Super green pass, conferenza stampa Draghi: cosa ha detto oggi

Il Super green pass, il vaccino e le ultime notizie sull’emergenza covid in Italia. Oggi il premier Mario Draghi in conferenza stampa si è soffermato sulle misure che – con il decreto varato dal Consiglio dei ministri – entreranno in vigore il 6 dicembre per contrastare l’ondata di contagi. 


“La nostra situazione è in lieve ma costante peggioramento. Vogliamo prevenire per preservare: vogliamo essere molto prudenti per evitare rischi e per riuscire a conservare quello che gli italiani si sono conquistati”, ha detto Draghi. “Abbiamo ripreso la nostra vita sociale e le interazioni, abbiamo ripreso ad essere normali: vogliamo conservare questa normalità, è questo lo spirito dei provvedimenti”, ha aggiunto, in una giornata caratterizzata da oltre 12mila contagi. 

“La situazione italiana oggi è sotto controllo, siamo in una delle migliori situazioni in Europa grazie essenzialmente alla campagna vaccinale che è stata un successo notevole. Voglio ringraziare gli italiani che hanno aderito alla campagna e coloro che stanno aderendo alla terza dose”, ha detto ancora Draghi, confermando anche di aver ricevuto la terza dose: “L’ho fatta”. 

L’epidemia in Europa sta squassando nazioni costrette a ricorrere a misure più radicali. “Noi vediamo una situazione molto grave all’esterno dell’Italia, in paesi confinanti. La nostra situazione è in lieve ma costante peggioramento, non siamo ancora nella pienezza dell’inverno. La copertura vaccinale del ciclo comincia ad affievolirsi in questo periodo, per questo uno dei provvedimenti è l’anticipazione della terza dose di vaccino a 5 mesi dalla seconda somministrazione”, ha detto.  

“Quelle che sembravano delle diversità di posizione prima del Cdm poi durante il Cdm sono sparite, infatti la decisione è stata presa in modo unanime”, dice Draghi riferendosi al varo del Super green pass.  

Come ha convinto Matteo Salvini sll’adozione del super green pass già in zona bianca? “Non ci sono stati sforzi di convinzione”, la necessità di muoversi verso una nuova stretta è stata “espressa in primo luogo dalle regioni e dal presidente della conferenza Fedriga. La domanda non è cosa faremo se si porranno le condizioni per chiudere, ma cosa dobbiamo fare per non chiudere, per non arrivarci”. 

“E’ molto importante, per ricucire questa contrapposizione tra chi si vaccina e chi non si vaccina, che il governo sia compatto, senza cedimenti. La mancanza di compattezza viene poi utilizzata come scusa per l’evasione dall’obbligo, per la contrapposizione, per la tensione. Non bisogna sottovalutare né criminalizzare la diversità di vedute e comportamenti, bisogna cercare di convincere. Perché questa riconciliazione avvenga è il successo di questa iniziativa. Ve lo ricordate il Natale dell’anno scorso? Vogliamo conservare un Natale come quello che c’era prima della pandemia?”, si è domandato il premier. 

“Questi vari interventi servono a dare certezze alla stagione turistica”, dice il premier rispondendo ad una domanda. “Quale era l’alternativa lo scorso anno? Si guardava al peggioramento dei contagi – ha ricordato il presidente del Consiglio – poi si diceva che non sarebbe stato possibile tenere aperto e poi si è deciso di non tenere aperto, ma già prima molte prenotazioni erano scomparse, quindi questa strategia tende a dire che avremo fatto il possibile per difenderci dalla diffusione della pandemia e mantenere aperta la stagione”. 

“Spero che questo sarà un Natale normale. Se abbiamo un po’ di restrizioni sarà normale per i vaccinati e speriamo che la situazione consenta che il prossimo Natale lo sia per tutti, anche per coloro a cui saranno riservate le restrizioni. L’auspicio è che” queste persone attualmente penalizzate dalle misure adottate “possano tornare a essere parte della società come tutti noi”, ha ribadito il premier. 

Quindi, una domanda sullo stato d’emergenza: sarà prorogato dopo il 31 gennaio 2022? “Sullo stato d’emergenza non mi azzardo a dire che abbiamo deciso niente, un mese prima della scadenza. 

“Valuteremo la situazione man mano che arriviamo a fine anno. La domanda che bisogna porsi è: ‘A noi cosa interessa? Prolungare l’emergenza o avere a disposizione tutta la struttura di vaccinazione, ospedalizzazione, mobilitazione sanitaria e controlli che finora ci ha permesso di affrontare l’epidemia?'”, ha proseguito. “Io credo che la risposta sia la seconda. La strada di buon senso è quella di chiedersi se è possibile mantenere questa struttura senza necessariamente promulgare un altro stato d’emergenza. Non so se questo è possibile, lo vedremo”. 

 

 

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