Covid Italia, record contagi. Omicron infetterà mezza Europa

Nuovo record di contagi covid in Italia mentre Omicron corre. Secondo l’Oms “oltre il 50% della popolazione della Regione europea sarà contagiata” dalla nuova variante “nelle prossime 6-8 settimane”. Intanto Pfizer annuncia un vaccino specifico. 


Covid In Italia, l’ultimo bollettino
 

Sono 220.532 i nuovi contagi da Coronavirus registrati in Italia in 24 ore, 294 i morti. Si tratta del numero più alto della quarta ondata. Da ieri sono stati processati 1.375.514 tamponi con un tasso di positività al 16%. Sono stati 185 gli ingressi in terapia intensiva in 24 ore, 1.677 in totale. Sono 727 i ricoverati con sintomi, 17.067 in totale. Sono 7.554.344 i contagiati dal Covid-19 dall’inizio dell’emergenza, mentre le vittime salgono a 139.265. I guariti sono 5.410.482, 56.560 nelle ultime 24 ore. A oggi in Italia sono 2.004.597 i positivi al Coronavirus, 60.618 in più di ieri. 

Oms
 

“Oltre il 50% della popolazione della Regione europea sarà contagiata” dalla variante Omicron “nelle prossime 6-8 settimane”. Così il direttore regionale per l’Europa dell’Oms, ricordando che la regione europea “ha registrato oltre 7 milioni di nuovi casi di Covid segnalati nella prima settimana del 2022, più che raddoppiati in un periodo di due settimane”. “Al 10 gennaio, 26 paesi hanno segnalato che oltre l’1% della loro popolazione si è ammalata ogni settimana”, ha aggiunto. 

Sul fronte ricoveri, continua Kluge, “prendiamo l’esempio della Danimarca, dove i casi di Omicron sono esplosi nelle ultime settimane: il tasso di ospedalizzazione per Covid-19 nei pazienti non vaccinati è risultato 6 volte superiore ai vaccinati nella settimana di Natale. E i dati del sistema di sorveglianza ostetrica del Regno Unito mostrano che il 96% delle donne in gravidanza ricoverate in ospedale con sintomi di Covid-19 tra maggio e ottobre 2021 non era vaccinate, una su 3 ha avuto bisogno di supporto respiratorio”. Questi i casi illustrati da Kluge in conferenza stampa per “ribadire che i vaccini attualmente approvati continuano a fornire una buona protezione contro malattie gravi e morte, anche per Omicron”. 

Ema
 

“Non abbiamo ancora visto i dati sulla quarta dose” di vaccino anti-Covid. “Siamo abbastanza preoccupati per una strategia che preveda vaccinazioni ripetute in un lasso di tempo breve. Non possiamo continuare a dare dosi di richiamo ogni tre o quattro mesi”. Lo sottolinea Marco Cavaleri, responsabile per i vaccini dell’Ema. 

La variante Omicron “è altamente contagiosa, cosa che provoca un alto numero di individui infetti. Quindi è molto importante essere consci del potenziale fardello” che potrebbe creare a danno dei sistemi sanitari, “e non considerarla una malattia lieve”, sottolinea poi Cavaleri, ricordando che i “risultati preliminari di studi pubblicati di recente mostrano che l’efficacia dei vaccini contro la malattia asintomatica è significativamente ridotta per Omicron, e che tende a svanire nel tempo. Per la malattia grave e l’ospedalizzazione connessa alla variante Omicron, le evidenze emergenti suggeriscono che i vaccini continuano a fornire una protezione elevata”, precisa Cavaleri. 

L’esperto Ema sottolinea quindi che “nessuno sa quando arriveremo alla fine del tunnel, ma ci arriveremo. Stiamo vedendo che ci muoviamo” verso uno scenario in cui il Covid “diventa più endemico, ma non possiamo dire che abbiamo già raggiunto quello status”. Il virus, continua, “si comporta ancora come un virus pandemico e l’emergere di Omicron lo mostra chiaramente. Non dobbiamo dimenticare che siamo ancora in pandemia”. “Ciò nonostante, con l’aumento dell’immunità nella popolazione e con Omicron ci sarà molta immunità naturale oltre a quella data dalla vaccinazione, ci muoveremo rapidamente ad uno scenario più vicino all’endemicità” del coronavirus, afferma Cavaleri. 

Anche se un vaccino anti-Covid adattato alla variante Omicron sarebbe un “candidato naturale” all’approvazione in Ue, altre opzioni “come un vaccino polivalente, non possono essere esclusi come potenziali alternative”. “Servono ulteriori dati – sottolinea Cavaleri – per decidere se un vaccino adattato, con una composizione diversa, è giustificato. Vanno tenuti presenti molti elementi, sapendo che per il momento in cui un qualsiasi vaccino adattato a Omicron sarà sviluppato, è possibile che il quadro epidemiologico nell’Ue abbia subito una significativa evoluzione, per quanto riguarda le varianti in circolazione e l’esposizione a Omicron”. 

Pfizer
 

Il vaccino Pfizer specifico per la variante Omicron sarà pronto entro marzo. Lo ha annunciato Albert Bourla, Ceo del colosso farmaceutico Usa, in un’intervista alla Cnbc. L’azienda ha già cominciato a produrre delle dosi, ha spiegato Bourla aggiungendo che il vaccino colpirà anche altre varianti in circolazione. “La speranza è riuscire a ottenere un prodotto che avrà una protezione migliore in particolare contro l’infezione, perché la protezione contro i ricoveri e la malattia grave è ragionevole in questo momento, con i vaccini attualmente a disposizione, finché si ha la terza dose”, ha detto Bourla.
 

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