Pa, Csel: responsabili per transizione digitale solo per 60% Comuni e loro consorzi

Al 31 ottobre 2021 i Responsabili per la transizione digitale sono globalmente 7.899 con un incremento di 556 unità tra agosto e ottobre. Se tutti i ministeri, Regioni e Città Metropolitane hanno un Responsabile per la transizione digitale, stesso discorso non vale per i comuni e i loro consorzi e associazioni. In questo caso, sono stati nominati soltanto 4.795 soggetti corrispondenti al 60% del totale. E’ quanto emerge da un dossier del Csel, Centro Studi Enti Locali, elaborato per l’Adnkronos.  


Il responsabile per la transizione digitale ha tra le principali funzioni quella di garantire operativamente la trasformazione digitale della Pubblica amministrazione, coordinandola nello sviluppo dei servizi pubblici digitali e nell’adozione di modelli di relazione trasparenti e aperti con i cittadini.  

L’articolo 17 del Codice dell’Amministrazione digitale obbliga tutte le amministrazioni a individuare un ufficio per la transizione alla modalità digitale – il cui responsabile è il Rtd – a cui competono le attività e i processi organizzativi ad essa collegati e necessari alla realizzazione di un’amministrazione digitale e all’erogazione di servizi fruibili, utili e di qualità. Con la circolare n. 3 del 1 ottobre 2018, adottata dal Ministro per la pubblica amministrazione, erano state sollecitate tutti gli enti pubblici ad attivarsi immediatamente per individuare, con urgenza, al loro interno un Rtd.  

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