Assemblea Assolombarda, imprese fra guerra in Ucraina e prezzo energia

(Adnkronos) – La sopravvivenza delle imprese fra la guerra in Ucraina e l’impennata del prezzo dell’energia. Sono i temi su cui si è concentrata l’assemblea generale 2022 di Assolombarda, fra interventi di imprenditori e politici, focalizzati sulle difficoltà del sistema economico italiano alle prese con il conflitto russo-ucraino e l’incremento del costo delle materie prime. Parlando di fronte a 1.400 ospiti, fra imprenditori, manager e politici, riuniti a Mind, il Milano Innovation District sorto sull’ex area Expo, il presidente di Assolombarda, Alessandro Spada, ha sottolineato l’importanza del tema dell’energia per il tessuto economico lombardo. “Consumiamo oltre il 25% dell’energia elettrica nazionale e circa il 20% del gas naturale”. La regione “ha esigenze specifiche”, con “il prezzo unico è quasi cinque volte quello di inizio 2020”. Da oggi a luglio “è a rischio la produzione di un’impresa del territorio su quattro ed entro un anno la produzione di più della metà delle aziende”.  

Preservare il tessuto industriale è “una questione di sicurezza nazionale” e “un aiuto concreto arriverebbe da un tetto al prezzo del gas”. Inoltre “occorre scongiurare razionamenti nelle forniture” e “aumentare al più presto la produzione di gas nazionale per garantire prezzi calmierati ai settori più energivori”. In questo senso per garantire al Paese l’autonomia energetica “il nucleare non può che essere una parte importante del mix di fonti”, ha sottolineato Spada.  

Anche per il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, è fondamentale introdurre un tetto al prezzo del gas. “Avevamo chiesto che fosse fatto a livello europeo e, nel caso non fosse stato possibile, almeno a livello nazionale. Auspichiamo che oggi finalmente si arrivi a questa soluzione, che consente di evitare qualsiasi speculazione”, anche perché il costo della bolletta energetica complessiva per le imprese italiane nel 2022 è balzata a 80 miliardi di euro. Nella speranza poi di una fine del conflitto in Ucraina, per la quale il presidente del Consiglio Mario Draghi, “sta facendo tutto quello che deve fare, l’Unione europea deve promuovere “un bond europeo straordinario lanciato dalla Bce” per la ricostruzione dell’Ucraina.  

“Con la pace in Ucraina si verrà a creare un nuovo ordine mondiale che non può vedere nuovamente la contrapposizione tra due blocchi, Occidente contro Cina e forse Russia. C’è la necessità che nel processo di pace l’Italia giochi un ruolo principale, tenendo a bordo Russia e Cina. L’Italia è un Paese trasformatore e non può fare a meno di mantenere l’equilibrio senza una logica di contrapposizione tra blocchi”, ha aggiunto Bonomi.  

Negli ultimi due anni, ha spiegato il ministro per l’Innovazione tecnologica, Vittorio Colao, “l’Europa è cresciuta nella sua consapevolezza a volte sottostimata da noi stessi e l’Italia si è battuta e siamo stati protagonisti. E lo abbiamo poi visto anche in reazione alle recenti crisi energetica e all’aggressione militare della Russia contro l’Ucraina”. L’Ue “ha trovato nuove ragioni di coesione e rafforzamento nella politica unica di difesa e risposta all’aggressione, nella sicurezza degli approvvigionamenti energetici, nell’autonomia strategica rispetto alle tecnologie critiche, in una ritrovata vicinanza con i partner atlantici. E lo abbiamo fatto più rapidamente e in maniera più decisa di quanto la Russia e noi ci aspettassimo, di nuovo smentendo la narrativa di un’Europa lenta e divisa”.  

Per Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, “il ministro Cingolani stia facendo un lavoro molto importante sul tema di un tetto del prezzo del gas. La misura è entrata all’ordine del giorno del Consiglio europeo di oggi, vedremo come andrà a finire, ma sarebbe sicuramente un fatto molto importante per noi. Quindi su questo mi sento di sostenere il lavoro che sta facendo il ministro”. Le forniture energetiche alternative a quelle provenienti dalla Russia “oggi sono indispensabili, perché nella eventualità di un embargo del gas russo noi non possiamo rischiare un lockdown energetico, ma chiaramente dobbiamo sapere che è un tampone, una pezza e che parallelamente all’approvvigionamento immediato alternativo noi dobbiamo immaginare una strategia energetica”.  

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