Luca Argentero: “Doc? Voglia di fare ancora ancora meglio”

Doc Nelle Tue Mani
Doc Nelle Tue Mani

Luca Argentero sta per tornare protagonista sul piccolo schermo con la seconda stagione della serie televisiva Doc – Nelle tue mani. Dopo il successo della prima stagione, dal 13 gennaio in prima serata su Rai1 torneranno le vicende del Dottor Fanti che tornerà nel reparto di Medicina Interna del Policlinico Ambrosiano.


C’è un po’ di ansia da prestazione per questa seconda stagione?

C’è grande senso di responsabilità che però alla fine si è tramutato in grande entusiasmo. Siamo tornati sul set con tutti i problemi che ci circondano. Potete immaginare quanto possa essere faticoso e annoso gestire un gruppo così grande con tutte le procedure tutto il protocollo che c’è dietro la vita di un set e quindi quella quella ansia da prestazione si è poi trasformata in entusiasmo perché abbiamo raccolto un risultato enorme.

Quindi si è trasformato in voglia di fare ancora ancora meglio io sono piuttosto voglioso del lavoro che abbiamo fatto quest’anno abbiamo affrontato queste storie con con grinta.

Credo di parlare a nome di tutti: la cosa più bella è che siamo riusciti a creare un bel gruppo, una squadra. Al mattino è piacevole venire a lavorare perché ritrovi persone che abbiamo imparato a conoscere piano piano e sono diventati davvero un gruppo, una famiglia.

Io sono ansioso ma entusiasta. A prescindere dal risultato di venerdì mattina: so che i numeri contano però sono molto felice di quello che abbiamo fatto, quindi sarà uno in più nemmeno mezzo in più o in meno francamente conta poco per me.

Cosa vuol dire interpretare il ruolo del dottor Fanti?

In realtà per un attore, incontrare un personaggio come quello di Fanti che raccoglie anche un consenso così allargato, è un privilegio. E’ difficile che magari in una carriera uno riesca a centrare un progetto importante. A me è successo e quindi c’è un affetto piuttosto sconfinato e devo dire ha iniziato anche insegnarmi qualcosa doc.

Cosa ti piace del personaggio che interpreti?

La cosa che mi piace di più è il suo essere frontale. L’anno scorso un po’ era stato raccontato in una prima stagione, con gli effetti del colpo ricevuto in testa e che dopo è incapace di trattenere le parole quando gli vengono in mente. Nel bene o nel male, che si trovi di fronte a un paziente a un collega o una persona che ama.

Sarà che sto invecchiando faccio sempre più fatica a tenermi le cose.

Condurresti il festival di Sanremo?

Non decido certo io, sarebbe un piacere raccogliere l’invito di Amadeus e qualora arrivasse sarebbe sempre un grandissimo onore. Mi è già capitato di esserci, sarebbe bellissimo ritornarci.

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