Roulette-cinema, un particolare binomio

Cosa c’entra il gioco con il cinema? A prima vista sembrerebbero due mondi a parte, distinti e separati, invece la cultura del tavolo verde non ha faticato ad attecchire sul grande schermo quando si trattava di portare nelle sale thriller, film di spionaggio o anche semplici commedie. Il motivo è presto detto: il gioco si rivela un espediente immediato per sciogliere dei nodi nelle trame, facendo sì che i personaggi ottengano facilmente delle fortune o cadano in disgrazia per poi vivere nuove avventure nel tentativo di riabilitarsi. L’attrazione che meglio di tutte sembra sposarsi con questa filosofia è la roulette, perché non richiede una grande conoscenza dei casinò. Tutti possono partecipare, perché si tratta di una specie di lotteria. Basta indicare un numero e affidare tutto al destino.

Invero, non sono moltissimi i titoli cinematografici destinati esclusivamente alla roulette. Molti film sono perlopiù generici e includono la roulette tra i tanti elementi scenici, come nel caso di “Croupier”, noto in Italia come “Il colpo – Analisi di una rapina”, storia di un aspirante romanziere che lavorando nelle sale da gioco inglesi scopre alcuni degli altarini che governano i casinò trovando poi l’ispirazione per i suoi libri. Anche in “Casablanca” la roulette fa la sua parte, dato che marito e moglie tentano la fortuna animati dal desiderio di viaggiare negli Stati Uniti.

Un ruolo più nefasto ricoperto dal variopinto disco rotante viene individuato invece In “Proposta indecente”, in cui i protagonisti David e Diana, interpretati rispettivamente da Woody Harrelson e Demi Moore, perdono alla roulette e chiedono aiuto al miliardario John Gage per cercare di ritrovare una minima stabilità. L’uomo, però, chiede in cambio la concessione di Diana, con tanto di regolare contratto. Il film fu un successo al botteghino anche per i temi scandalosi trattati, ma forse non tutti sanno che pur essendo una pellicola celebre “Proposta indecente” fu totalmente bocciato ai Razzie Awards. Il lungometraggio ricevette tra i tanti anche il premio di peggior film dell’anno.

In “The gambler” la situazione si fa ancora più drammatica, dato che il protagonista, che lavora in una struttura ospedaliera, è un patito del gioco e finisce col giocare alla roulette anche le morti dei pazienti. In “Due figli di…” la roulette viene utilizzata invece come strumento per provare a portare a compimento dei raggiri nei confronti di signore facoltose. Molto più intricata la storia di “Lola corre”, prodotto in Germania verso la fine degli anni ’90. La trama narra di una ragazza che le prova tutte per salvare dai debiti il suo ragazzo, Manni, che deve dei soldi a un criminale. Lola non manca di commettere qualche scorrettezza pur di aiutare il suo amato, ma tra le sue soluzioni prova anche la roulette. A ulteriore riprova del fatto che nel cinema questo specifico gioco viene visto anche in epoca moderna come la possibile panacea di tutti i mali.

Oggi la concezione stessa della roulette sembra cambiata e la visione di una scena in cui una pletora di appassionati si raduna intorno al tavolo verde sa quasi di antico. Questo perché nel terzo millennio il web ha rivoluzionato anche il gioco e le slot machine su Internet hanno ridotto sempre di più la partecipazione dei giocatori dal vivo. Ad ogni buon conto, la roulette in sé per sé è rimasta invincibile al tempo. Il gioco non ha mai conosciuto modifiche e gode di un fascino tradizionale che ancora oggi tende ad ammaliare anche registi e sceneggiatori, che non si fanno troppi problemi a piazzarla per l’ennesima volta sul grande schermo.

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