Simone Cunati tocca il cielo con un dito: i suoi simulatori usati da Charles Leclerc

La storia di Simone Cunati, giovane e intraprendente, sembra la trama di un film di successo. Andiamo per gradi: Simone, classe 1997, vive da sempre una forte passione per il motorsport. Infatti, ad appena 17 anni viene reclutato dalla Ferrari Driver Academy. Un primo grande successo perché – dopo aver pilotato i kart sin da bambino – gli viene proposto il salto in Formula 3. Ma per aprire il cassetto dei sogni deve sborsare più di 1 milione di euro: troppi soldi. Simone dice addio a questo sogno. Ma la storia non finisce mica qui.


Durante il Lockdown si dedica ancora una volta alla sua passione, i motori. Ed allora arriva l’intuizione di creare simulatori di guida casalinghi (e non solo). Insieme ad alcuni amici dà vita al progetto di un simulatore d’élite: nulla è lasciato al caso. Alla guida del suo simulatore viene ricreata esattamente il feeling di una vera monoposto. Un gioiellino che costa tra i 15.000 e i 55.000 euro in base alla ricchezza di optional installati. Ma ne vale la pena.

La sua azienda, Teleios srl, nasce insieme a Leonardo Bernasconi e Francesco Maria Leone (direttore finanziario): un progetto ambizioso che produce questi simulatori di eccellenza. Il primo arriva persino nelle mani di Charles Leclerc, iconico pilota di Formula1. Il “simulatore 2.0”. viene ideato proprio da Simone Cunati, durante la quarantena – che per lui diventa un periodo d’oro e altamente formativo. Charles Leclerc, che supporta il progetto dall’inizio, si è detto molto soddisfatto del simulatore che gli è stato consegnato da Teleios “fatto totalmente su misura curato in ogni minimo dettaglio” (come racconta Sport Mediaset).  

Teleios in effetti per la produzione dei simulatori cura qualsiasi dettaglio: movimentazione automatica di pedaliera e volante, sistema di ventilazione (importantissimo perché permette al pilota di stare al fresco) e poi la carenatura: un’opera artigianale di design. Ma il simulatore ideato da Cunati e progettato dal suo amico e CTO dell’azienda, Leonardo Bernasconi, è molto altro. Unico nel suo genere.

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