Variante Omicron Italia, sintomi e vaccini: cosa sappiamo

La variante Omicron sotto i riflettori, tra prime indicazioni sui sintomi che provoca e in attesa di dati sui rischi di malattia più grave e sull’efficacia dei vaccini. Studiosi di tutto il mondo, Italia compresa, sono al lavoro per rispondere alle domande base: cos’è e cosa può provocare la variante B.1.1.529 individuata in Sudafrica e ora presente in una decina abbondante di Paesi. Nel mirino dei ricercatori, tra le oltre 30 mutazioni, quelle che possono incidere sulla proteina Spike. Ad ogni latitudine, la posizione della scienza al momento è simile: bisogna attendere almeno un paio di settimane, se non di più, per avere un primo quadro delineato. 

In Italia, la variante Omicron è presente in Campania: anche moglie e figli del 55enne dirigente Eni, il ‘paziente zero’, sono risultati positivi. “Non ci sono ancora evidenze che l’infezione con Omicron causi una malattia più grave rispetto alle altre varianti. I dati preliminari suggeriscono che ci sia un tasso maggiore di ricoveri in Sud Africa, ma questo potrebbe essere dovuto all’aumento complessivo delle persone infette piuttosto che alla specifica infezione con Omicron”, afferma l’Iss. “Al momento non ci sono informazioni che suggeriscano che i sintomi specifici associati a questa variante siano diversi da quelli dovuti alle altre”, prosegue l’Istituto. 

“I casi iniziali di infezione riguardano studenti universitari, persone giovani che tendono ad avere una malattia più lieve – spiegano gli esperti dell’Iss sul sito – ma per capire il livello di gravità dell’infezione causata da Omicron servirà più tempo (da alcuni giorni ad alcune settimane). Comunque si ricorda che tutte le varianti del Covid-19, inclusa la Delta che rimane al momento la variante dominante a livello globale, possono causare malattia grave o morte, in particolare nelle persone più vulnerabili, e la prevenzione rimane fondamentale”, si sottolinea. 

Prudenza e moderazione anche nelle dichiarazioni degli esperti. “Per 3 giorni siamo stati terrorizzati per la variante Omicron”, dice il professor Matteo Bassetti giudicando eccessivo scattato praticamente ovunque. “Per 3 giorni il mondo siamo stati terrorizzati da alcuni miei colleghi. Oggi assistiamo alla fuga dei catastrofisti, ma quello che è accaduto negli ultimi giorni ha portato diverse persone a dire ‘è inutile vaccinarsi’. In un momento come questo, con i nervi a fior di pelle dopo 2 anni del genere, bisogna fare comunicazione in modo attenta. Io, che sono un medico, non posso venire a sapere della nuova variante perché crolla la Borsa di Tokyo”, dice, a L’aria che tira, il direttore della clinica di malattie infettive del policlinico San Martino di Genova. 

Bassetti non condivide l’adozione di misure come lo stop ai voli da Paesi ritenuti a rischio. “Sembra che la variante Omicron non abbia provocato sintomi particolarmente gravi. Se il vaccino è un ombrello con qualche buco, quando piove lo uso comunque”, dice il professor Massimo Galli. 

“Ci è stato detto che Omicron presenta 32 mutazioni e una dozzina sono localizzate nel punto d’attacco delle nostre cellule: per questo è diventata automaticamente una variante preoccupante, ma non sembra che uccida le persone vaccinate. I sintomi sembrano lievi ma abbiamo bisogno di tempo per valutare più dati”. 

Moderna e Pfizer sono all’opera per modificare eventualmente il vaccino e contrastare la variante. Moderna potrebbe impiegare mesi per completare la missione, come spiega l’amministratore delegato della casa farmaceutica, Stéphane Bancel, all’emittente Cnbc. L’efficacia degli attuali vaccini contro la variante Omicron non è nota. Per tamponare l’eventuale emergenza, l’azienda potrebbe rendere disponibile in tempi brevi una dose booster da 100 microgrammi: “La dose più elevata potrebbe arrivare rapidamente. Potremmo decidere di fornire una dose più elevata del vaccino attuale per proteggere magari i soggetti ad alto rischio, gli immunodepressi, e gli anziani” che “potrebbero aver bisogno di una quarta dose”. 

