Brugola (Oeb): “Per rilanciare Paese governo punti su pmi e turismo”

(Adnkronos) –
Puntare sulle due carte vincenti dell’economia italiana: le piccole e medie imprese e il turismo. Da una parte intervenendo sul cuneo fiscale e sull’eccesso di burocrazia e dall’altra migliorando l’offerta e i servizi e potenziando le infrastrutture. Interventi mirati, perché fra debito pubblico elevato e risorse limitate “i margini di manovra per chi governa e per chi andrà al governo sono ridotti”, dice all’Adnkronos Jody Brugola, presidente di Oeb, Officine Egidio Brugola, impresa quasi centenaria di Lissone, in provincia di Monza e Brianza, il cui fondatore, Egidio Brugola, inventò e brevettò la vite a brugola. L’azienda è ora specializzata nella produzione viti critiche e componenti di fissaggio per il settore automotive, ha 11 stabilimenti produttivi in Italia e uno in Michigan, negli Stati Uniti, 500 dipendenti e un fatturato 2020 di 150 milioni di euro. 

“Il Paese non ha tante carte da potersi giocare e dobbiamo quindi puntare su quelle che abbiamo, che sono le pmi e il turismo”, spiega Brugola. In particolare il settore turistico italiano “ha potenzialità molto forti ma ancora inespresse”. Servono quindi i

nfrastrutture e collegamenti aerei da tutto il mondo, ma anche un miglioramento complessivo dell’offerta, “dall’accoglienza a strutture più appropriate fino a servizi a prezzi competitivi. Con un’organizzazione più efficiente potremmo fare molto con il turismo”. 

Ma la risorsa più importante del Paese, sottolinea l’imprenditore, sono le piccole e medie imprese, a cui la politica dovrebbe riservare maggiore attenzione. “Bisogna venire incontro alle pmi, intervenendo sul cuneo fiscale e semplificando la burocrazia, in modo da dare la possibilità di creare posti di lavoro e crescita”. 

In particolare in un momento in cui la globalizzazione sembra in parziale ritirata, viste le difficoltà delle catene di approvigionamento a superare alcune strozzature di produzioni molto localizzate. “Il fatto che alcune produzioni stiano lasciando la Cina per tornare in Europa apre scenari interessanti per le nostre aziende, che possono riprendere alcune attività industriali. Ma serve una politica industriale che accompagni questo movimento”, il cosiddetto reshoring, sottolinea Brugola. 

L’Europa, in particolare, “deve rendersi conto che è essenziale avere al proprio interno le risorse per sviluppare certi prodotti. Essersi legati mani e piedi ad alcuni Paesi su certi prodotti, come a Taiwan per i microchip, non è stato lungimirante”. Ma oltre che per i semiconduttori l’industria dell’auto soffre anche per la carenza di cablaggi dall’Ucraina e di neon. E il problema è destinato a durare, con la risoluzione della carenza dei microchip che potrebbe essere risolta “nel 2024 o addirittura nel 2025”, avverte Brugola. 

Le pmi, inoltre, devono affrontare “quello che è il tema fondamentale per i prossimi anni: la sostenibilità ambientale. Nell’abbattimento delle emissioni di CO2 ed emissioni inquinanti, le imprese devono fare la loro parte. Noi nel nostro piccolo abbiamo iniziato a farlo, ci crediamo e vogliamo diventare a impatto zero nei prossimi dieci anni”. Ma, conclude, le pmi devono essere accompagnate con “misure concrete e con una politica ambientale adeguata”. Da parte sua Oeb ha aderito a Forever Zero CO2, iniziativa di Forever Bambù per la piantumazione del bambù gigante per ridurre le emissioni di CO2 e diventare carbon neutral, e da alcuni anni sta attuando interventi di efficientamento degli impianti e di riduzione dell’impatto ambientale dei processi produttivi, sostituendo le bobine di carta con panni tecnici ecosostenibili e riutilizzabili, recuperando litri di emulsione composta da olio e acqua del processo di produzione delle viti ed efficientando la produzione di aria compressa.  

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