Lifting del palato contro le apnee notturne, riduce i rischi cardiovascolari

(Adnkronos) – Un lifting del palato e della faringe, senza tagli, che permette di ridurre il russamento ma, soprattutto eliminare o far diminuire le apnee notturne gravi o moderate che, tra le altre conseguenze, portano ad un aumento del rischio cardiovascolare e costringono i pazienti a portare una mascherina notturna (Cpap, piccolo ventilatore). “Con questo intervento è possibile eliminare il dispositivo notturno, un gran passo avanti per la qualità della vita delle persone che convivono con questa patologia. E si possono così, in modo mininvasivo, eliminare i fattori di rischio, primo tra tutti quello cardiovascolare”, spiega all’Adnkronos Salute Manuele Casale, primario dell’Unità operativa di terapie integrate in Otorinolaringoiatria del policlinico universitario Campus Biomedico di Roma. 

La sindrome delle apnee ostruttive nel sonno è caratterizzata da pause respiratorie mentre si dorme e russamento notturno. Può avere conseguenze su tutti gli organi e apparati, sia a breve che lungo termine, come, ad esempio, mal di testa mattutini e durante il giorno facile irritabilità, stanchezza, patologie dell’apparato cardio-circolatorio disturbi cognitivi e dell’umore, ansia, instabilità emotiva, sindrome depressiva. E ci sono anche conseguenze economiche: secondo un recente studio della Bocconi, ammontano a 31 miliardi di euro l’anno i costi diretti, sanitari e non, e indiretti.  

“Oggi – spiega ancora Casale – i pazienti hanno come unica possibilità terapeutica una mascherina notturna. In pazienti selezionati, però, grazie a questo intervento, si riesce a togliere al paziente il fastidio del respiratore. Probabilmente oltre la metà di chi ha apnee notturne potrebbe beneficiarne. Per quanto riguarda il russamento, che è molto diffuso, con questo intervento c’è sicuramente un miglioramento. Per quanto riguarda le apnee notturne, invece, si può migliorare a tal punto o da non avere più la patologia o comunque in modo tale da permettere al paziente di convivere con le apnee residue”.  

L’intervento, messo a punto in Italia da una decina d’anni e praticato in alcuni centri selezionati, “è un’evoluzione degli interventi precedenti. Si è infatti passati dal taglio al rimodellamento faringo-palatale”, aggiunge Casale. Il nome tecnico è ‘Modular Barbed Snore Surgery’ strategia chirurgica innovativa di rimodellamento faringo-palatale. L’intervento è mininvasivo e consiste nel sospendere le strutture fibro-muscolari, spesso flaccide, alle strutture rigide faringee, creando una sorta di tensostruttura palato-faringea che contrasti da una parte il collasso orofaringeo alla base dell’apnea e dall’altro la vibrazione del palato, responsabile nella maggior parte dei casi del russamento.  

La ‘tensostruttura’ si realizza attraverso il passaggio di fili autobloccanti invisibili e riassorbibili in 180 giorni. Il rimodellamento può essere modulato caso per caso e l’intervento chirurgico non presenta particolari complicanze. Non necessita di alcuna asportazione di tessuto fibromuscolare, garantendo così una ripresa più rapida e una migliore efficacia rispetto alla chirurgia palatale tradizionale resettiva ormai obsoleta. “Questa metodica richiede sempre uno studio approfondito delle alte vie respiratorie di ogni singolo paziente per garantire buoni risultati”, conclude Casale, sottolineando che “il recupero è praticamente immediato: già il giorno successivo all’intervento si può tornare a casa. In poco tempo i pazienti ritornano a riposare meglio, si sentono più energici e vigili, con maggiore capacità di concentrazione e di energia durante il giorno. 

Total
0
Shares
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Obesità, al via la campagna "La verità sul peso" contro le false convinzioni

Articolo successivo

Startup, il Mit approda a Venezia: caccia aperta a nuove idee per la città

Articoli correlati
P