La Biontech, partner di Pfizer nella produzione dell’altro vaccino mRna, annuncia l’avvio dello sviluppo di un vaccino adattato come “misura cautelativa”. La ricerca che andrà avanti in parallelo con lo studio della natura della nuova variante Omicron. “Per evitare di perdere tempo, stiamo perseguendo questi due obiettivi in parallelo fino a che non saranno disponibili dati e che non avremo altre informazioni per determinare se il vaccino contro il Covid attualmente disponibile ha effettivamente bisogno di essere adattato o no”, spiega la portavoce dell’azienda in una intervista alla Dpa. “L’obiettivo di questo approccio è quello di muoverci velocemente, nel caso sia necessario un nuovo vaccino specifico per una variante”. 

Anche contro la nuova variante Omicron “le strategie per ridurre la diffusione del virus Sars-CoV-2, oltre alla vaccinazione, rimangono le stesse: mantenere una distanza di almeno un metro dagli altri, indossare la mascherina con particolare attenzione specie negli ambienti chiusi o affollati, tossire o starnutire nel gomito o in un fazzoletto, frequente igiene delle mani, garantire una adeguata ventilazione degli ambienti chiusi. Se si è eleggibili a ricevere una dose booster, la raccomandazione è di prenotarla, mentre se non si è ancora vaccinati, è di prenotare l’appuntamento”, evidenzia l’Iss.  

“Raggiungere i più alti tassi possibili di vaccinazione rimane la strategia chiave per ridurre il rischio di trasmissione di Covid-19 e picchi significativi nei casi, oltre che per ridurre la probabilità che emergano nuove varianti”, sottolineano gli esperti dell’Istituto.  

Ci sono Paesi, intanto, che modificano la strategia per fronteggiare il nuovo scenario. In Gran Bretagna la terza dose di vaccino Covid sarà a 3 mesi dalla seconda per contrastare i contagi e non farsi sorprendere dalla variante Omicron. Il Joint Committee on Vaccination and Immunisation ritiene che la dose booster dovrebbe essere offerta a tutti gli adulti tra a 90 giorni dal completamento del ciclo primario di vaccinazione, come riferisce il Guardian. La priorità dovrebbe essere stabilita dal Servizio Sanitario britannico. In cima alla lista i soggetti anziani e gli immunodepressi. Secondo il panel, che raccomanda la dose booster anche per la fascia 18-39 anni, è opportuno che gli adolescenti della fascia 12-15 ricevano la seconda dose di vaccino. 

L’accelerazione, ha spiegato il professor Anthony Harnden, presidente del JCVI, è legata ad una strategia varata mentre la comunità scientifica è impegnata a studiare la variante Omicron. Le nuove raccomandazioni ampliano la platea dei cittadini che possono ricevere il booster: da 40 milioni a 53 milioni di persone. Tutti gli over 50, oltre ai soggetti fragili, possono ricevere il booster da settembre. Dal 15 novembre, invece, spazio anche gli over 40. 

La minaccia posta dalla nuova variante Omicron “richiede un’azione urgente” e per questo i ministri della Sanità dei Paesi G7 si sono riuniti oggi in via straordinaria per discutere degli sviluppi e continueranno a tenersi in stretto contatto nelle prossime settimane e a tornare a riunirsi a dicembre. Oltre a riconoscere il “lavoro esemplare” del Sudafrica nel individuare la variante e mettere gli altri Paesi in allerta, i ministri hanno riconosciuto la “strategica importanza di assicurare l’accesso ai vaccini”, quindi anche attuare gli impegni presi sulle donazione e perseguire la disinformazione sui vaccini. 

“Ad oggi sono 33 i casi confermati di variante Omicron segnalati in 8 paesi dell’Unione europea: Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo” scrivono gli esperti dell’Ecdc. “Tutti i casi confermati hanno una storia di viaggi in paesi africani, con voli che hanno fatto scalo in altre destinazioni tra l’Africa e l’Europa. Tutti i casi per i quali sono disponibili informazioni riguardo alla gravità, erano asintomatici o lievi. Finora non sono stati segnalati casi gravi e non c’è stato nessun decesso”. “Sono stati segnalati altri casi in sette paesi e territori al di fuori dell’Ue: Australia, Botswana, Canada, Hong Kong, Israele, Sudafrica e Regno Unito”. 

 

 

 

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