Margot Ferrari: “Dovremmo tutti fare come le app: interessarci della felicità altrui per scoprire la nostra!”

I social sono nati per facilitare la vita e la comunicazione. In realtà, sappiamo bene, talvolta creano solo tanti fraintendimenti. Non così per Margot Ferrari, showgirl e ballerina molto seguita su Tik Tok che non le manda a dire a nessuno. Anzi, ora le canta a tutti!

Ci vorrebbe un’app è il titolo del suo primo inedito, che arriva a distanza di un anno dalle cover di Peppino Di Capri e Fred Buscaglione (Non è peccato e Non potrai dimenticar) con cui si è affacciata al mondo della musica. Il suo nome, scritto a chiare lettere sulla collana che indossa, probabilmente sarà nuovo a molti: memorizzatelo, perché questo momento potrebbe rappresentare l’inizio di una grande carriera!

In questa intervista Margot ci racconta il suo rapporto con i social, proponendo spunti di riflessione decisamente interessanti…

Come nasce l’idea di rendere la tecnologia protagonista di un brano musicale?

Con Ciro Scognamiglio abbiamo guardato alla realtà di tutti i giorni. L’app si cerca, è intuitiva da trovare e ci facilita la vita. Ecco, è proprio quello che ci vorrebbe in amore, dove invece trovare la persona giusta, che non ci complichi l’esistenza, non è mai così semplice…

È una provocazione ironica quindi…

Direi di sì, ma è anche un consiglio. Basterebbe più comunicazione in fondo. Solo che ormai parliamo solo attraverso i social. Inoltre l’app, come un amico, ci può osservare dall’esterno e comprendere meglio quello che ci accade. Abbiamo giocato un po’ con queste dinamiche insomma.

Qual è il problema più grande della comunicazione di oggi?

L’essere umano ha tanti sbalzi d’umore, diventa difficile trovare punti di incontro. Dietro a uno schermo, paradossalmente, è tutto facile. L’app è sempre a nostra disposizione, mentre umanamente non siamo sempre a disposizione degli altri, quasi mai. Per questo nascono incomprensioni e disagi. Dovremmo tutti imparare dalle app: se cercassimo la nostra felicità interessandoci di quella altrui saremmo fortissimi!

Eppure avevano detto che, dopo la pandemia, saremmo tornati migliori…

Il miglioramento c’è stato, quasi sempre con le app. Negli ultimi anni abbiamo riscoperto il valore dell’umiltà, nonché l’importanza della socialità e della famiglia. Dobbiamo dire grazie alla tecnologia se abbiamo potuto reagire socialmente a quello che è accaduto mantenendo certi contatti. Ecco perché ci vorrebbe sempre un’app. Contestualmente, dovremmo però tornare a essere più umani.

In che senso?

Le emoticons sono solo dei simboli, ma non potranno mai sostituire la completezza di un affetto. Eppure troppe volte ci si prolunga in messaggini pieni di cuori, che esauriscono ogni discorso, e poi quando ci si vede si fatica ad abbracciarsi. Siamo schiavi ormai di questo sistema e difficilmente ne usciremo.

Quanto ti appartiene questa canzone?

Moltissimo. Anche per il ruolo dell’amica. In molti faticano ad affrontare con serenità le proprie questioni di cuore: io di solito riesco a gestire le mie e mi diventa più facile aiutare anche gli altri.

Quindi sei già tu l’app?

In un certo senso forse sì! Ma qui abbiamo scelto altre due belle e bravissime “app”.

Le prime impressioni sulla canzone sembrano molto positive.

Sì! Sono felicissima perché sto riscontrando esattamente le sensazioni che avevamo vissuto quando era nata la canzone. Appena l’ho sentita la prima volta la trovai estremamente orecchiabile. Quando la cantai in sala di incisione Ciro (Scognamiglio, autore del testo e della musica, ndr) era entusiasta. Mi disse: “Ma sei sicura che non hai mai studiato canto?”. Insomma, avevamo capito immediatamente che poteva funzionare.

Il complimento più bello?

Del mio migliore amico, che è stato il primo a cui l’ho fatta ascoltare. Lui è appassionato di tutt’altro genere e sa essere molto critico se vuole, quindi proporgli un brano tra pop e reggaeton era un po’ una scommessa. Mi ha detto subito: “E’ orecchiabile, si ascolta e si balla volentieri”.

Total
14
Shares
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

The Band: la puntata del 6 maggio

Articolo successivo

BESAFE, THE STARTUP THAT ENABLES HOTELS TO OFFER GUESTS INSURANCE-INCLUDED RESERVATIONS, RAISES 1,2 MILLION EUROS FROM PRANA VENTURES AND CDP

Articoli correlati
P