Sicurezza, De Rose: “Necessario ispirarsi ai valori e ai moduli previsti dall’Ue”

Utilizzare le nuove tecnologie, le modalità organizzative, i supporti informatici innovativi, i collegamenti e la cooperazione con le forze di polizia internazionali per migliorare la sicurezza nazionale, e, allo stesso tempo, determinare le modalità comunicative più efficaci e le azioni operative più vicine ai cittadini, per far percepire loro le giuste informazioni e la corretta percezione del rischio evitando allarmismi, e disinnescando molti eventi negativi con la prevenzione. E’ quanto emerso durante il convegno nazionale su “Sicurezza interna e internazionale, l’intelligence oggi”, che si è svolto nell’Aula Magna del “Camplus” di Palermo ed è stato organizzato dall’Istituto di Studi Europei “Alcide de Gasperi” di Roma e dall’Università Telematica “Giustino Fortunato” di Benevento.  


Ha presieduto i lavori Claudio De Rose, già procuratore generale nazionale della Corte dei Conti e presidente onorario di quest’ultima, che ha sottolineato: “I valori di questo convegno hanno nel Dna l’Unione Europea che per la pace ha ottenuto anche il Nobel 2012. Per la democrazia è esigentissima, anche nei rapporti esterni. Per la sicurezza si concentra sulle cause del terrorismo e della criminalità organizzata. Per la cooperazione di polizia e giudiziaria si avvale di moduli efficacissimi quali Europol, Eurojust, il mandato d’arresto europeo e il Procuratore europeo”. Dello stesso avviso Antonio Sabbatella, presidente nazionale dell’Istituto Alcide De Gasperi, che, dopo essersi complimentato con le forze dell’ordine per il lavoro quotidiano che svolgono a tutela dei cittadini, durante la cerimonia di donazione di tre bici con pedalata assistita alla polizia per i servizi di prossimità, ha evidenziato: “Il convegno prende spunto dall’obiettiva importanza degli aspetti riguardanti la sicurezza, non soltanto rivolta all’interno del territorio, ma anche a livello internazionale. La sempre maggiore vicinanza del cittadino ai Corpi che tutelano l’ordine pubblico deve essere un passo avanti per gestire in modo ottimale i molteplici aspetti della sicurezza. Ben vengano quindi, iniziative come la consegna alla Polizia di Stato per i servizi di prossimità di alcune biciclette elettriche attrezzate per testimoniare il sentimento di riconoscenza verso le forze dell’ordine per il fondamentale lavoro che queste compiono per tutelare la vita quotidiana dei cittadini”.  

All’appuntamento è intervenuta anche Sabrina Zuccalà, molto attiva nel mondo del sociale e dell’innovazione e presidente del Laboratorio nazionale di nanotecnologie 4ward360, che ha studiato dei nanomateriali adatti a preservare dall’ammaloramento i mezzi e gli abiti delle forze dell’ordine e dei militari e ha sottolineato: “Ogni giorno – le forze di polizia, garantiscono la nostra sicurezza. 4ward360 vuole contribuire affinché possano svolgere il loro lavoro in sicurezza ottimizzando le prestazioni richieste. Abbiamo realizzato per loro un trattamento nanotecnologico che permette di rendere antibatteriche le superfici trattate. Queste caratteristiche lo rendono particolarmente indicato per il trattamento dei tessuti delle divise e per i veicoli e macchinari militari che possono essere esposti alla situazioni climatiche più estreme ed a svariati fattori corrosivi: sabbia, neve, ghiaccio, salsedine, umidità. Il nostro trattamento anticorrosivo permette di proteggerli con il nano-biossido di silicio in grado di resistere alle temperature più estreme e di proteggere la superficie dalla corrosione. La nostra ricerca in questo campo è sempre in continua evoluzione e faremo quanto possibile per venire loro incontro sostenendo l’innovazione del settore”. Interessanti le tematiche introdotte da Adolfo Urso presidente del Copasir, Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, che ha partecipato al convegno in videoconferenza, ed ha incentrato il suo intervento sui nuovi obiettivi per la sicurezza nazionale .  

“Abbiamo – ha affermato Urso – di recente fatto due relazioni in parlamento: una sul contrasto agli attentati di matrice islamica, poiché tutti i recenti attacchi sono stati fatti da persone che si sono radicalizzate in poco tempo in diversi paesi ed erano pronte ad attacchi terroristici. Si è discusso quindi sulla necessita di prevedere misure più stringenti per il reato di detenzione di materiale materiale jihadista come per la pedopornografia, per prevenire questi attentati. Un’altra relazione è stata fatta per chiedere di disciplinare con alcuni correttivi normativi il sistema delle intercettazioni e dei contratti secretati perché sono purtroppo ancora troppo esposti”. “Fondamentalei nfine – ha detto Urso – la nuova Agenzia per la cybersicurezza nazionale. D’altronde, se pensiamo agli ultimi attacchi hacker, il più significativo è stato nel settore sanità nella Regione Lazio attraverso addirittura il computer di un dipendente nel domicilio del lavoratore. Dunque, chiunque può essere colpito e la sicurezza di questi dati è fondamentale per la nostra società, che ognuno di noi deve essere al sicuro e comporre un tassello di questa rete di sicurezza”. 

Molto soddisfatto il questore di Palermo Leopoldo Laricchia che ha detto: “L’intelligence è la base di ogni azione o intervento a tutela della pubblica sicurezza; l’ordine pubblico si garantisce sul campo solo se prima si è fatto un accurato lavoro di intelligence da parte della Digos; la sicurezza della città ed il contrasto di ogni attività criminale, da quella organizzata a quella comune e diffusa, passa attraverso il lavoro di intelligence svolto dagli organi competenti in collaborazione con quelli di polizia giudiziaria; solo lo studio ragionato dei fenomeni consente di organizzare e pianificare sistemi di contrasto e prevenzione efficaci”. Ringrazio l’Istituto di Studi Europei “Alcide de Gasperi” per l’attenzione al nostro lavoro quotidiano, manifestato, tra l’altro, tramite la consegna di tre biciclette a pedalata assistita che serviranno a rendere più agile ed incisivo il lavoro dei poliziotti, attraverso un più immediato contatto con i cittadini, fruitori e beneficiari del concetto di “Polizia di Prossimità”.  

 

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