Ucraina, portavoce ministro Difesa: “Serve aiuto militare illimitato, copriamo spalle a Europa”

(Adnkronos) – (di Roberta Lanzara) – “L’aiuto degli Usa e dell’Ue è un importante elemento nelle contromisure all’aggressione russa. E in Ucraina stanno già arrivando le prime partite del nuovo pacchetto degli aiuti militari Usa di 800 milioni di dollari. Però, come ha già sottolineato il Presidente Zelensky, per salvare la nostra gente e le nostre città l’Ucraina ha bisogno di un aiuto militare illimitato. In quanto la Russia utilizza contro di noi tutto il suo arsenale disponibile, senza limitazioni”. Lo dice all’Adnkronos il colonnello Oleksandr Motuzianyk, portavoce e rappresentante ufficiale del ministro della Difesa dell’Ucraina.  

Oleksandr Motuzianyk prosegue: “I paesi partner aiutano in maniera attiva l’Ucraina anche per quanto riguarda le armi. Non è un segreto che sono proprio le armi che servono al nostro Paese. Ci occorrono sistemi d’artiglieria moderni, mezzi corazzati, aerei, strumenti di ricognizione radio-elettronici. Abbiamo, inoltre, bisogno dei sistemi di difesa antiaerea per proteggere le nostre città pacifiche dagli infami attacchi missilistici del nemico”. “Di fatto – rimarca – noi copriamo le spalle a tutta l’Europa e a tutto il mondo civile. E sappiamo che se la Russia dovesse conquistare l’Ucraina, poi si sposterebbe avanti per le sue ambizioni imperiali. Cosa che d’altronde, in sostanza, non ha mai nascosto”. 

Secondo il Portavoce infatti “l’obbiettivo della Russia è chiaro”. “In breve: Mosca ambisce alla distruzione del sistema statale ucraino come tale; ed a far tornare l’Ucraina nella sfera di controllo della Russia. Ma la fortissima resistenza degli ucraini ha costretto i russi ad apportare delle modifiche importanti ai loro programmi. Perciò adesso affermano di aver da sempre pianificato soltanto l’instaurazione di un controllo sulle regioni di Donetsk e Luhansk, cosa che stanno cercando di fare in questo momento”. C’è un “piano minimo russo che guarda ai confini geografici delle regioni di Donetsk e Luhansk, oltre che al corridoio via terra nella Crimea da loro occupata nel 2014; ed un piano massimo, almeno in questa fase, che mira al controllo del Sud dell’Ucraina”. 

L’esercito ucraino è in allerta nella parte nord del paese dopo l’annuncio di Finlandia e della Svezia di entrare nella Nato? “Pur tenendo conto degli avvertimenti dei paesi partner, bisogna capire molto bene che le intenzioni russe di continuare a occupare il territorio dell’Ucraina rimangono invariate. L’esercito ucraino rimane in stato di massima allerta al nord dell’Ucraina ma ciò non è legato alle dichiarazioni dei paesi terzi di voler entrare nella Nato”, riferisce il portavoce. Temete l’uso di armi chimiche e nucleari da parte dei russi? “La Russia potrebbe usarle. Ma bisogna capire che le armi nucleari sono l’ultimo tassello nelle mani della Federazione russa. Ad ora – afferma – non vediamo tali segnali. Non hanno informazioni in merito neanche i nostri partner internazionali e la nostra intelligence, con i quali ci scambiamo i dati”. “Ma tenendo conto delle continue minacce e delle allusioni velate della dirigenza russa, in qualsiasi caso dobbiamo essere pronti all’evolversi della situazione, dunque anche a questo. Anche perché noi – ricorda – sappiamo bene con chi abbiamo a che fare”. 

Cosa risponde a quanti in Italia si dicono contrari all’invio di armi? “Noi non possiamo incolpare o condannare la posizione di alcuni Paesi dell’Ue se non è in linea con la posizione del nostro Paese. E le dichiarazioni delle persone di alto livello, di qualsiasi nazione, in merito alla consegna all’Ucraina delle armi letali, non possono essere considerate quali ostili nei confronti dell’Ucraina”, risponde all’Adnkronos il colonnello Oleksandr Motuzianyk precisando che “allo stesso tempo, simili dichiarazioni non possono assurgere ad esempio dei valori europei per la difesa della democrazia e delle vite umane. Ciò perché l’Ucraina oggi si oppone a un aggressore che viola tutte le forme, i metodi e le consuetudini di guerra. La Russia uccide i civili, i bambini e le donne; distrugge le città nel XXI secolo, quando sembrava che il mondo avesse imparato a vivere senza guerre globali”. “In questa guerra stanno morendo europei, perché l’Ucraina è un paese europeo. E non lo è solo geograficamente. Noi crediamo e viviamo secondo le norme e gli standard dei paesi contemporanei e ne rispettiamo i principi. Pertanto la Russia ha iniziato una guerra contro l’Europa. E questa – commenta il Portavoce del ministro della DIfesa ucraino – non è una esagerazione”.  

Le risulta la presenza di cittadini italiani fra coloro che sono partiti dall’Europa per dare una mano al popolo e all’esercito ucraini? “I cittadini stranieri hanno la possibilità di aiutare l’Ucraina con le armi in mano. Ad ora sappiamo che alla nostra Legione internazionale hanno aderito i rappresentanti di più di 50 paesi, inclusa Italia”. “Ad oggi ci sono tantissime persone in tutto il mondo che sostengono la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina e forniscono aiuto globale alle Forze Armate ucraine dall’inizio della guerra. Molti cittadini di Polonia, Romania, Gran Bretagna, Francia, Spagna, Italia e i rappresentanti delle organizzazioni benefiche dell’Europa forniscono costantemente aiuti finanziari e materiali”.  

Il vostro esercito sta combattendo con valore praticamente ovunque. Avete incontrato molti mercenari nemici? “Stando alle informazioni raccolte da varie fonti, ci sono conferme in massa della discesa in campo di mercenari in favore della Russia. Su internet – rileva – si trovano anche singoli messaggi di partecipazione degli stranieri nella lotta militare contro il popolo ucraino”. “L’Ufficio del procuratore generale ha aperto procedimenti penali riguardo alla presenza dei mercenari nel conflitto armato all’est dell’Ucraina. Purtroppo alcuni stranieri continuano a combattere per la Russia. Inoltre, in Russia è in corso una mobilitazione segreta, stanno ingaggiando in maniera attiva persone, soprattutto ex militari, che hanno partecipato alle azioni belliche in Siria, Afganistan, Cecenia”, conclude.  

 

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