Phebo: “L’importanza di sognare, oggi il futuro passa da noi”

Con Sogna anche tu, la canzone composta insieme a Francesco Vidoni, Pasquale Mammaro e Davide De Marinis, anche lui presente nel videoclip, Phebo (Tiziano Finarelli) continua a raccogliere tanti passaggi radiofonici.

D’altra parte è una delle rivelazioni dell’ultimo anno, nonché un cantautore come ormai non se ne vedevano da tempo. Phebo è proiettato verso una musica pop orecchiabile e commerciale, ma con una sensibilità davvero rara da trovare nelle canzoni di oggi. I suoi testi parlano sempre di temi delicatissimi, con un linguaggio diretto e preciso. Mai un brano criptico, mai una canzone contro qualcuno. Phebo è il cantautore dell’ottimismo, della speranza. Per lui comporre significa raccontare qualcosa con entusiasmo, trascinando l’ascoltatore in una fiducia incondizionata nella vita.

A poche settimane da quel Sanremo Giovani il cui regolamento non consente di partecipare agli over 29, ecco l’esplosione di Phebo, classe 1978, con una grinta e una unicità vocale da vendere.

Ci racconti com’è nato Sogna anche tu?

Volevo cantare un bel messaggio raccontando qualcosa che mi appartenesse fortemente sia dal punto di vista testuale, sia dal punto di vista musicale. Mio nonno mi diceva sempre di credere in me stesso: quel motto è rimasto dentro di me negli anni e, così, intorno a questo ho creato una canzone. È come se facessi continuare a vivere mio nonno in un certo senso. Inizialmente si intitolava Sogno, poi con Davide (De Marinis, ndr) abbiamo deciso di farla diventare Sogna anche tu.

Eppure non sembra facile sognare oggi.

Ma dobbiamo farlo, è un imperativo.

Quindi l’uso smodato della tecnologia, oggi, non toglie spazio alla poesia e a un’interpretazione sognante del mondo?

Direi di no o, perlomeno, dipende da noi fare in modo che non succeda. Il futuro passa da noi. Mi spiego: l’unico modo per potersi immaginare un futuro è adattarsi ai tempi, sennò si rimane emarginati dalla società, noncuranti della realtà dei fatti. Insomma, una volta che ci si tiene aggiornati, rispetto all’attualità e alle sue innovazioni, si può essere poetici. L’importante è vivere e non estraniarsi dai discorsi, anche se questi a volte possono sembrarci di poco valore. Così non ci si estranea dai discorsi. Probabilmente con un’età diversa si hanno più difficoltà ma bisogna sempre “studiare” per trovarsi bene poi.

Tu che rapporto hai con il digitale?

Per la parte anche più burocratica del mio lavoro, mi aiuta molto mia moglie. Di sicuro, nonostante fosse tutto nelle previsioni, non mi aspettavo si arrivasse a questi livelli di virtualità in così poco tempo nella nostra vita: pensavo potesse accadere solo nei sogni. Ora siamo arrivati a una mancanza di rapporti impressionante: non avere il virtuale, in fondo, non era così male…

Il videoclip con De Marinis lo avete girato alla Fondazione Italiana verso il Futuro, che si occupa di ragazzi down o con disabilità cognitive.

È stata un’esperienza molto forte. Bisogna toccare con mano certe situazioni per capir davvero di cosa si parla. Io sono curioso; mi piace osservare con attenzione tutto ciò che mi circonda e, nell’associazione ho scoperto che questi ragazzi hanno davvero un mondo tutto loro, pieno di fantasia. Da quel mondo si vedono cose che non si vedono altrimenti. Con i ragazzi ho un rapporto frequente. Mi piace farli cantare, facendo anche una sorta di didattica per educare alla musica. Ma ogni volta esco da lì che ho imparato qualcosa di nuovo anch’io!

Dopo Sogna anche tu cosa ci dobbiamo aspettare da Phebo? Le aspettative ora, dopo Cane sciolto di un anno e mezzo fa, sono sempre più alte…

Innanzitutto sto finalizzando un nuovo brano per mettere a punto un EP di cinque nuove canzoni, tra cui ovviamente lo stesso Sogna anche tu. E poi ci saranno delle novità molto importanti per il 2022, che al momento non sveliamo. Ora voglio godermi il riscontro di questa canzone presso il pubblico e, devo dire, mi sta sorprendendo e caricando ogni giorno di più l’affetto che arriva.

Il messaggio positivo della tua musica a chi è destinato in particolare?

Mi piace raccontare la mia emozione, quello che sento in determinate situazioni: quando la storia è vera, il brano può appartenere a tutti, anche a chi ha esperienze completamente diverse. Credo che un bravo cantautore non debba fare una canzone generica su un argomento, solo perché questo va di moda. La musica a comando non funzionerebbe mai. La musica è uno specchio di noi stessi, sia quando la si compone, sia quando la si ascolta. Ognuno si deve sentire parte di una canzone. Così io magari scrivo pensando a una persona e chi ascolta pensa a un’altra, ma il brano è valido per entrambi.

Phebo è sicuramente un cantautore innamorato della vita.

L’amore è tutto ciò che ti fa stare bene, nei confronti di una persona, della vita. Alcune situazioni portano a stare male, ma è l’amore che porta a riconquistare quella serenità. Io sono sposato da 3 anni, anche se conviviamo ormai da 11 anni: mia moglie è il mio grande supporto morale. Se non avessi lei, che ha sposato in pieno il mio progetto e mi sprona a trovare stimoli creativi, non sarei sicuramente lo stesso. Le persone che ti circondano devono essere le prime a credere in te.

Una curiosità, perché il nome Phebo?

Notavo che tutti quando si parlava di Tiziano (il mio vero nome) pensavano a Tiziano Ferro. Ho pensato sarebbe stato bello omaggiare il cognome di mia madre e mio nonno, che peraltro è anche l’epiteto con cui veniva chiamato il dio Apollo, simbolo di luminosità e splendore. Alla fine ho optato per mantenere solo quello, anche perché a quel punto Tiziano Phebo sarebbe stato troppo! (ride, ndr)

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