Pari opportunità, ricerca, per 14% italiani donne biologicamente meno portate per discipline Stem

(Adnkronos) –
Il 56% degli italiani non conosce il termine Stem e quasi il 14% ritiene che le donne siano biologicamente e naturalmente meno portate allo studio delle discipline scientifiche. Sono alcuni dei dati emersi dalla ricerca presentata da Alessandra Ghisleri, direttore di Euromedia Research, nel corso dell’evento ‘Donne e materie Stem: come superare la disparità di genere’, promosso da Fondazione Marisa Bellisario, Link Campus University e Università eCampus. 

“Sono dati molto preoccupanti -ha commentato Maria Cristina Messa, ministro dell’Università e della Ricerca- ritenere che alla base del sottodimensionamento delle donne in queste materie ci siano ragioni biologiche ci fa capire che siamo ancora all’epoca preistorica. Come governo, in tutti i bandi abbiamo fatto sì che almeno il 40% degli assunti siano donne, vincolando l’accesso ai fondi del Pnrr solo a quegli enti, pubblici e privati, che abbiano la redazione di un bilancio di genere e una strategia di genere come uno degli elementi portanti della governance nelle loro strutture. E non basterà avere un foglio di carta: saranno monitorati i dati che individuano gli obiettivi principali”.  

“Abbiamo un gap di genere ben più alto della media dei paesi Ocse – le ha fatto eco Elena Bonetti, ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia – e di certo non esiste una minore attitudine delle ragazze rispetto ai ragazzi”. 

“Quasi 40 anni fa -ha detto Lella Golfo, presidente della Fondazione Marisa Bellisario ‒ Marisa Bellisario incoraggiava le ragazze a intraprendere percorsi di studio scientifici perché, diceva, le donne hanno tutte le carte in regola per eccellere e perché là ci sono le migliori opportunità di lavoro e carriera. La Fondazione ha raccolto il suo testimone e sin dal 1989 premia ogni anno non solo i migliori talenti del settore – da Fabiola Gianotti a Samantha Cristoforetti – ma le più brillanti neolaureate in materie Stem. Creare role model e abbattere gli stereotipi sono le leve prioritarie per aumentare il numero di ragazze che scelgono indirizzi scientifici: un obiettivo non solo di parità ma di sostenibilità e progresso in tutto il mondo”.  

“Ci sono alcuni segmenti, all’interno del panorama universitario italiano -ha aggiunto il rettore della Link Campus University, Carlo Alberto Giusti- che vedono ancora un rilevante scarto tra uomini e donne, nella presenza e nella rappresentanza. Nelle discipline Stem, secondo i dati del centro studi della Crui, si registra una presenza femminile inferiore al 15%, dato confermato anche nei dottorati e nei ruoli della ricerca. La Link Campus University è impegnata in azioni di contrasto a ogni forma di diseguaglianza”. 

La ricerca ha dato lo spunto per una tavola rotonda alla quale sono intervenute Paola Angeletti, chief operating officer Intesa Sanpaolo, Elena Bottinelli, amministratore delegato Irccs Ospedale San Raffaele, Maria Grazia Fadda, specialist operation di medio e lungo termine Terna, Teresa Fornaro, Ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, ed Elisabetta Ripa, chief executive officer di Enel X Way. 

Total
0
Shares
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Auto blu sono aumentate nel 2021: sono quasi 30mila

Articolo successivo

Rapina a mano armata da Chanel nel centro di Parigi

Articoli correlati
P