RSA aperte e chiuse, Asmaa Gacem: “Tutelare senza sottovalutare l’aspetto psicologico di pazienti e familiari”

(Adnkronos) –
Il susseguirsi di nuove varianti rende difficile allentare la presa, massima allerta ma cercando di tutelare la salute mentale, soprattutto dei fragili
 

Firenze, 9 Maggio 2022. A oltre due anni dall’inizio della pandemia di Covid, pare ci sia ancora molto da imparare sul tema della gestione delle emergenze.  

Come afferma Asmaa Gacem, amministratore unico di Fastpol Srl, azienda che gestisce Le residenze del Benessere, un complesso di RSA in Toscana: “Tanto sul piano umano, quanto su quello sanitario, le novità imposte dal nuovo assetto dettato dalla straordinarietà della situazione sembrano aver cambiato le regole del gioco”. 

Alcuni settori hanno evidentemente reagito meglio di altri, come è vero che alcuni settori hanno sofferto più di altri. Stesso discorso vale per alcune fascedella popolazione, per quanto sia ingiusto fare a gara al dolore più grande.  

È innegabile che la popolazione più anziana, insieme a quella considerata fragile, abbia sofferto limitazioni maggiori. Principali bersagli del virus, questi soggetti sono stati tutelati spesso a costo dell’isolamento.
 

Anziani e covid, Asmaa Gacem: “Nelle RSA si è imparato a gestire una situazione di crisi”
 

La gestione della pandemia è senza dubbio passata per le RSA, in quanto residenze che prestano servizio a sostegno di una nutrita fascia di quella popolazione denominata fragile di cui sopra. 

All’interno delle strutture assistenziali si è velocemente dovuto far fronte all’avanzata del virus da una parte e al conseguente crescente isolamento dall’altra. 

“All’improvviso ci siamo trovati in una situazione nuova e spaventosa. Passata l’emergenza vera e propria, il momento in cui i casi aumentavano senza sosta, è diventato difficile gestire l’ambiente interno. Gli anziani, abituati a ricevere visite e il conforto che solo il calore umano può dare, si sono visti privati di una parte importante della loro quotidianità”, racconta Asmaa Gacem.
 

“Le direttive nazionali erano chiare e anche a noi sembravano necessarie, tanto per tutelare i nostri ospiti, come per proteggere i dipendenti. Tuttavia era allo stesso modo necessario trovare una soluzione alternativa che consentisse ai parenti di avvicinarsi ai propri cari”, prosegue l’amministratrice di Fastpol. 

Da questa esigenza nasce l’idea della camera tecnologica inaugurata nell’estate del 2020 alla Residenza per Anziani Bellavalle di Tre Fasci, a Monzuno, e alla residenza sant’Antonio di Fiscaglia, 

Esempi simili sono sorti tanto in Italia come all’estero. Nello spazio esterno delle strutture, quindi, sono stati installati Atmosphere e Atrium, due brevetti Fastpol. La prima è una doppia camera protetta di bio-contenimento mobile che consente l’incontro tra i familiari e i degenti, senza che vi sia possibilità di contatto. Prima dell’accesso alla “bolla” si procede ad una sanificazione attraverso un nebulizzatore ad alta pressione.  

“In questo modo, seppur senza un contatto diretto, è stato possibile favorire un incontro, uno scambio di sguardi, una chiacchiera che andasse ben oltre il filtro di un telefono. Li abbiamo chiamati colloqui protetti, perché finalmente parenti e degenti della struttura sentivano di poter colmare il vuoto emozionale, ma in maniera sicura”, spiega Asmaa Gacem.
 

Nel secondo caso, si tratta di una camera di disinfezione gonfiabile, pensata per la vestizione e svestizione, con dispositivi di protezione individuale. 

“Evitare i rischi del contagio e al tempo stesso cercare di risolvere il problema della lontananza dagli affetti. Questa pandemia ci ha insegnato a rivedere le priorità” conclude Asmaa Gacem. 

Responsabilità editoriale: TiLinko.it – Img Solutions srl 

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