Conte: “Non voglio far cadere Draghi ma governo ci ascolti”

(Adnkronos) – “Conte non vuole far cadere il governo, vuole che il contributo del Movimento 5 stelle sia rispettato e ascoltato e possa orientare le soluzioni di questo governo”. Così il leader M5S Giuseppe Conte ai microfoni di ‘Porta a Porta’ chiarisce la posizione nei confronti dell’esecutivo Draghi dopo la richiesta al premier Draghi, avanzata nei giorni scorsi e rimasta inascoltata, di riferire in Aula sull’Ucraina prima dell’incontro con Biden negli Usa. 

“Non mi permetterei di dare stilettate al premier, ho posto questioni politiche serie – mette in chiaro Conte – su cui mi interrogo con il partito di maggioranza relativa. Secondo me, dopo due mesi e mezzo, un governo di unità nazionale che affronta una emergenza bellica ha il dovere di continuare a interloquire con il Parlamento. Un indirizzo politico ci serve, dobbiamo chiarircelo”, afferma l’ex premier. “Questo conflitto bellico ci sfida, ci sono varie questioni che vanno chiarite e risolte. Sicuramente un confronto parlamentare può aiutarci a risolverle” per “chiarire la posizione dell’Italia”. Insomma il confronto in Parlamento oggi “è più necessario che mai” e “sarebbe irrituale se, dopo due mesi e mezzo di guerra, il premier Draghi non venisse in Parlamento”. 

“Oggi – osserva Conte – mi sembra che un po’ tutti in Italia iniziamo a ragionare sulla possibilità che gli interessi strategici dell’Unione europea non siano perfettamente sovrapponibili a quelli Usa”. 

Quanto alla politica alla domanda se si senta più vicino a Letta o a Salvini, Conte replica: “Nel Pd c’è un processo di riflessione, vediamo dove approderanno”, sulla guerra “sono stato descritto come isolato, ma non mi sono sentito isolato. Se la maggioranza degli italiani pensa che questa guerra sia una follia, non mi sento isolato. Se la Lega o altre forze si uniscono a questo cammino lo auspico fortemente” per impegnare l’Italia su una soluzione diplomatica del conflitto.  

Quanto alla legge elettorale “mi batterò per una legge proporzionale”, assicura. “Se non introduciamo un meccanismo proporzionale, con il taglio dei parlamentari rischiamo un salto di rappresentanza tra governanti e governati ancora più evidente”, osserva. La soglia di sbarramento “dobbiamo concordarla con le altre forze politiche… Con una soglia troppo bassa si rischia una eccessiva frammentazione”, prosegue Conte, dicendosi favorevole a una soglia del 5%. 

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