Renzi punge Conte: “Di Maio gli sta facendo le scarpe, povero Giuseppi”

“Conte non ha capito che politica è confronto e scappa perché ha paura. Ha paura di tutto, anche della sua ombra. Del resto lui sta alla politica come io sto al sanscrito antico”. Lo dice Matteo Renzi ad HuffPost. “Mi ricorda un mio amico che, a scuola media, provocava: ‘Oh, ci si vede alle 2 appena suona la campanella e si fa a cazzotti’. Alle due io mi presentavo. Ma lui era già scappato a casa impaurito. Peccato, ma non accaniamoci. Ci sta già pensando Di Maio a fargli le scarpe, non attacchiamo anche noi il povero Giuseppi”.  


Sul voto di ieri al Senato e l’accusa a Iv di voler aprire una crisi, Renzi ribatte: “Quello è tutto tranne un segnale politico, è un voto tecnico. Gli amici di Italia viva al Senato hanno votato leggendo le carte, gli altri hanno commentato pensando alla politica. Non ho mai visto una crisi politica aperta sulla capienza dei bus turistici! È la strumentalizzazione di questo voto, come pure era accaduto sul ddl Zan, che dice molto della voglia dei leader di andare a votare”. Chi vuole andare a votare? “Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Enrico Letta e Giuseppe Conte. È il loro vero obiettivo. A parole dicono alcune cose, ma nella sostanza non vedono l’ora di andare ad elezioni, chi per un motivo chi per l’altro: Letta e Conte per cambiare i gruppi parlamentari, la destra perché pensa di vincere. Gli unici che non si sono accorti del giochino sono i parlamentari del centrosinistra e dei grillini che si stanno consegnando a chi li manderà a casa un anno prima. Guardi, è come con il ddl Zan: a parole lo difendevano, poi creavano le condizioni per affondarlo”. 

Sul Quirinale e Draghi, Renzi rinvia tutto a gennaio: L’importante è proteggere il premier: la polemica non deve coinvolgere Draghi, che sta salvando l’Italia. Anche per questo sbaglia chi pensa di inchiodarlo a un tavolo politico come ha proposto Letta. Draghi è una benedizione per l’Italia credo che debba avere un futuro nelle istituzioni italiane o europee, secondo quello che vorrà fare. Ne parliamo a gennaio, non adesso”.  

Quanto alla collocazione di Italia Viva, l’ex-premier osserva: “Mi schiero con gli europeisti, sia se salta tutto sia se si vota nel 2023. Se il Pd conferma il matrimonio con Conte e Di Maio e la destra continua ad avere una trazione sovranista sulla linea Salvini/Meloni è del tutto evidente che c’è uno spazio, una prateria per chi sta dentro l’area Renew europe. Un’area decisiva in tutti i principali paesi europei, a cominciare da Francia e Germania: finirà che saremo l’ago della bilancia anche nel prossimo Parlamento”. Anche con la legge elettorale vigente? “Soprattutto a legge elettorale vigente. Se è vero che rende difficilmente contendibili i seggi maggioritari è anche vero che il Pd che si sposa con i Cinque stelle perde la capacità di attrarre riformisti e lo stesso a destra, schiacciata su posizioni sovraniste, per i moderati. Sui 400 parlamentari eletti col proporzionale facciamo la differenza”.  

Infine sulla questione della Fondazion Open, il leader di Italia Viva annuncia che mostrerà alcuni documenti durante la Leopolda che si apre oggi a Firenze: “Mostreremo qualche documento su Open, certo, domani pomeriggio. Ma il grosso sarà dedicato alla politica”. Che cosa vuole dimostrare, con questi documenti? “Che i pm hanno violato la legge e la Costituzione, non io. Ma questo lo illustrerò mercoledì prossimo in Giunta per le autorizzazioni ai colleghi senatori. Magari se ne accorgeranno anche i miei silenziosi amici del Pd, che sulla giustizia hanno abbandonato la svolta garantista impressa col nostro governo e si sono buttati tra le braccia dei manettari”.  

 

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