bolzan commentando la tragedia della piccola Elena Del Pozzo nel catanese, la bambina di 5 anni il cui omicidio è stato confessato questa mattina dalla madre.  

Per la criminologa la donna, anche se ha ammesso le sue responsabilità, ”è difficile che riesca ad individuare la motivazione psicologica. Fornirà una motivazione ma poi sarà compito di tutti noi interrogarci su quanto una motivazione, più o meno superficiale, risponda effettivamente al perché una giovane donna arrivi a fare una cosa del genere. Non possiamo accontentarci di una motivazione superficiale. Per arrivare a definire realmente la motivazione di un gesto dobbiamo capire in che contesto è maturato, quali erano i rapporti con le figure che si alternavano nell’accudimento della bambina…”.  

In ogni caso ”a caldo individuare una motivazione in assenza di conoscenza del pregresso di questa relazione, il contesto sociale e culturale, la presenza di fattori di rischio che possano far ipotizzare la presenza di un disturbo di personalità, è molto difficile. E’ chiaro che uno dei fattori di rischio potrebbe essere la giovane età e aiuterebbe il capire come è stata vissuta questa gravidanza e la nascita di questa bambina”.  

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