Giorgia Trasselli: una “tata” a teatro

Chi non si ricorda la fedele tata di Casa Vianello? Era lei, Giorgia Trasselli, volto iconico di una televisione garbata, divertente, curata. Proprio in questi giorni la sit comedy cult è sbarcata su Amazon Prime con grande successo. Professionista instancabile di teatro, Giorgia è apparsa recentemente nella fiction di Fosca Innocenti, mentre a teatro è stata impegnata recentemente con “Indagine su Alda Merini. Non fu mai una donna addomesticabile” e “Parenti Serpenti”. E’ appena uscito il suo libro “Scusi, Lei fa teatro?”: la raggiungo telefonicamente. E’ gentilissima, allegra, entusiasta, proprio come nell’immaginario di un bambino di ieri che avrebbe voluto avere una “tata” come lei. 

Giorgia, non possiamo non iniziare la nostra chiacchierata partendo da Casa Vianello: come nacque il ruolo della tata che ti ha dato la popolarità al grande pubblico? 

Era il 1987 e facevo parte dell’agenzia di Guidarino Guidi: capitò quasi per caso che alcune mie foto realizzate dal grande Marcello Norberth finissero nel casting per Casa Vianello.  Era un bellissimo momento della mia vita ed ero molto solare e positiva con tutti: con questo spirito feci il provino, quasi incredula che mi avessero chiamato. Inizialmente il ruolo era quello della vicina di casa: ero molto intimorita perché non avevo mai fatto televisione prima! Da qui la celebre domanda che Raimondo mi fece con il suo sarcasmo inconfondibile: “Scusi, ma lei fa teatro?”. Tuttavia, fui molto entusiasta di questa opportunità. Passarono diversi mesi quando mi richiamarono per confermarmi che avevano pensato a me per un altro ruolo: la tata. Fu così che entrai in Casa Vianello. 

Che cosa ti ricordi della prima volta sul set? 

Non ero molto abituata dato che avevo lavorato in teatro per l’appunto. Il mio agente mi disse di essere me stessa. Ho sempre seguito questo consiglio, forse per questo la “tata” è sempre stata così amata dal pubblico per la sua dolcezza e la sua schiettezza. 

Che cosa ti porti nel cuore di Sandra e Raimondo? 

Tutto e non c’è giorno che non pensi a loro. Abbiamo lavorato veramente tanto insieme! Abbiamo fatto una televisione bella, curata, piacevole e divertente, molto diversa da quella di oggi. Devo tutto a loro. Eravamo un trio con un’alchimia tutta particolare e poi il set era proprio come una casa: stavamo vivendo una vita parallela, la nostra vita di Casa Vianello. 

Oggi la gavetta è un passaggio che si cerca di evitare, magari accelerando con un talent o con un reality, propulsori di divisibilità e di popolarità: sei d’accordo? 

Guarda, la gavetta è fondamentale e basilare in ogni mestiere. Ritengo che sia come gli utensili dell’artigiano: poi gli esami non finiscono mai quindi avere successo all’improvviso non significa mantenerlo nel tempo. 

Parliamo ora di Alda Merini a ruota libera!

Quante cose avrei da dire di lei! Era una donna che innanzitutto amava la vita e la gioia del vivere, infischiandosene del giudizio degli altri: colta oltre ogni misura, intelligente, ironica, geniale. Sono felice di averla conosciuta meglio con “Indagine su Alda Merini”, lo spettacolo teatrale. 

Arriviamo ora al tuo libro, “Scusi, lei fa teatro?”. 

E’ un viaggio nel mondo del teatro e della televisione vissuto da me e guidato da Massimiliano Beneggi. Ripercorro tanti momenti aggiungendo curiosità mai svelate, anche di Casa Vianello! Poi parlo dei miei grandi maestri da Angelo Maria Ripellino a Giancarlo Sbragia, Luciano Melchionna, Jacques Lecoq emolti altri, passando per Andrea Roncato, Sergio Endrigo, Lello Arena, Luigi Tani con i quali ho condiviso la scena. Un libro piacevole che riflette soprattutto sui valori del teatro… della vita. 

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