Margiotta (Confsal): ‘Un piano Marshall contro morti bianche’

(Adnkronos) – “In questo 28 aprile 2022, Giornata Mondiale per la Salute e Sicurezza sul Lavoro istituita dall’Ilo, la Confsal ribadisce le proposte illustrate il 6 aprile 2002 nel corso di “Safety Confsal”, evento svolto nella sede centrale dell’Inail. I dati degli infortuni, resi noti proprio dall’Inail, in special modo quelli mortali sono impietosi, addirittura le denunce di infortunio mortale del primo trimestre del 2022 sono il 43% in più dello stesso trimestre dell’anno scorso e i costi umani e sociali sono esorbitanti, per l’Italia stimati dall’Agenzia Europea per la Sicurezza, nel 6,3% del Pil per anno, (cifra che supera i 50 miliardi di euro, ogni anno)”. Lo scrive in una nota il segretario generale Confsal, Angelo Raffaele Margiotta. 

“Alla luce di una situazione drammatica che non si sblocca, la Confsal chiede un cambio di paradigma per passare dall’impostazione velleitariamente solo repressiva ad una pratica concreta di prevenzione partecipata, con il coinvolgimento e il protagonismo dei lavoratori e dei loro rappresentanti per la sicurezza. – continua la nota – Questo tipo di prevenzione, organizzata e messa a sistema, si ottiene con l’adozione di Modelli di Organizzazione e Gestione e/o Sistemi di Gestione della Sicurezza (Mog-Sgsl). L’adozione dei Mog-Sgsl riduce gli infortuni e ne abbatte la gravità, come testimoniato da Accredia”. 

“L’adozione di questi Modelli/Sistemi da parte delle aziende va sostenuta, con credito d’imposta o con esonero dal pagamento della tariffa Inail per un congruo periodo. Va poi realizzato nell’ambito dell’Inail il Polo Unico della Sicurezza nazionale, che coordini le attività di vigilanza dell’Inl e delle Asl e che rafforzi decisamente le attività di consulenza, informazione e formazione a sostegno della prevenzione. – conclude la nota – Ribadiamo con forza e convinzione le proposte perché crediamo che serva una sorta di Piano Marshall che inondi le aziende italiane di Mog-Sgsl; altrimenti è solo un pia illusione pensare che il problema si risolva con l’assunzione di un ristretto numero di Ispettori del lavoro”. 

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